Szilard Banyi - Pietá






Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e un master in management artistico e culturale.
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Szilard Banyi Pietá è un'opera originale in tecnica mista su carta 90 x 70 cm, realizzata nel 2026, firmata, raffigurante una scena storica, prodotta in Germania e venduta direttamente dall'artista, in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Nome: - Szilard Banyi, ungherese, nato in Romania e residente in Germania dal 2021
Titolo dell'opera; Tehnique- Colori ad olio e carboncino su carta
Dimensioni: 90x70cm
Firma: sì, angolo sinistro
Stampe: Non disponibili
Provenienza: No
Condizioni: Nuovo
Spedizione: In rotolo
Anno: marzo 2026
Ciao a tutti! Felice di essere qui. Spero che possiate vedere le mie opere come una parte di me.
La mia storia inizia quando ero piccolo, avevo molti problemi in famiglia, non stavo molto bene, ma mi sono ritrovato nell’arte. La prima volta che ho percepito un’attrazione per l’arte è stato quando ho visto disegnare mio fratello maggiore. Ero curioso, attento, mi piaceva...
dopo un po’ ho iniziato a studiare in una scuola d’arte in Romania, dove mi sono diplomato.
Avevamo olimpionadi ogni anno, ero sempre scelto per partecipare.
Non avevo molte mostre a causa dei soldi, la situazione non era delle migliori, come ho detto. Ma a un certo punto, durante il liceo, mi sono imbattuto in un’associazione che aiuta i giovani in difficoltà. Lì sono riuscito a incontrare il Principe Carlo, nel 2017, che collaborava con quell’associazione in Romania. Mi invitò a Londra, me e alcuni giovani, a un festival, dove gli feci anche un dipinto in dono. È stata un’esperienza incredibile! Ho avuto la possibilità di visitare Londra e anche di incontrare un uomo così gentile e calmo. Spero quindi che siate riusciti a conoscermi per lo più. Le mie opere rappresentano persone, natura, in uno stile contemporaneo.
Pietà
- Il dipinto è realizzato con colori ad olio e carboncino su carta resistente. Mi è stata ispirata una scultura molto famosa creata da Ippolito Scalza nel 1579, con lo stesso nome.
Inoltre il dipinto è una reinterpretazione personale della Pietà senza tempo, affrontata attraverso un linguaggio visivo contemporaneo che equilibra struttura e dissoluzione. Le figure emergono da una tavolozza contenuta, quasi fragile, dove tonalità grigie attenuate e toni terrosi evocano un senso di silenzio e tempo sospeso.
Piuttosto che mirare alla perfezione anatomica, mi sono concentrato sul peso emotivo — la quieta tensione tra presenza e assenza, tra il corpo fisico e la sua impronta sbiadita. La composizione è volutamente lasciata parzialmente irrisolta, permettendo allo spettatore di entrare nello spazio del dipinto e di completarlo tramite la propria percezione.
Gestualità sottili di rosso interrompono la superficie calma, agendo sia come impulso simbolico sia visivo — una traccia di vita, sacrificio e memoria. Questi accenti non sono descrittivi, ma evocativi, guidando l’occhio senza dettare il significato.
La pennellata alterna passaggi controllati e segni ruvidi, esponendo il processo stesso come parte dell’immagine finale. In questo modo, il dipinto esiste tra costruzione ed erosione, richiamando la fragilità del soggetto che rappresenta.
Questo lavoro non è una riproduzione di un’immagine classica, ma una meditazione su di essa — una riflessione sulla perdita, sulla tenerezza e sul bisogno umano duraturo di tenere e di lasciare andare.
Nome: - Szilard Banyi, ungherese, nato in Romania e residente in Germania dal 2021
Titolo dell'opera; Tehnique- Colori ad olio e carboncino su carta
Dimensioni: 90x70cm
Firma: sì, angolo sinistro
Stampe: Non disponibili
Provenienza: No
Condizioni: Nuovo
Spedizione: In rotolo
Anno: marzo 2026
Ciao a tutti! Felice di essere qui. Spero che possiate vedere le mie opere come una parte di me.
La mia storia inizia quando ero piccolo, avevo molti problemi in famiglia, non stavo molto bene, ma mi sono ritrovato nell’arte. La prima volta che ho percepito un’attrazione per l’arte è stato quando ho visto disegnare mio fratello maggiore. Ero curioso, attento, mi piaceva...
dopo un po’ ho iniziato a studiare in una scuola d’arte in Romania, dove mi sono diplomato.
Avevamo olimpionadi ogni anno, ero sempre scelto per partecipare.
Non avevo molte mostre a causa dei soldi, la situazione non era delle migliori, come ho detto. Ma a un certo punto, durante il liceo, mi sono imbattuto in un’associazione che aiuta i giovani in difficoltà. Lì sono riuscito a incontrare il Principe Carlo, nel 2017, che collaborava con quell’associazione in Romania. Mi invitò a Londra, me e alcuni giovani, a un festival, dove gli feci anche un dipinto in dono. È stata un’esperienza incredibile! Ho avuto la possibilità di visitare Londra e anche di incontrare un uomo così gentile e calmo. Spero quindi che siate riusciti a conoscermi per lo più. Le mie opere rappresentano persone, natura, in uno stile contemporaneo.
Pietà
- Il dipinto è realizzato con colori ad olio e carboncino su carta resistente. Mi è stata ispirata una scultura molto famosa creata da Ippolito Scalza nel 1579, con lo stesso nome.
Inoltre il dipinto è una reinterpretazione personale della Pietà senza tempo, affrontata attraverso un linguaggio visivo contemporaneo che equilibra struttura e dissoluzione. Le figure emergono da una tavolozza contenuta, quasi fragile, dove tonalità grigie attenuate e toni terrosi evocano un senso di silenzio e tempo sospeso.
Piuttosto che mirare alla perfezione anatomica, mi sono concentrato sul peso emotivo — la quieta tensione tra presenza e assenza, tra il corpo fisico e la sua impronta sbiadita. La composizione è volutamente lasciata parzialmente irrisolta, permettendo allo spettatore di entrare nello spazio del dipinto e di completarlo tramite la propria percezione.
Gestualità sottili di rosso interrompono la superficie calma, agendo sia come impulso simbolico sia visivo — una traccia di vita, sacrificio e memoria. Questi accenti non sono descrittivi, ma evocativi, guidando l’occhio senza dettare il significato.
La pennellata alterna passaggi controllati e segni ruvidi, esponendo il processo stesso come parte dell’immagine finale. In questo modo, il dipinto esiste tra costruzione ed erosione, richiamando la fragilità del soggetto che rappresenta.
Questo lavoro non è una riproduzione di un’immagine classica, ma una meditazione su di essa — una riflessione sulla perdita, sulla tenerezza e sul bisogno umano duraturo di tenere e di lasciare andare.
