Signed Pepi Merisio - Il Gioco - 2013






Ha conseguito un master in bibliografia, con sette anni di esperienza in incunaboli e manoscritti arabi.
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Pepi Merisio Firmato, Il Gioco, primoedizione libro fotografico di 96 pagine in italiano e francese, copertina rigida, editore Allemandi & C. nel 2013, in condizioni eccellenti.
Descrizione del venditore
Esemplare eccezionalmente firmato in pagina del titolo da Pepi Merisio (1931 – 2021), introvabile su Internet in copia firmata, 96 pagine e oltre 45 fotografie in bianco e nero e alcune a colori, testi in italiano e in francese di Cesare Colombo, Raffaella Ferrari e Daria Jorioz. Solida legatura cartonato illustrata in copertina. In ottime condizioni.
« Come molti fotografi «umanisti» della sua generazione, lungo tutta la sua carriera Pepi Merisio ha incessantemente inquadrato la condizione dei bambini e degli adolescenti … e queste fotografie segnano ogni volta l’incontro fortuito con i suoi piccoli protagonisti… In questa occasione ritroviamo anche nella sua visione del gioco una visione d’insieme del mondo contemporaneo… Una convinzione emerge molto nitidamente: i bambini «giocano» come gli adulti vivono e agiscono, come gli adulti vivono e agiscono, si disputano, o si concentrano per riflettere… Il gioco dei bambini non è un gioco ai nostri occhi, perché noi ne abbiamo dimenticato tutto il serissimo… Si direbbe che, nella sua capacità di scattare foto proprio al momento giusto, Pepi Merisio lasci una traccia di ritorno, con un pizzico di rimpianto, al proprio passato oggi lontano…» (Secondo Cesare Colombo).
Pepi Merisio, fotografo indipendente, ha vissuto quasi tutta la vita sul territorio di Bergamo che ha esplorato in tutta la sua estensione e ha attraversato tutte le sue pianure e valli nonché i paesi di alta montagna. Ha conosciuto molto presto una riconoscenza internazionale significativa poiché nel luglio 1966 la rivista Camera, pubblicata in Svizzera a Lucerna in francese, gli dedicò un importante servizio. All’epoca direttore della rivista Camera, Roméo Martínez lo introdusse nella collana I Grandi Fotografì (https://www.messinissalibri.com/prodotto/152963-i-grandi-fotografi-pepi-merisio) e Pepi Merisio firmò con Gianni Berengo Gardin che lo considerava come un fratello in fotografia il volume sul Lazio del Touring Club d’Italia.
Il illustre fotografo Ferdinando Scianna dichiarerà nel 2021 al momento della morte di Pepi Mérisio: «Ho incontrato Pepi nel 1967 mentre venivo dall’inaspirarsi della Sicilia, e lui aveva già un grande prestigio internazionale». «Aveva appena vinto un premio internazionale con il reportage sulla morte dello Zio Angelo, molti gravitavano intorno a lui e avevo una grande ammirazione... Aveva scelto il suo rapporto visivo con il mondo, il mondo di cui voleva parlare e la maniera in cui voleva farlo... Aveva un impegno politico-culturale più che diretto... Era un grande antropologo del mondo contadino. Le sue archivi sono un tesoro culturale di cui continueremo ad aver bisogno per capire da dove veniamo e dove andiamo, se mai andiamo da qualche parte». ( https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/21_febbraio_04/ferdinando-sciannalui-ci-fa-capire-dove-veniamo-19b7d422-66bc-11eb-8ada-57b39586265a.shtml )
Libro della mia collezione personale conservato con la massima cura, in ottime condizioni generali con una lieve usura dovuta all’età in particolare sulla sovraccoperta. Spedizione protetta con imballo rinforzato e tracciabilità internazionale garantita. In caso di acquisti multipli è possibile una spedizione congiunta con rimborso delle spese postali pagate in eccesso tramite Paypal.
0,4 kg. senza imballo
Esemplare eccezionalmente firmato in pagina del titolo da Pepi Merisio (1931 – 2021), introvabile su Internet in copia firmata, 96 pagine e oltre 45 fotografie in bianco e nero e alcune a colori, testi in italiano e in francese di Cesare Colombo, Raffaella Ferrari e Daria Jorioz. Solida legatura cartonato illustrata in copertina. In ottime condizioni.
« Come molti fotografi «umanisti» della sua generazione, lungo tutta la sua carriera Pepi Merisio ha incessantemente inquadrato la condizione dei bambini e degli adolescenti … e queste fotografie segnano ogni volta l’incontro fortuito con i suoi piccoli protagonisti… In questa occasione ritroviamo anche nella sua visione del gioco una visione d’insieme del mondo contemporaneo… Una convinzione emerge molto nitidamente: i bambini «giocano» come gli adulti vivono e agiscono, come gli adulti vivono e agiscono, si disputano, o si concentrano per riflettere… Il gioco dei bambini non è un gioco ai nostri occhi, perché noi ne abbiamo dimenticato tutto il serissimo… Si direbbe che, nella sua capacità di scattare foto proprio al momento giusto, Pepi Merisio lasci una traccia di ritorno, con un pizzico di rimpianto, al proprio passato oggi lontano…» (Secondo Cesare Colombo).
Pepi Merisio, fotografo indipendente, ha vissuto quasi tutta la vita sul territorio di Bergamo che ha esplorato in tutta la sua estensione e ha attraversato tutte le sue pianure e valli nonché i paesi di alta montagna. Ha conosciuto molto presto una riconoscenza internazionale significativa poiché nel luglio 1966 la rivista Camera, pubblicata in Svizzera a Lucerna in francese, gli dedicò un importante servizio. All’epoca direttore della rivista Camera, Roméo Martínez lo introdusse nella collana I Grandi Fotografì (https://www.messinissalibri.com/prodotto/152963-i-grandi-fotografi-pepi-merisio) e Pepi Merisio firmò con Gianni Berengo Gardin che lo considerava come un fratello in fotografia il volume sul Lazio del Touring Club d’Italia.
Il illustre fotografo Ferdinando Scianna dichiarerà nel 2021 al momento della morte di Pepi Mérisio: «Ho incontrato Pepi nel 1967 mentre venivo dall’inaspirarsi della Sicilia, e lui aveva già un grande prestigio internazionale». «Aveva appena vinto un premio internazionale con il reportage sulla morte dello Zio Angelo, molti gravitavano intorno a lui e avevo una grande ammirazione... Aveva scelto il suo rapporto visivo con il mondo, il mondo di cui voleva parlare e la maniera in cui voleva farlo... Aveva un impegno politico-culturale più che diretto... Era un grande antropologo del mondo contadino. Le sue archivi sono un tesoro culturale di cui continueremo ad aver bisogno per capire da dove veniamo e dove andiamo, se mai andiamo da qualche parte». ( https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/21_febbraio_04/ferdinando-sciannalui-ci-fa-capire-dove-veniamo-19b7d422-66bc-11eb-8ada-57b39586265a.shtml )
Libro della mia collezione personale conservato con la massima cura, in ottime condizioni generali con una lieve usura dovuta all’età in particolare sulla sovraccoperta. Spedizione protetta con imballo rinforzato e tracciabilità internazionale garantita. In caso di acquisti multipli è possibile una spedizione congiunta con rimborso delle spese postali pagate in eccesso tramite Paypal.
0,4 kg. senza imballo
