Georges Collignon (1923-2002) - Composition






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Descrizione del venditore
Bellissima composizione verso il 1955-1960 tecnica mista (collage di carta, tessuti, gouache, inchiostro...)
Provenienza: collezione privata, Parigi.
Georges Collignon è un artista pittore belga, nato il 26 agosto 1923 a Flémalle-Haute in Belgio e deceduto il 5 febbraio 2002 a Liegi.
Nella sua prima fase, l'artista è nervoso e tonico, più strutturato che informale, più lirico che geometrico, ed è astratto a tutti gli effetti. Intreccia labirinti colorati che danzano con ferma gioia e che ricordano ciotole microscopiche o fotografie aeree. Nel corso degli anni ’60 torna progressivamente a un’immaginario neo-figurativo, irreale, che celebra il matrimonio di elementi figurativi con strutture astratte.
Segue gli insegnamenti di Auguste Mambour all’Académie des Beaux-Arts di Liegi tra il 1939 e il 1945 e lavora alle Cristalleries du Val Saint-Lambert a Seraing.
Georges Collignon inizia così come pittore figurativo di formazione accademica e, durante questi studi più o meno regolari, studia il surrealismo e l’opera di René Magritte. Da questa periodo ne restano poche opere, perse, alcune esposte all’Académie des Beaux-Arts di Liegi nel 1940, tra cui Campo di grano e Bosco, tempo grigio. Si orienta poi verso una pittura non figurativa.
Dopo questi esordi, compie ricerche sul colore e dipinge le sue prime tele astratte già nel 1945. Partecipa alle attività del gruppo Apport e diventa membro della Jeune Peinture Belge a partire dal 1946.
Prima période: Arte astratta: 1946-1967
Collignon partecipa al movimento Cobra e nel 1950 crea con Pol Bury il gruppo Réalité-Cobra, primo gruppo belga per la difesa dell’arte astratta.
Condivide con Pierre Alechinsky e Jean Dubosq il Premio Giovane Pittura Belga assegnato per la prima volta nel 1950.
Borsista del Governo francese, si stabilisce a Parigi nel 1951 e vi rimane fino al 1968. È membro fondatore del gruppo Arte astratta nel 1952 e riceve il premio Hélène Jacquet.
All’inizio, piccole macchie di colori vivaci si accostano e coprono tutta la superficie della tela senza preoccuparsi di creare una struttura apparente. Ma poco a poco, come nelle opere di Estève e del suo amico Magnelli, si espandono e si ordinano secondo linee di forza a favore di ritmi impetuosi, di movimenti ricurvi e di vortici galattici che dinamizzano lo spazio in raffinati compartimenti.
Le piane colorate, eseguite con una pennellata nervosa e vivace, rendono la superficie pittorica intensa e vibrante. Lunghe curvature diagonali si intersecano tagliando la tela. Collignon crea una pittura «topografica» in opere che sembrano ispirate a vedute aeree di giardini, campi che si aprono e svincoli, strade che si intersecano.
Partecipa al gruppo di architettura E.G.A.U. e realizza alcuni bassorilievi o integrazioni in cemento per l’Università di Liegi (Belgio) al Sart-Timan dove gli immobili della pianura di Droixhe (Liegi-Belgio).
Fin dal 1958 si dedica ai collage di carta e tessuti, realizzati alla maniera dei papiers collés cubisti.
Ottiene uno dei premi Marzotto nel 1960. Nel 1961 espone al Salon de Mai e al Salon des Réalités Nouvelles.
A partire dal 1964, sempre più elementi figurativi appaiono nella sua opera integrandosi alle forme astratte che si dissolvono progressivamente.
Contribuisce attivamente a fare di Liegi (Belgio) una città aperta all’arte più attuale attraverso le attività dell’A.P.I.A.W.
Seconda période: Neo-figurazione: 1968-2002
Partecipa nel padiglione belga, alla XXXV Biennale di Venezia.
La sua opera neo-figurativa, non estranea al Pop-Art, possiede un carattere di umorismo insolito, mescolando oggetti e corpi, realtà e astrazione. In mosaici cromatici, l’oro e l’argento in foglia creano icone profane.
Se l’approccio pittorico di quest’artista presenta un profilo da Janus, l’arte astratta e il figurativo hanno in comune un medesimo slancio inarrestabile, la stessa fuoruscita prolifica in un’esplosione di colori e ritmi curvilinei.
Georges Collignon è deceduto a Liegi nel 2002.
Nel 2005, il Lions Club Liegi Val Mosan ha creato in memoria del suo vecchio membro il Premio Biennale Georges Collignon.
Citazioni:
« Il mio vocabolario visivo e formale può essere evoluto dal momento che sono riuscito a fare a meno di questi grandi maestri (Klee, Magnelli, Léger e Bonnard), ma aggiungo che Magnelli, per la sua rigore d’animo, mi ha molto insegnato.
Non ho una concezione dell’astrazione, se non ricordare questa definizione della pittura di Maurice Denis "una superficie piana coperta di colori in un certo ordine assemblate" e che mi sembra sempre attuale. Quando ho scoperto la pittura astratta tra il 1945 e il 1946, dopo il buio dell’occupazione, è stata una vera illuminazione e un passaggio obbligato, arricchente. Le conversioni erano numerose, era quasi una religione, rapidamente dogmatica e intollerante. Nel 1967 ho riscoperto la figurazione, non è molto ben vista, né tollerata. Non si commette il crimine di eretico, di lesa-astrazione senza impunità da parte dell’ambiente ortodosso, conformista, convenzionale dei buoni pensanti dell’arte. Anche oggi, come ieri, contro ogni razzismo estetico, rivendico il diritto alla differenza. Si avanza solo cambiando, è noto."
Museografia:
Stato belga
Comunità francese del Belgio – Bruxelles (Belgio)
Musei reali di belle arti del Belgio – Museo d’Arte Moderna – Bruxelles (Belgio)
Museo dell’Arte Wallone – Liegi (Belgio)
Museo all’aperto del Sart-Tilman (Università di Liegi, Belgio)
Kunstmuseum aan zee, in breve Mu.Zee) – Oostende (Belgio)
Fondazione per l’Arte belga contemporanea – Bruxelles (Belgio)
Museo nazionale d’Arte Moderna – Parigi (Francia)
Glasmuseum Frauenau (Collezione Wolfgang Kermer)
Carnegie Institute – Pittsburgh (Stati Uniti)
Museo d’Arte Moderna - San Paolo (Brasile)
Museo di Louvain-la-Neuve, UCL (Belgio)
Bellissima composizione verso il 1955-1960 tecnica mista (collage di carta, tessuti, gouache, inchiostro...)
Provenienza: collezione privata, Parigi.
Georges Collignon è un artista pittore belga, nato il 26 agosto 1923 a Flémalle-Haute in Belgio e deceduto il 5 febbraio 2002 a Liegi.
Nella sua prima fase, l'artista è nervoso e tonico, più strutturato che informale, più lirico che geometrico, ed è astratto a tutti gli effetti. Intreccia labirinti colorati che danzano con ferma gioia e che ricordano ciotole microscopiche o fotografie aeree. Nel corso degli anni ’60 torna progressivamente a un’immaginario neo-figurativo, irreale, che celebra il matrimonio di elementi figurativi con strutture astratte.
Segue gli insegnamenti di Auguste Mambour all’Académie des Beaux-Arts di Liegi tra il 1939 e il 1945 e lavora alle Cristalleries du Val Saint-Lambert a Seraing.
Georges Collignon inizia così come pittore figurativo di formazione accademica e, durante questi studi più o meno regolari, studia il surrealismo e l’opera di René Magritte. Da questa periodo ne restano poche opere, perse, alcune esposte all’Académie des Beaux-Arts di Liegi nel 1940, tra cui Campo di grano e Bosco, tempo grigio. Si orienta poi verso una pittura non figurativa.
Dopo questi esordi, compie ricerche sul colore e dipinge le sue prime tele astratte già nel 1945. Partecipa alle attività del gruppo Apport e diventa membro della Jeune Peinture Belge a partire dal 1946.
Prima période: Arte astratta: 1946-1967
Collignon partecipa al movimento Cobra e nel 1950 crea con Pol Bury il gruppo Réalité-Cobra, primo gruppo belga per la difesa dell’arte astratta.
Condivide con Pierre Alechinsky e Jean Dubosq il Premio Giovane Pittura Belga assegnato per la prima volta nel 1950.
Borsista del Governo francese, si stabilisce a Parigi nel 1951 e vi rimane fino al 1968. È membro fondatore del gruppo Arte astratta nel 1952 e riceve il premio Hélène Jacquet.
All’inizio, piccole macchie di colori vivaci si accostano e coprono tutta la superficie della tela senza preoccuparsi di creare una struttura apparente. Ma poco a poco, come nelle opere di Estève e del suo amico Magnelli, si espandono e si ordinano secondo linee di forza a favore di ritmi impetuosi, di movimenti ricurvi e di vortici galattici che dinamizzano lo spazio in raffinati compartimenti.
Le piane colorate, eseguite con una pennellata nervosa e vivace, rendono la superficie pittorica intensa e vibrante. Lunghe curvature diagonali si intersecano tagliando la tela. Collignon crea una pittura «topografica» in opere che sembrano ispirate a vedute aeree di giardini, campi che si aprono e svincoli, strade che si intersecano.
Partecipa al gruppo di architettura E.G.A.U. e realizza alcuni bassorilievi o integrazioni in cemento per l’Università di Liegi (Belgio) al Sart-Timan dove gli immobili della pianura di Droixhe (Liegi-Belgio).
Fin dal 1958 si dedica ai collage di carta e tessuti, realizzati alla maniera dei papiers collés cubisti.
Ottiene uno dei premi Marzotto nel 1960. Nel 1961 espone al Salon de Mai e al Salon des Réalités Nouvelles.
A partire dal 1964, sempre più elementi figurativi appaiono nella sua opera integrandosi alle forme astratte che si dissolvono progressivamente.
Contribuisce attivamente a fare di Liegi (Belgio) una città aperta all’arte più attuale attraverso le attività dell’A.P.I.A.W.
Seconda période: Neo-figurazione: 1968-2002
Partecipa nel padiglione belga, alla XXXV Biennale di Venezia.
La sua opera neo-figurativa, non estranea al Pop-Art, possiede un carattere di umorismo insolito, mescolando oggetti e corpi, realtà e astrazione. In mosaici cromatici, l’oro e l’argento in foglia creano icone profane.
Se l’approccio pittorico di quest’artista presenta un profilo da Janus, l’arte astratta e il figurativo hanno in comune un medesimo slancio inarrestabile, la stessa fuoruscita prolifica in un’esplosione di colori e ritmi curvilinei.
Georges Collignon è deceduto a Liegi nel 2002.
Nel 2005, il Lions Club Liegi Val Mosan ha creato in memoria del suo vecchio membro il Premio Biennale Georges Collignon.
Citazioni:
« Il mio vocabolario visivo e formale può essere evoluto dal momento che sono riuscito a fare a meno di questi grandi maestri (Klee, Magnelli, Léger e Bonnard), ma aggiungo che Magnelli, per la sua rigore d’animo, mi ha molto insegnato.
Non ho una concezione dell’astrazione, se non ricordare questa definizione della pittura di Maurice Denis "una superficie piana coperta di colori in un certo ordine assemblate" e che mi sembra sempre attuale. Quando ho scoperto la pittura astratta tra il 1945 e il 1946, dopo il buio dell’occupazione, è stata una vera illuminazione e un passaggio obbligato, arricchente. Le conversioni erano numerose, era quasi una religione, rapidamente dogmatica e intollerante. Nel 1967 ho riscoperto la figurazione, non è molto ben vista, né tollerata. Non si commette il crimine di eretico, di lesa-astrazione senza impunità da parte dell’ambiente ortodosso, conformista, convenzionale dei buoni pensanti dell’arte. Anche oggi, come ieri, contro ogni razzismo estetico, rivendico il diritto alla differenza. Si avanza solo cambiando, è noto."
Museografia:
Stato belga
Comunità francese del Belgio – Bruxelles (Belgio)
Musei reali di belle arti del Belgio – Museo d’Arte Moderna – Bruxelles (Belgio)
Museo dell’Arte Wallone – Liegi (Belgio)
Museo all’aperto del Sart-Tilman (Università di Liegi, Belgio)
Kunstmuseum aan zee, in breve Mu.Zee) – Oostende (Belgio)
Fondazione per l’Arte belga contemporanea – Bruxelles (Belgio)
Museo nazionale d’Arte Moderna – Parigi (Francia)
Glasmuseum Frauenau (Collezione Wolfgang Kermer)
Carnegie Institute – Pittsburgh (Stati Uniti)
Museo d’Arte Moderna - San Paolo (Brasile)
Museo di Louvain-la-Neuve, UCL (Belgio)
