Alberto Carlos Ayala (XX) - Kelimutu





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Alberto Carlos Ayala (XX) presenta Kelimutu, 60 × 60 cm, pittura acrilica originale con vernice spray, 2022, firmata sul retro, in eccellenti condizioni; origine Italia; certificato di autenticità incluso.
Descrizione del venditore
L’opera prende ispirazione dal Kelimutu, complesso vulcanico situato sull’isola di Flores, in Indonesia, noto per i suoi tre laghi craterici dai colori variabili e intensamente contrastanti. Il nome stesso unisce i termini “Keli” (montagna) e “Mutu” (bollente), richiamando l’attività vulcanica sotterranea che alimenta questo paesaggio unico. Le tonalità che caratterizzano il dipinto, rosso, verde, turchese, giallo, rosa, blu e nero profondo, trovano origine nell’eccezionale fenomeno geochimico che rende il Kelimutu un unicum nel panorama vulcanico mondiale.
Secondo le tradizioni locali, i tre laghi custodiscono significati spirituali distinti. Il lago blu, Tiwu Nuwa Muri Koo Fai, è associato alle anime dei giovani; il lago rosso, Tiwu Ata Polo, a quelle dei defunti malvagi; il lago bianco, Tiwu Ata Mbupu, agli spiriti degli anziani. I mutamenti cromatici delle acque sono interpretati come segnali di trasformazione spirituale, e ogni anno, il 14 agosto, le comunità dei villaggi circostanti si riuniscono nel rituale Pati Ka, “nutrire lo spirito degli antenati”, offrendo cibo e tabacco in una processione che unisce gesto, memoria e paesaggio.
Questa dimensione simbolica si traduce nella superficie pittorica come stratificazione di energie e di presenze. Il bianco di fondo agisce come piano attivo sul quale si depositano interventi successivi: sovrapposizioni, cancellazioni, scarti direzionali e compressioni materiche. Ogni segno conserva la memoria del passaggio precedente, costruendo una sedimentazione che rimanda ai processi geologici di accumulo e trasformazione.
Le campiture cromatiche intense richiamano la presenza simultanea dei tre bacini craterici, trasposte in una grammatica astratta che traduce il dato naturale in tensione pittorica. Il rosso introduce densità e calore, il verde e il turchese evocano profondità liquida e mutazione chimica, il giallo e il blu emergono come accenti minerali che attraversano il campo con vibrazione ritmica. I segni neri strutturano la composizione come linee di pressione che organizzano lo spazio e ne sostengono l’equilibrio dinamico.
La fascia orizzontale giallo-rossa nella parte inferiore condensa l’energia del dipinto e funge da asse gravitazionale. Attorno a essa si distribuisce l’intero sistema visivo, generando una dinamica tra stabilità e tensione che riflette la natura mutevole del sito vulcanico di riferimento.
Il lavoro si inserisce in una ricerca dedicata ai grandi sistemi vulcanici del pianeta, intesi come matrici di trasformazione e archivi di tempo geologico, ma anche come luoghi in cui natura e dimensione spirituale si intrecciano. Il colore opera come materia-tempo, traducendo in linguaggio pittorico processi invisibili e credenze ancestrali che continuano a vivere nel presente.
L’opera è firmata sul retro e verrà accompagnata da certificato di autenticità.
Per densità materica, tensione cromatica e coerenza all’interno di una ricerca geologica e simbolica articolata, il lavoro si colloca con naturalezza in un contesto collezionistico e istituzionale di fascia alta.
L’opera prende ispirazione dal Kelimutu, complesso vulcanico situato sull’isola di Flores, in Indonesia, noto per i suoi tre laghi craterici dai colori variabili e intensamente contrastanti. Il nome stesso unisce i termini “Keli” (montagna) e “Mutu” (bollente), richiamando l’attività vulcanica sotterranea che alimenta questo paesaggio unico. Le tonalità che caratterizzano il dipinto, rosso, verde, turchese, giallo, rosa, blu e nero profondo, trovano origine nell’eccezionale fenomeno geochimico che rende il Kelimutu un unicum nel panorama vulcanico mondiale.
Secondo le tradizioni locali, i tre laghi custodiscono significati spirituali distinti. Il lago blu, Tiwu Nuwa Muri Koo Fai, è associato alle anime dei giovani; il lago rosso, Tiwu Ata Polo, a quelle dei defunti malvagi; il lago bianco, Tiwu Ata Mbupu, agli spiriti degli anziani. I mutamenti cromatici delle acque sono interpretati come segnali di trasformazione spirituale, e ogni anno, il 14 agosto, le comunità dei villaggi circostanti si riuniscono nel rituale Pati Ka, “nutrire lo spirito degli antenati”, offrendo cibo e tabacco in una processione che unisce gesto, memoria e paesaggio.
Questa dimensione simbolica si traduce nella superficie pittorica come stratificazione di energie e di presenze. Il bianco di fondo agisce come piano attivo sul quale si depositano interventi successivi: sovrapposizioni, cancellazioni, scarti direzionali e compressioni materiche. Ogni segno conserva la memoria del passaggio precedente, costruendo una sedimentazione che rimanda ai processi geologici di accumulo e trasformazione.
Le campiture cromatiche intense richiamano la presenza simultanea dei tre bacini craterici, trasposte in una grammatica astratta che traduce il dato naturale in tensione pittorica. Il rosso introduce densità e calore, il verde e il turchese evocano profondità liquida e mutazione chimica, il giallo e il blu emergono come accenti minerali che attraversano il campo con vibrazione ritmica. I segni neri strutturano la composizione come linee di pressione che organizzano lo spazio e ne sostengono l’equilibrio dinamico.
La fascia orizzontale giallo-rossa nella parte inferiore condensa l’energia del dipinto e funge da asse gravitazionale. Attorno a essa si distribuisce l’intero sistema visivo, generando una dinamica tra stabilità e tensione che riflette la natura mutevole del sito vulcanico di riferimento.
Il lavoro si inserisce in una ricerca dedicata ai grandi sistemi vulcanici del pianeta, intesi come matrici di trasformazione e archivi di tempo geologico, ma anche come luoghi in cui natura e dimensione spirituale si intrecciano. Il colore opera come materia-tempo, traducendo in linguaggio pittorico processi invisibili e credenze ancestrali che continuano a vivere nel presente.
L’opera è firmata sul retro e verrà accompagnata da certificato di autenticità.
Per densità materica, tensione cromatica e coerenza all’interno di una ricerca geologica e simbolica articolata, il lavoro si colloca con naturalezza in un contesto collezionistico e istituzionale di fascia alta.

