Signed; Amy Arbus - On the street 1980 - 1990 - 2006





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Custodia rigida firmata di Amy Arbus, On the Street 1980-1990, un libro fotografico di 105 pagine in inglese pubblicato da Welcome Books nel 2006 come prima edizione e edizione speciale, in condizioni quasi nuove.
Descrizione del venditore
Libro molto ricercato. Libro XXL Prima copia. Autografato RARO!
Tra il 1980 e il 1990, oltre cinquecento ritratti improvvisati e audaci della fotografa Amy Arbus di newyorkesi sono apparsi nel mensile di moda del Village Voice, "On the Street". La rubrica aveva lo scopo di documentare i più audaci detentori delle tendenze della città mentre vivevano la loro vita. Ma le fotografie di Arbus raccontano molto più di una storia di stile. Dalla più amichevole alla più ruvida, ogni immagine è un potente tributo all’espressione di sé. Guardate nel loro insieme, riflettono un’epoca di contraddizioni, un periodo in America in cui l’individualismo urbano e la creatività grezza lottavano coraggiosamente per respirare e per farsi valere in una cultura dominata da conservatorismo ricco e politica repubblicana.
Per la prima volta da quel decennio difficile da definire, questa collezione temporale di immagini viene rivisitata. On the Street presenta settanta tra le immagini più rivelatrici ed espressive scattate da Arbus sulle pedestrate della città, ricche di stile. Dallo sconosciuto al particolarmente famoso, i soggetti sono tutti ugualmente indimenticabili. L’obiettivo onnipresente di Arbus ha catturato i chroniclers dello stile più influenti, dai The Clash sul set di King of Comedy di Martin Scorsese e Madonna nello stesso giorno in cui uscìva il singolo “Everybody” in classifica, ad Anna Sui, Joey Arias, Phoebe Legère e innumerevoli altri artisti locali, attori, costumisti, proprietari di negozi, musicisti, truccatori, graffiti artist e scenografi del centro; dagli occhiali agli indumenti intimi, dalle minigonne scolastiche agli abiti senza schiena; da donne vestite come uomini a uomini a malapena vestiti; dal rossetto al semplice e puro “schtik”, non c’è alcun aspetto dello stile degli anni ’80 che non sia rappresentato.
A. M. Homes, l’autrice rinomata di The End of Alice e redattrice collaboratrice di Vanity Fair, propone un saggio personale ed illuminante che introduce e celebra le fotografie di Arbus, inserendole elegantemente nel contesto dell’epoca in cui sono state scattate.
Amy Arbus è fotografa professionista da ventiquattro anni. È collaboratrice fotografica della sezione teatro di New York Magazine. Le sue fotografie sono apparse in oltre cento periodici in tutto il mondo, tra cui The New Yorker, Aperture, People, ESPN e The New York Times Magazine. Tra i suoi clienti pubblicitari figurano American Express, Nickelodeon, Saatchi & Saatchi, New Line Cinema, Cristiano Fissore e The California Children and Families Commission. Il suo primo libro, No Place Like Home, ritratti di persone che vivono in case insolite, è stato pubblicato da Doubleday & Company nel 1986. Il secondo libro, The Inconvenience of Being Born, un saggio fotografico sulla natura emotiva estrema dei neonati, è stato pubblicato da Fotofolio nel 1999 e ha ricevuto un Award of Excellence dalla Communication Arts. Insegna ritrattistica all’International Center of Photography, al Fine Arts Work Center e ai Toscana Photographic Workshops. La sua mostra più recente è stata alla Schoolhouse Gallery in Massachusetts. Ha realizzato tredici mostre personali in tutto il mondo, e le sue fotografie fanno parte della collezione del Museum of Modern Art di New York.
A. M. Homes è autrice dei romanzi The End of Alice, In a Country of Mothers e Jack, nonché della raccolta di racconti The Safety of Objects e del libro d’artista Appendix A. La sua narrativa è stata tradotta in otto lingue ed è stata premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui una Guggenheim Fellowship e una borsa di studio della National Endowment for the Arts. La sua narrativa e saggistica appare su riviste come The New Yorker e Artforum, tra gli altri, ed è redattrice collaboratrice di Vanity Fair, Mirabella, Bomb, Blind Spot e Story. Insegna nei programmi di scrittura presso la Columbia University e la The New School e vive a New York City.
Il venditore si racconta
Libro molto ricercato. Libro XXL Prima copia. Autografato RARO!
Tra il 1980 e il 1990, oltre cinquecento ritratti improvvisati e audaci della fotografa Amy Arbus di newyorkesi sono apparsi nel mensile di moda del Village Voice, "On the Street". La rubrica aveva lo scopo di documentare i più audaci detentori delle tendenze della città mentre vivevano la loro vita. Ma le fotografie di Arbus raccontano molto più di una storia di stile. Dalla più amichevole alla più ruvida, ogni immagine è un potente tributo all’espressione di sé. Guardate nel loro insieme, riflettono un’epoca di contraddizioni, un periodo in America in cui l’individualismo urbano e la creatività grezza lottavano coraggiosamente per respirare e per farsi valere in una cultura dominata da conservatorismo ricco e politica repubblicana.
Per la prima volta da quel decennio difficile da definire, questa collezione temporale di immagini viene rivisitata. On the Street presenta settanta tra le immagini più rivelatrici ed espressive scattate da Arbus sulle pedestrate della città, ricche di stile. Dallo sconosciuto al particolarmente famoso, i soggetti sono tutti ugualmente indimenticabili. L’obiettivo onnipresente di Arbus ha catturato i chroniclers dello stile più influenti, dai The Clash sul set di King of Comedy di Martin Scorsese e Madonna nello stesso giorno in cui uscìva il singolo “Everybody” in classifica, ad Anna Sui, Joey Arias, Phoebe Legère e innumerevoli altri artisti locali, attori, costumisti, proprietari di negozi, musicisti, truccatori, graffiti artist e scenografi del centro; dagli occhiali agli indumenti intimi, dalle minigonne scolastiche agli abiti senza schiena; da donne vestite come uomini a uomini a malapena vestiti; dal rossetto al semplice e puro “schtik”, non c’è alcun aspetto dello stile degli anni ’80 che non sia rappresentato.
A. M. Homes, l’autrice rinomata di The End of Alice e redattrice collaboratrice di Vanity Fair, propone un saggio personale ed illuminante che introduce e celebra le fotografie di Arbus, inserendole elegantemente nel contesto dell’epoca in cui sono state scattate.
Amy Arbus è fotografa professionista da ventiquattro anni. È collaboratrice fotografica della sezione teatro di New York Magazine. Le sue fotografie sono apparse in oltre cento periodici in tutto il mondo, tra cui The New Yorker, Aperture, People, ESPN e The New York Times Magazine. Tra i suoi clienti pubblicitari figurano American Express, Nickelodeon, Saatchi & Saatchi, New Line Cinema, Cristiano Fissore e The California Children and Families Commission. Il suo primo libro, No Place Like Home, ritratti di persone che vivono in case insolite, è stato pubblicato da Doubleday & Company nel 1986. Il secondo libro, The Inconvenience of Being Born, un saggio fotografico sulla natura emotiva estrema dei neonati, è stato pubblicato da Fotofolio nel 1999 e ha ricevuto un Award of Excellence dalla Communication Arts. Insegna ritrattistica all’International Center of Photography, al Fine Arts Work Center e ai Toscana Photographic Workshops. La sua mostra più recente è stata alla Schoolhouse Gallery in Massachusetts. Ha realizzato tredici mostre personali in tutto il mondo, e le sue fotografie fanno parte della collezione del Museum of Modern Art di New York.
A. M. Homes è autrice dei romanzi The End of Alice, In a Country of Mothers e Jack, nonché della raccolta di racconti The Safety of Objects e del libro d’artista Appendix A. La sua narrativa è stata tradotta in otto lingue ed è stata premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui una Guggenheim Fellowship e una borsa di studio della National Endowment for the Arts. La sua narrativa e saggistica appare su riviste come The New Yorker e Artforum, tra gli altri, ed è redattrice collaboratrice di Vanity Fair, Mirabella, Bomb, Blind Spot e Story. Insegna nei programmi di scrittura presso la Columbia University e la The New School e vive a New York City.

