Sory Sanlé - La strarlette






Oltre 35 anni di esperienza; ex proprietario di galleria e curatore al Museum Folkwang.
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Descrizione del venditore
Sanlé Sory è un fotografo burkinabé, nato nel 1943 a Nianiagara nella Repubblica dell'Alta Volta.
Ibrahima Sanlé Sory arriva a Bobo-Dioulasso nel 1957.
Diventato giornalista e fotografo, realizza anche l’illustrazione delle copertine di dischi.
Aprì il suo studio Volta Photo nel 1962, mentre il suo paese otteneva l’indipendenza. Acquistò un Rolleiflex 6×6 e iniziò a scattare fotografie d’identità e fotografie di incidenti stradali per la polizia locale.
Rapidamente raggiunse la notorietà a Bobo-Dioulasso, che allora era la capitale culturale ed economica dell’ancienne Haute-Volta, e dove i giovani africani « avidi di modernità » venivano « a farsi ritrarre ».
Realizzato tra il 1960 e il 1985, il suo lavoro fotografico « testimonia la felicità di una libertà ritrovata e di un’effervescenza sociale e culturale unica nel suo genere. »
Expositions
2015 : Folk art africain , Fonds régional d’art contemporain de Bordeaux.
2015 : All’incontro con la fotografia africana, mediateca di Mérignac.
2018 : Retrospective, Art Institute of Chicago.
2020 : Tête à Têtes - West African Portraiture from Independence into the 21st Century, David Hill Gallery, Londra.
2020 : Bobo Yéyé, Sanlé Sory, Galerie du Château d’Eau, Tolosa.
Fotografie accompagnate da un certificato di autenticità
Il venditore si racconta
Sanlé Sory è un fotografo burkinabé, nato nel 1943 a Nianiagara nella Repubblica dell'Alta Volta.
Ibrahima Sanlé Sory arriva a Bobo-Dioulasso nel 1957.
Diventato giornalista e fotografo, realizza anche l’illustrazione delle copertine di dischi.
Aprì il suo studio Volta Photo nel 1962, mentre il suo paese otteneva l’indipendenza. Acquistò un Rolleiflex 6×6 e iniziò a scattare fotografie d’identità e fotografie di incidenti stradali per la polizia locale.
Rapidamente raggiunse la notorietà a Bobo-Dioulasso, che allora era la capitale culturale ed economica dell’ancienne Haute-Volta, e dove i giovani africani « avidi di modernità » venivano « a farsi ritrarre ».
Realizzato tra il 1960 e il 1985, il suo lavoro fotografico « testimonia la felicità di una libertà ritrovata e di un’effervescenza sociale e culturale unica nel suo genere. »
Expositions
2015 : Folk art africain , Fonds régional d’art contemporain de Bordeaux.
2015 : All’incontro con la fotografia africana, mediateca di Mérignac.
2018 : Retrospective, Art Institute of Chicago.
2020 : Tête à Têtes - West African Portraiture from Independence into the 21st Century, David Hill Gallery, Londra.
2020 : Bobo Yéyé, Sanlé Sory, Galerie du Château d’Eau, Tolosa.
Fotografie accompagnate da un certificato di autenticità
