Joan Castejon (1945) - Mujeres - 2 works





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Joan Castejón lithografia Mujeres - 2 opere, edizione limitata 55/110 (1976), colore bronzo, firmato a mano, raffigurante un nudo nel realismo sociale, in buone condizioni, 28 cm di altezza, 20,5 cm di larghezza, 10 g, Spagna.
Descrizione del venditore
Joan Castejón, nato a Elche nel 1945, compare sulla scena pittorica valenciana a metà degli anni ’60, coincidendo con il cosiddetto realismo sociale nell’arte come risposta alla repressione delle libertà.
Dai primi oli e disegni al suo attuale lavoro, Castejón ha sviluppato una iconografia propria (un linguaggio per comunicare le cose) e uno stile molto personale. Nella sua opera, fondamentalmente figurativa, vi sono elementi surrealisti, simbolici ed espressionisti.
L’opera di Joan Castejón è stata esposta in istituzioni europee e americane quali l’IVAM a Valencia. L’Università della Sorbona, Parigi. Casa di Goya a Bordeaux. Museo de la Solidaridad Salvador Allende, Cile. Centro Cultural Español, Montevideo, Uruguay. Scrittrici e critici d’arte hanno scritto sulla sua opera, come Fernando Castro Flórez e Mar Menéndez nel catalogo “Joan Castejón y El Quijote”, Carlos Barral, Mario Vargas Llosa e JJ Armas Marcelo nel catalogo per la mostra “Castejón, Macondo” nel ’73, José Manuel Caballero Bonald nel catalogo “De lo real y lo imaginario” 2001, Juan Ángel Blasco Carrascosa nel libro “Dibujos” del ’98, Vicent Andrés Estellés nel suo poema “Pintor de cintures florides”, Aguilera Cerní nel catalogo “Nueva figuración alicantina” del ’75. Romà de la Calle ha realizzato diversi studi approfonditi sulla sua opera nel corso di tutta la sua carriera con “La realtà de lo imaginario” del ’81. Recentemente se ne è parlato anche di Carlos Arenas, Manuel Vicent e Tomás Llorens, tra gli altri.
Joan Castejón, nato a Elche nel 1945, compare sulla scena pittorica valenciana a metà degli anni ’60, coincidendo con il cosiddetto realismo sociale nell’arte come risposta alla repressione delle libertà.
Dai primi oli e disegni al suo attuale lavoro, Castejón ha sviluppato una iconografia propria (un linguaggio per comunicare le cose) e uno stile molto personale. Nella sua opera, fondamentalmente figurativa, vi sono elementi surrealisti, simbolici ed espressionisti.
L’opera di Joan Castejón è stata esposta in istituzioni europee e americane quali l’IVAM a Valencia. L’Università della Sorbona, Parigi. Casa di Goya a Bordeaux. Museo de la Solidaridad Salvador Allende, Cile. Centro Cultural Español, Montevideo, Uruguay. Scrittrici e critici d’arte hanno scritto sulla sua opera, come Fernando Castro Flórez e Mar Menéndez nel catalogo “Joan Castejón y El Quijote”, Carlos Barral, Mario Vargas Llosa e JJ Armas Marcelo nel catalogo per la mostra “Castejón, Macondo” nel ’73, José Manuel Caballero Bonald nel catalogo “De lo real y lo imaginario” 2001, Juan Ángel Blasco Carrascosa nel libro “Dibujos” del ’98, Vicent Andrés Estellés nel suo poema “Pintor de cintures florides”, Aguilera Cerní nel catalogo “Nueva figuración alicantina” del ’75. Romà de la Calle ha realizzato diversi studi approfonditi sulla sua opera nel corso di tutta la sua carriera con “La realtà de lo imaginario” del ’81. Recentemente se ne è parlato anche di Carlos Arenas, Manuel Vicent e Tomás Llorens, tra gli altri.

