TD - Tempero Diabetico [1985] - Sabedoria Incompleta
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Opera originale di TD - Tempero Diabético [1985], Sabedoria Incompleta, vernice spray su tela di cotone nello stile Pop Art, 158 × 101 cm, anno 2026, firmata a mano, in condizioni eccellenti, proveniente dal Portogallo e venduta direttamente dall'artista con COA autografata.
Descrizione del venditore
TD - Temperamento Diabético del 1985, portoghese e artista urbano dal 1999.
La Saggezza incompleta è un'opera dipinta a mano su tela di cotone, 100% spray, dell'anno 2026, con una dimensione immagine di 158x101 cm. Firmato a mano sul retro con penna acrilica. Oggetto da collezione in condizioni impeccabili, venduto direttamente dall'artista e accompagnato da COA, certificato di autenticità firmato a mano e timbrato. Inviato arrotolato in tubo di cartone tramite corriere.
- La saggezza incompleta è un'opera che mostra lo sguardo gigante che interroga luce, colore e silenzio. -
Sono un artista di arte urbana, formato in strada, nell'errore e nell'insistenza. Dal 1999 il graffiti fa parte del mio corpo e del mio modo di pensare al mondo. Ho cominciato sui muri, negli spazi pubblici, nel ritmo accelerato della città, ed è lì che ho sviluppato un linguaggio proprio, crudo e intuitivo. Col tempo, questo linguaggio è esploso sulle tele, mantenendo lo spray come strumento principale, non come tecnica decorativa, ma come estensione diretta del gesto, dell'urgenza e dell'imperfezione assunta.
Conviv(o) con la PHDA, essendo il deficit di attenzione la traccia più marcante del mio modo di funzionare. Per molti anni l'ho visto come un ostacolo: la difficoltà nel mantenere l'attenzione, l'attenzione irregolare, la mente sempre saltellante da uno stimolo all'altro. Dipingere era una lotta costante contro me stesso, un tentativo di disciplinare qualcosa che, per natura, si rifiuta di stare quieto. La mia attenzione, quando sto a dipingere, è casuale e intermittente, ora profondamente immersa nell'immagine, ora completamente assente, come se fossi già in un altro quadro, in un'altra idea, su un altro muro.
Con il tempo, ho smesso di tentare di correggere questo funzionamento e ho iniziato ad ascoltarlo. Fu allora che capii qualcosa di essenziale: per me, una pittura non si conclude al termine tradizionale del processo. Esiste un punto, da qualche parte tra il 60% e il 65%, in cui l'opera raggiunge il suo stato più onesto. È in quel momento che l'immagine respira ancora, promette ancora, non si è ancora chiusa su se stessa. Da quel punto, il piacere scompare. Continuare sarebbe solo adempiere a un'aspettativa esterna di rifinitura, non una necessità interna.
Decisi quindi di trasformare ciò che per anni considerai una limitazione fondante del mio processo artistico. Le mie tele assumono la loro identità come opere incomplete, non per negligenza, ma per scelta consapevole. L'incompiuto è, per me, un luogo di verità. È dove il gesto è ancora vivo, dove l'errore non è ancora stato nascosto, dove lo sguardo dello spettatore è invitato a completare, immaginare, proiettare. Quando osservo una tela in quel punto intermedio, la vedo come terminata, non manca nulla, non resta nulla.
Dopo quindici anni a lottare contro il deficit di attenzione, ho capito che non è il nemico del mio lavoro, ma la sua materia prima. L'attenzione frammentata modella il ritmo, le interruzioni creano livelli, e l'incapacità di rimanere troppo a lungo sulla stessa immagine impedisce l'eccesso di controllo. La patologia, prima vista come difetto, è diventata alleata creativa. Oggi dipingo accettando il mio flusso mentale, lasciando che sia lui a decidere quando inizia e, soprattutto, quando termina un'opera.
Il mio lavoro vive in questo equilibrio instabile tra impulso e assenza, tra ciò che è detto e ciò che resta da dire. Non cerco la perfezione né il finito classico. Cerco il momento esatto in cui la pittura è ancora aperta, come sono sempre stato: incompleta, in movimento, e profondamente viva.
TD - Temperamento Diabético del 1985, portoghese e artista urbano dal 1999.
La Saggezza incompleta è un'opera dipinta a mano su tela di cotone, 100% spray, dell'anno 2026, con una dimensione immagine di 158x101 cm. Firmato a mano sul retro con penna acrilica. Oggetto da collezione in condizioni impeccabili, venduto direttamente dall'artista e accompagnato da COA, certificato di autenticità firmato a mano e timbrato. Inviato arrotolato in tubo di cartone tramite corriere.
- La saggezza incompleta è un'opera che mostra lo sguardo gigante che interroga luce, colore e silenzio. -
Sono un artista di arte urbana, formato in strada, nell'errore e nell'insistenza. Dal 1999 il graffiti fa parte del mio corpo e del mio modo di pensare al mondo. Ho cominciato sui muri, negli spazi pubblici, nel ritmo accelerato della città, ed è lì che ho sviluppato un linguaggio proprio, crudo e intuitivo. Col tempo, questo linguaggio è esploso sulle tele, mantenendo lo spray come strumento principale, non come tecnica decorativa, ma come estensione diretta del gesto, dell'urgenza e dell'imperfezione assunta.
Conviv(o) con la PHDA, essendo il deficit di attenzione la traccia più marcante del mio modo di funzionare. Per molti anni l'ho visto come un ostacolo: la difficoltà nel mantenere l'attenzione, l'attenzione irregolare, la mente sempre saltellante da uno stimolo all'altro. Dipingere era una lotta costante contro me stesso, un tentativo di disciplinare qualcosa che, per natura, si rifiuta di stare quieto. La mia attenzione, quando sto a dipingere, è casuale e intermittente, ora profondamente immersa nell'immagine, ora completamente assente, come se fossi già in un altro quadro, in un'altra idea, su un altro muro.
Con il tempo, ho smesso di tentare di correggere questo funzionamento e ho iniziato ad ascoltarlo. Fu allora che capii qualcosa di essenziale: per me, una pittura non si conclude al termine tradizionale del processo. Esiste un punto, da qualche parte tra il 60% e il 65%, in cui l'opera raggiunge il suo stato più onesto. È in quel momento che l'immagine respira ancora, promette ancora, non si è ancora chiusa su se stessa. Da quel punto, il piacere scompare. Continuare sarebbe solo adempiere a un'aspettativa esterna di rifinitura, non una necessità interna.
Decisi quindi di trasformare ciò che per anni considerai una limitazione fondante del mio processo artistico. Le mie tele assumono la loro identità come opere incomplete, non per negligenza, ma per scelta consapevole. L'incompiuto è, per me, un luogo di verità. È dove il gesto è ancora vivo, dove l'errore non è ancora stato nascosto, dove lo sguardo dello spettatore è invitato a completare, immaginare, proiettare. Quando osservo una tela in quel punto intermedio, la vedo come terminata, non manca nulla, non resta nulla.
Dopo quindici anni a lottare contro il deficit di attenzione, ho capito che non è il nemico del mio lavoro, ma la sua materia prima. L'attenzione frammentata modella il ritmo, le interruzioni creano livelli, e l'incapacità di rimanere troppo a lungo sulla stessa immagine impedisce l'eccesso di controllo. La patologia, prima vista come difetto, è diventata alleata creativa. Oggi dipingo accettando il mio flusso mentale, lasciando che sia lui a decidere quando inizia e, soprattutto, quando termina un'opera.
Il mio lavoro vive in questo equilibrio instabile tra impulso e assenza, tra ciò che è detto e ciò che resta da dire. Non cerco la perfezione né il finito classico. Cerco il momento esatto in cui la pittura è ancora aperta, come sono sempre stato: incompleta, in movimento, e profondamente viva.

