Sylvain Barberot - Skull






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 129059 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Sylvain Barberot Skull, realizzata in carta e rivestita di resina epoxy, dimensioni 19 × 21 × 10 cm, peso 40 g, firma a mano, anno 2026, Francia, stile Contemporaneo, stato eccellente.
Descrizione del venditore
Moulage di un cranio umano realizzato in carta e rivestito di resina epossidica. È fissato al muro mediante due chiodi e due magneti.
In quest'opera, se il tempo è immobile per l’uso del cranio come supporto senza tempo, immutabile e fermo, la pelle che lo ricopre invece sembra scorrere senza arrestarsi. Le temporalità si confrontano e l’oscurità dell’idea che ci facciamo della morte.
Un’opera d’arte è per sua natura una vanità. Riflette il desiderio dell’artista di oggettivarsi per sopravvivere al tempo e risponde alla vanità dell’idea dell’artista demiurgo. La memoria non è fissata, resta da venire senza mai ancorarsi in un infinito. La sua scomparsa è il suo unico ricorso.
Artista internazionale il cui lavoro si basa sulla dicotomia che esiste tra memoria e oblio. La memoria, a mio parere, è l’elemento indispensabile che lega il nostro corpo al mondo. Tuttavia, e mentre la nostra cultura si sforza di incastonare la storia nel bulino, mi adoperò per inibire, de-strutturare, persino cancellare la mia stessa memoria. Vaste entreprise l’esercizio dell’oblio…
Il corpo non è che il supporto di questa memoria di cui è dipendente, anzi necessita. Essa lo costruisce, lo modella e lo trasforma. E se l’anamnesi si traduce dal greco come la risalita del ricordo, da parte mia la insegue per meglio separarmene.
Moulage di un cranio umano realizzato in carta e rivestito di resina epossidica. È fissato al muro mediante due chiodi e due magneti.
In quest'opera, se il tempo è immobile per l’uso del cranio come supporto senza tempo, immutabile e fermo, la pelle che lo ricopre invece sembra scorrere senza arrestarsi. Le temporalità si confrontano e l’oscurità dell’idea che ci facciamo della morte.
Un’opera d’arte è per sua natura una vanità. Riflette il desiderio dell’artista di oggettivarsi per sopravvivere al tempo e risponde alla vanità dell’idea dell’artista demiurgo. La memoria non è fissata, resta da venire senza mai ancorarsi in un infinito. La sua scomparsa è il suo unico ricorso.
Artista internazionale il cui lavoro si basa sulla dicotomia che esiste tra memoria e oblio. La memoria, a mio parere, è l’elemento indispensabile che lega il nostro corpo al mondo. Tuttavia, e mentre la nostra cultura si sforza di incastonare la storia nel bulino, mi adoperò per inibire, de-strutturare, persino cancellare la mia stessa memoria. Vaste entreprise l’esercizio dell’oblio…
Il corpo non è che il supporto di questa memoria di cui è dipendente, anzi necessita. Essa lo costruisce, lo modella e lo trasforma. E se l’anamnesi si traduce dal greco come la risalita del ricordo, da parte mia la insegue per meglio separarmene.
