Bodin - De la Demonomanie - 1592






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Jean Bodin, De la Demonomanie des sorciers, un’edizione francese unica del 1592 rilegata in pelle rossa da Coninx ad Anversa, 467 pagine, 18 x 11,5 cm, esoterismo, lingua originale francese, in buone condizioni.
Descrizione del venditore
Bodin Jean
De la demonomanie des sorciers
A Anvers - 1592 -
Chez Arnould Coninx
467, (1) p.
In 8o - 18 X 11,5 cm. -
CELEBRE TRATTATO POLEMICO CONTRO LA CREDENZA NELLA STREGONERIA E NELLA INVOCAZIONE DI SPIRITI MALIGNI.
Stimata e rara edizione (la Princeps del 1580) composta dal filosofo e giurista francese
Jean Bodin (1530/1596).
Il trattato recita una difesa accanita della realtà dalla stregoneria e un’ istruzione su come perseguitarla.
L’ opera e’ considerata uno dei testi fondamentali per comprendere la caccia alle streghe nel XVI secolo.
Il testo e’ diviso in quattro libri contenenti:
tesi contro gli astrologi, definizione di sortilegio, differenza tra spiriti buoni e maligni, profezie, magia, invocazione di spiriti maligni, estasi dei sortilegi, licantropia, copula tra streghe e demoni, modi per difendersi dagli incantesimi, prove per verificare il delitto di stregoneria, castighi da infliggere etc…
L’ opera termina con una confutazione delle opinioni del medico olandese Johann Wier (1515/1588), il quale sosteneva che le streghe fossero malate di mente e non alleate del demonio.
Bodin invoca pene severe, inclusa la morte, per streghe e maghi, ritenendo la stregoneria un crimine orribile.
Il trattato ebbe una diffusione significativa nel dibattito religioso e giuridico dell’ età moderna,
ma fu successivamente inserito nell’ “Indice dei libri proibiti” nel 1594, appena due anni dopo la pubblicazione della presente edizione, per decreto di Pope Clement VIII, rimanendovi fino al 1887, segno della sua natura controversa rispetto alla dottrina ufficiale dell’ epoca.
Il testo analizza con metodo giuridico e tecnologico le questioni legate alla stregoneria, alla magia e alla presunta possessione demoniaca.
Bodin affronta tali temi esaminando i fondamenti biblici, la tradizione patristica e il diritto canonico, mettendo spesso in discussione
l’ attendibilità delle accuse rivolte alle presunte streghe e criticando gli abusi dei processi dell’ epoca.
In questo senso il trattato si configura non solo come testo polemico, ma anche come una sorta di manuale destinato ai tribunali ed ai giuristi che si occupavano di tali procedimenti.
Splendida ed integra legatura di fine ‘800 in pieno marocchino rosso, con tripla filettatura in cornice dorata, incisa a secco ai piatti, con agli angoli fleurons in stile.
Elaborati ed eleganti decori incisi a secco e dorati anche al dorso a 5 nervi, con titolo impresso in oro.
Carte lievemente ed uniformemente brunite, con testo tuttavia perfettamente consultabile.
Antica piccola integrazione marginale all’ angolo inferiore esterno del frontespizio (vedi foto),
e, marginalmente (pochi millimetri) al taglio esterno di O e O8.
Lievi consunzioni agli angoli delle prime carte.
Colophon a Gg2r e marca a Gg2v.
Sguardie antiche conservate ma non coeve.
Buona ed affascinante copia.
COLLAZIONATO. COMPLETO
Il venditore si racconta
Bodin Jean
De la demonomanie des sorciers
A Anvers - 1592 -
Chez Arnould Coninx
467, (1) p.
In 8o - 18 X 11,5 cm. -
CELEBRE TRATTATO POLEMICO CONTRO LA CREDENZA NELLA STREGONERIA E NELLA INVOCAZIONE DI SPIRITI MALIGNI.
Stimata e rara edizione (la Princeps del 1580) composta dal filosofo e giurista francese
Jean Bodin (1530/1596).
Il trattato recita una difesa accanita della realtà dalla stregoneria e un’ istruzione su come perseguitarla.
L’ opera e’ considerata uno dei testi fondamentali per comprendere la caccia alle streghe nel XVI secolo.
Il testo e’ diviso in quattro libri contenenti:
tesi contro gli astrologi, definizione di sortilegio, differenza tra spiriti buoni e maligni, profezie, magia, invocazione di spiriti maligni, estasi dei sortilegi, licantropia, copula tra streghe e demoni, modi per difendersi dagli incantesimi, prove per verificare il delitto di stregoneria, castighi da infliggere etc…
L’ opera termina con una confutazione delle opinioni del medico olandese Johann Wier (1515/1588), il quale sosteneva che le streghe fossero malate di mente e non alleate del demonio.
Bodin invoca pene severe, inclusa la morte, per streghe e maghi, ritenendo la stregoneria un crimine orribile.
Il trattato ebbe una diffusione significativa nel dibattito religioso e giuridico dell’ età moderna,
ma fu successivamente inserito nell’ “Indice dei libri proibiti” nel 1594, appena due anni dopo la pubblicazione della presente edizione, per decreto di Pope Clement VIII, rimanendovi fino al 1887, segno della sua natura controversa rispetto alla dottrina ufficiale dell’ epoca.
Il testo analizza con metodo giuridico e tecnologico le questioni legate alla stregoneria, alla magia e alla presunta possessione demoniaca.
Bodin affronta tali temi esaminando i fondamenti biblici, la tradizione patristica e il diritto canonico, mettendo spesso in discussione
l’ attendibilità delle accuse rivolte alle presunte streghe e criticando gli abusi dei processi dell’ epoca.
In questo senso il trattato si configura non solo come testo polemico, ma anche come una sorta di manuale destinato ai tribunali ed ai giuristi che si occupavano di tali procedimenti.
Splendida ed integra legatura di fine ‘800 in pieno marocchino rosso, con tripla filettatura in cornice dorata, incisa a secco ai piatti, con agli angoli fleurons in stile.
Elaborati ed eleganti decori incisi a secco e dorati anche al dorso a 5 nervi, con titolo impresso in oro.
Carte lievemente ed uniformemente brunite, con testo tuttavia perfettamente consultabile.
Antica piccola integrazione marginale all’ angolo inferiore esterno del frontespizio (vedi foto),
e, marginalmente (pochi millimetri) al taglio esterno di O e O8.
Lievi consunzioni agli angoli delle prime carte.
Colophon a Gg2r e marca a Gg2v.
Sguardie antiche conservate ma non coeve.
Buona ed affascinante copia.
COLLAZIONATO. COMPLETO
