Signed; Liu Bolin - Liu Bolin - 2009





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Descrizione del venditore
Liu Bolin (Shandong, Cina, 1973) ha studiato Scultura alla Central Academy of Fine Arts di Pechino, conseguendo un Master in Belle Arti nel 2001. Conosciuto come «L'uomo invisibile», appartiene a una generazione di artisti che affrontano le conseguenze della Rivoluzione Culturale e lo sviluppo economico vertiginoso susseguente. Attraverso la sua pratica artistica affronta inquietudini sociali del proprio paese, specialmente con le sue installazioni di camuffamento «camouflage». Utilizzando performance, fotografia e attivismo sociale, Liu Bolin esplora la tensione tra individuo e società attraverso la «scomparsa» in contesti carichi di critica, contenimento e interesse. Le sue immagini potenti hanno attratto collaborazioni e inviti da parte di istituzioni e figure come il Louvre (Parigi), la rivista Harper’s Bazaar, JR, Carlos Cruz-Diez, Jon Bon Jovi e Kenny Scharf. Nel 2015 ha partecipato alla campagna delle Nazioni Unite «The Global Goals», creando un’immagine che rappresentava 17 obiettivi — tra cui l’eliminazione della povertà, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro l’ineguaglianza — nascondendosi tra 193 bandiere del mondo. La sua opera è stata esposta in Francia, Argentina, Germania, Stati Uniti, Italia, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Cina, Regno Unito, Ucraina, Israele, Colombia, Corea del Sud e Venezuela. Vive e lavora a Pechino.
Il venditore si racconta
Liu Bolin (Shandong, Cina, 1973) ha studiato Scultura alla Central Academy of Fine Arts di Pechino, conseguendo un Master in Belle Arti nel 2001. Conosciuto come «L'uomo invisibile», appartiene a una generazione di artisti che affrontano le conseguenze della Rivoluzione Culturale e lo sviluppo economico vertiginoso susseguente. Attraverso la sua pratica artistica affronta inquietudini sociali del proprio paese, specialmente con le sue installazioni di camuffamento «camouflage». Utilizzando performance, fotografia e attivismo sociale, Liu Bolin esplora la tensione tra individuo e società attraverso la «scomparsa» in contesti carichi di critica, contenimento e interesse. Le sue immagini potenti hanno attratto collaborazioni e inviti da parte di istituzioni e figure come il Louvre (Parigi), la rivista Harper’s Bazaar, JR, Carlos Cruz-Diez, Jon Bon Jovi e Kenny Scharf. Nel 2015 ha partecipato alla campagna delle Nazioni Unite «The Global Goals», creando un’immagine che rappresentava 17 obiettivi — tra cui l’eliminazione della povertà, lo sviluppo sostenibile e la lotta contro l’ineguaglianza — nascondendosi tra 193 bandiere del mondo. La sua opera è stata esposta in Francia, Argentina, Germania, Stati Uniti, Italia, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Cina, Regno Unito, Ucraina, Israele, Colombia, Corea del Sud e Venezuela. Vive e lavora a Pechino.

