Stefano Nurra - Golf-eeng VIII





| 60 € | ||
|---|---|---|
| 55 € | ||
| 50 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 129956 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Stefano Nurra, Golf-eeng VIII, pittura acrilica su gesso, edizione limitata 1/1, 2025, 40 cm x 30 cm, Italia, stile moderno, firmato a mano, in eccellenti condizioni.
Descrizione del venditore
la composizione si costruisce attorno a una diagonale dominante, una fascia verde intensa che attraversa la superficie come un corridoio sospeso tra piani contrastanti. Il gesto pittorico è denso, stratificato, quasi scultoreo: le campiture nere e bianche emergono come masse solide, mentre il verde, più levigato, suggerisce uno spazio percorribile, una traiettoria.
Le figure minute — appena accennate — introducono una dimensione narrativa silenziosa. Non sono protagonisti, ma presenze: un individuo fermo, un altro in movimento, entrambi immersi in un ambiente che sembra più mentale che reale. La bandierina, segno minimo ma simbolicamente potente, richiama l’idea di obiettivo, di arrivo, ma posta su una superficie instabile, quasi precaria.
L’opera gioca sul contrasto tra controllo e materia: da un lato la direzione chiara della diagonale, dall’altro l’irregolarità dei bordi e delle superfici. Ne deriva una tensione visiva che trasforma lo spazio in esperienza, dove il percorso non è lineare ma inclinato, incerto, aperto all’interpretazione.
la composizione si costruisce attorno a una diagonale dominante, una fascia verde intensa che attraversa la superficie come un corridoio sospeso tra piani contrastanti. Il gesto pittorico è denso, stratificato, quasi scultoreo: le campiture nere e bianche emergono come masse solide, mentre il verde, più levigato, suggerisce uno spazio percorribile, una traiettoria.
Le figure minute — appena accennate — introducono una dimensione narrativa silenziosa. Non sono protagonisti, ma presenze: un individuo fermo, un altro in movimento, entrambi immersi in un ambiente che sembra più mentale che reale. La bandierina, segno minimo ma simbolicamente potente, richiama l’idea di obiettivo, di arrivo, ma posta su una superficie instabile, quasi precaria.
L’opera gioca sul contrasto tra controllo e materia: da un lato la direzione chiara della diagonale, dall’altro l’irregolarità dei bordi e delle superfici. Ne deriva una tensione visiva che trasforma lo spazio in esperienza, dove il percorso non è lineare ma inclinato, incerto, aperto all’interpretazione.

