André Frédérique - Ana / Aigremorts - 1944-1947





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André Frédérique. ANA
Collezione “Plaisir du Prince”, 1944, (14 x 11,5 cm), 46 pagine.
Copertina illustrata da una curiosa macchina in grado di dare colpi di martello, illustrazione ripresa nella pagina del titolo.
Edizione originale tirata in 1075 es., una delle 1000 copie numerate su carta velina bianca. In ottime condizioni.
André Frédérique AIGREMORTS
Éditions GLM, Parigi, 1947, (16,7 x 11,5 cm), 70 pagine, copertina cucita.
Impostate le pagine e stampato da Guy Lévis Mano.
Frontespizio di Raymond Gid.
Tiratura limitata a 620 es., 1/590 es. numerata su argenté.
Edizione originale in ottime condizioni.
André Frédérique (nato il 27 febbraio 1915 a Nanterre - morto il 17 maggio 1957) è un poeta francese, cultore dell’umorismo nero. Era figlio unico di un commissario di polizia, che detestava viscéralement (un personaggio di padre palesemente autoritario ricorre costantemente nei suoi testi). Dopo studi di lettere (hypokhâgne) al Louis-le-Grand, intraprese studi di farmacista, con il suo amico Georges L’Hoir (detto 'Jo'). Nel 1941, acquistò a La Garenne-Colombes una farmacia, con una studentessa in farmacia che sposò. A seguito del loro fallimento, aprirà dopo la guerra, in rue Montorgueil a Parigi, (IIe) una seconda farmacia, che incontrò lo stesso destino. Oltre a questa professione frequentava una certa Bohème del Paris post-bellico, tra attori come Jean Carmet, i Branquignols, il compositore Pierre Barbaud, Boris Vian con cui organizzò le feste di Saint-Germain-des-Prés. Lavorava anche per il Club d’Essai della radio, teneva una rubrica su Paris-Match e scriveva.
Il suo principale libro anomalo, Histoires blanches, fu notato da Raymond Queneau e pubblicato nel 1945 da Gallimard.
André Frédérique si suicidò all’età di 42 anni. Riposa nella seconda divisione del cimitero di rue de l’Ouest a Boulogne-Billancourt. Il suo umorismo nero nascondeva una disperazione metafisica.
La sua opera, caratterizzata da una poesia chiara e da una scrittura lucida, si inscrive in una tradizione rivoluzionaria della parola, vicina a quella di Alphonse Allais e Henri Michaux, pur richiamando lo stile cabaret di Jarry. Il suo influsso è particolarmente sottolineato dalle critiche e dai biografi: Raymond Devos, Pierre Desproges e Guy Bedos, tre figure emblematiche dell’umorismo francese del XX secolo, ne sono stati direttamente ispirati dal suo modo unico di maneggiare la seconda lettura, lo scherzo e la critica sottile. L’umorismo di Frédérique, che mescola disperazione metafisica e risa ironica, ha aperto la strada a una forma di umorismo intellettuale, dove il ridere non è una semplice distrazione, ma una forma di resistenza contro la stupidità e l’assurdo.
André Frédérique. ANA
Collezione “Plaisir du Prince”, 1944, (14 x 11,5 cm), 46 pagine.
Copertina illustrata da una curiosa macchina in grado di dare colpi di martello, illustrazione ripresa nella pagina del titolo.
Edizione originale tirata in 1075 es., una delle 1000 copie numerate su carta velina bianca. In ottime condizioni.
André Frédérique AIGREMORTS
Éditions GLM, Parigi, 1947, (16,7 x 11,5 cm), 70 pagine, copertina cucita.
Impostate le pagine e stampato da Guy Lévis Mano.
Frontespizio di Raymond Gid.
Tiratura limitata a 620 es., 1/590 es. numerata su argenté.
Edizione originale in ottime condizioni.
André Frédérique (nato il 27 febbraio 1915 a Nanterre - morto il 17 maggio 1957) è un poeta francese, cultore dell’umorismo nero. Era figlio unico di un commissario di polizia, che detestava viscéralement (un personaggio di padre palesemente autoritario ricorre costantemente nei suoi testi). Dopo studi di lettere (hypokhâgne) al Louis-le-Grand, intraprese studi di farmacista, con il suo amico Georges L’Hoir (detto 'Jo'). Nel 1941, acquistò a La Garenne-Colombes una farmacia, con una studentessa in farmacia che sposò. A seguito del loro fallimento, aprirà dopo la guerra, in rue Montorgueil a Parigi, (IIe) una seconda farmacia, che incontrò lo stesso destino. Oltre a questa professione frequentava una certa Bohème del Paris post-bellico, tra attori come Jean Carmet, i Branquignols, il compositore Pierre Barbaud, Boris Vian con cui organizzò le feste di Saint-Germain-des-Prés. Lavorava anche per il Club d’Essai della radio, teneva una rubrica su Paris-Match e scriveva.
Il suo principale libro anomalo, Histoires blanches, fu notato da Raymond Queneau e pubblicato nel 1945 da Gallimard.
André Frédérique si suicidò all’età di 42 anni. Riposa nella seconda divisione del cimitero di rue de l’Ouest a Boulogne-Billancourt. Il suo umorismo nero nascondeva una disperazione metafisica.
La sua opera, caratterizzata da una poesia chiara e da una scrittura lucida, si inscrive in una tradizione rivoluzionaria della parola, vicina a quella di Alphonse Allais e Henri Michaux, pur richiamando lo stile cabaret di Jarry. Il suo influsso è particolarmente sottolineato dalle critiche e dai biografi: Raymond Devos, Pierre Desproges e Guy Bedos, tre figure emblematiche dell’umorismo francese del XX secolo, ne sono stati direttamente ispirati dal suo modo unico di maneggiare la seconda lettura, lo scherzo e la critica sottile. L’umorismo di Frédérique, che mescola disperazione metafisica e risa ironica, ha aperto la strada a una forma di umorismo intellettuale, dove il ridere non è una semplice distrazione, ma una forma di resistenza contro la stupidità e l’assurdo.

