Ennio Finzi (1931) - Senza titolo 1957





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Senza titolo 1957, tecnica mista su cartoncino bianco, 24,2 × 32,2 cm, Italia, originale, firmato a mano, anno 1985, periodo 1950–1960, buone condizioni.
Descrizione del venditore
Ennio Finzi cm 24,2x32,2
Anno 1957
Autentica su foto del Maestro
Tecnica acquerello su cartoncino bianco Disegno Palladio
Opera di eccezionale rarità e qualità
Opere anni 50 sono introvabili
«Il Colore è la Retina che si inebria di Bellezza chiedendo soccorso all'Udito»
(Ennio Finzi, 2008)
Ennio Finzi era ufficialmente considerato l'ultimo pittore spazialista , infatti come lui stesso ricorda, nel 1947 aveva solo 16 anni e non poté essere iscritto al movimento pittorico dello Spazialismo come fu invece Tancredi Parmeggiani (1927 - 1964) che all'epoca aveva vent'anni[1].
Il rapporto di amicizia e di condivisione artistica con il grande pittore Tancredi, che è stato celebrato anche da importanti scritti critici e mostre[3], senz'altro lo indusse ad entrare nel giro di alcuni dei più grandi esponenti della pittura e della cultura degli anni Cinquanta e Sessanta come Giuseppe Capogrossi, Ettore Sottsass, Umbro Apollonio e ad operare in stretta concomitanza con i principali maestri veneziani di quel movimento, come per esempio Virgilio Guidi Riccardo Licata o Emilio Vedova, fu sempre Tancredi che lo presentò alla grande collezionista americana Peggy Guggenheim[1]. Per tutti gli anni Cinquanta Finzi percorse una ricerca fondamentalmente spazialista concentrata sull'uso del colore e degli effetti distonici e atonali
Ennio Finzi cm 24,2x32,2
Anno 1957
Autentica su foto del Maestro
Tecnica acquerello su cartoncino bianco Disegno Palladio
Opera di eccezionale rarità e qualità
Opere anni 50 sono introvabili
«Il Colore è la Retina che si inebria di Bellezza chiedendo soccorso all'Udito»
(Ennio Finzi, 2008)
Ennio Finzi era ufficialmente considerato l'ultimo pittore spazialista , infatti come lui stesso ricorda, nel 1947 aveva solo 16 anni e non poté essere iscritto al movimento pittorico dello Spazialismo come fu invece Tancredi Parmeggiani (1927 - 1964) che all'epoca aveva vent'anni[1].
Il rapporto di amicizia e di condivisione artistica con il grande pittore Tancredi, che è stato celebrato anche da importanti scritti critici e mostre[3], senz'altro lo indusse ad entrare nel giro di alcuni dei più grandi esponenti della pittura e della cultura degli anni Cinquanta e Sessanta come Giuseppe Capogrossi, Ettore Sottsass, Umbro Apollonio e ad operare in stretta concomitanza con i principali maestri veneziani di quel movimento, come per esempio Virgilio Guidi Riccardo Licata o Emilio Vedova, fu sempre Tancredi che lo presentò alla grande collezionista americana Peggy Guggenheim[1]. Per tutti gli anni Cinquanta Finzi percorse una ricerca fondamentalmente spazialista concentrata sull'uso del colore e degli effetti distonici e atonali

