AA.VV - Manoscritto Ge'ez - 1700





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Descrizione del venditore
UN CODICE AFRICANO NELLA LINGUA ATAVICA GE’EZ : RITO E MEMORIA NEL CUORE DELL’ETIOPIA
Manoscritto su pergamena - di area etiopica in lingua ge’ez - databile tra XVIII e XIX secolo: una delle più antiche tradizioni cristiane del mondo, quella della Chiesa ortodossa etiopica, radicata fin dal IV secolo e profondamente intrecciata con credenze religiose precristiane africane. La religione etiopica si distingue infatti per una straordinaria continuità tra elementi biblici, culto dei santi, uso apotropaico dei testi e pratiche di protezione spirituale di origine atavica. Il manoscritto, con la sua scrittura alternata in rosso e nero e le tracce evidenti di utilizzo, si configura non solo come libro liturgico, ma come oggetto rituale, talismano e strumento di mediazione tra il mondo visibile e quello invisibile.
MARKET VALUE
I manoscritti etiopici devozionali presentano un mercato stabile ma selettivo. Esemplari ben conservati con decorazioni e legature integre possono raggiungere valori tra 1.800 e 2.000 euro.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pelle, probabilmente coeva, allentata e con segni di usura; struttura interna visibile con rinforzi artigianali.
Manoscritto su pergamena in piccolo formato composto da numerosi fogli non numerati. Testo in scrittura ge’ez disposto a piena pagina, con rubricazioni in rosso e nero secondo la tradizione liturgica etiopica.
Presenza di elementi decorativi lineari e cornici stilizzate. Annotazioni manoscritte posteriori e disegni alle carte iniziali.
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni non sempre rilevate nella descrizione.
Collazione: pp. (2); 276; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Manoscritto liturgico e devozionale in lingua ge’ez (Etiopia), autore anonimo.
Etiopia, XVII–XIX secolo.
AA.VV.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
La tradizione religiosa etiopica rappresenta una delle forme più antiche e autonome del cristianesimo mondiale, ufficialmente adottato nel Regno di Aksum nel IV secolo. Tuttavia, essa non si sviluppa come semplice derivazione del cristianesimo bizantino o latino, ma come sistema complesso in cui la fede cristiana si intreccia con credenze africane preesistenti.
Elementi fondamentali di questa religiosità sono la forte dimensione apotropaica della parola scritta, l’uso dei testi sacri come strumenti di protezione contro malattie, spiriti maligni e influenze invisibili, e la presenza di pratiche rituali che affondano le radici in tradizioni ataviche locali. Il libro stesso non è soltanto veicolo di contenuto, ma oggetto sacro dotato di efficacia spirituale.
La lingua ge’ez, già lingua liturgica nel medioevo etiopico, conserva un valore sacrale analogo al latino in Occidente. L’alternanza di rosso e nero nel testo non è solo decorativa, ma segnala gerarchie rituali, passaggi importanti e formule sacre.
In questo senso, il volume rappresenta una sintesi unica tra cristianesimo antico e tradizione spirituale africana, dove il testo sacro diventa insieme preghiera, protezione e memoria.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Autore anonimo. I manoscritti etiopici erano generalmente prodotti da scribi formati in ambito monastico o ecclesiastico. La trasmissione dei testi avveniva per copia manuale, con adattamenti locali e variazioni, in una tradizione collettiva priva di una concezione moderna di autore individuale.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Si tratta di un prodotto manoscritto, non tipografico. La tradizione libraria etiopica ha mantenuto la produzione manuale fino a epoche molto tarde, anche dopo la diffusione della stampa in altre aree del mondo.
Questi codici circolavano in contesti locali, spesso senza mercato organizzato, e venivano utilizzati fino al loro deterioramento materiale. La loro sopravvivenza è quindi relativamente rara e legata a condizioni favorevoli di conservazione.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Uhlig, Siegbert (ed.), Encyclopaedia Aethiopica, Wiesbaden, Harrassowitz.
Heldman, Marilyn, African Zion: The Sacred Art of Ethiopia, Yale University Press.
Balicka-Witakowska, Ewa et al., Ethiopian Art: The Walters Art Museum, Walters Art Museum.
Getatchew Haile, Catalogue of Ethiopian Manuscripts, Hill Monastic Manuscript Library.
British Library, Catalogue of Ethiopian Manuscripts.
Vatican Library, Collezioni etiopiche.
Ethio-SPaRe Project, database dei manoscritti etiopici.
Mercier, Jacques, Art that Heals: The Image as Medicine in Ethiopia, Prestel.
Il venditore si racconta
UN CODICE AFRICANO NELLA LINGUA ATAVICA GE’EZ : RITO E MEMORIA NEL CUORE DELL’ETIOPIA
Manoscritto su pergamena - di area etiopica in lingua ge’ez - databile tra XVIII e XIX secolo: una delle più antiche tradizioni cristiane del mondo, quella della Chiesa ortodossa etiopica, radicata fin dal IV secolo e profondamente intrecciata con credenze religiose precristiane africane. La religione etiopica si distingue infatti per una straordinaria continuità tra elementi biblici, culto dei santi, uso apotropaico dei testi e pratiche di protezione spirituale di origine atavica. Il manoscritto, con la sua scrittura alternata in rosso e nero e le tracce evidenti di utilizzo, si configura non solo come libro liturgico, ma come oggetto rituale, talismano e strumento di mediazione tra il mondo visibile e quello invisibile.
MARKET VALUE
I manoscritti etiopici devozionali presentano un mercato stabile ma selettivo. Esemplari ben conservati con decorazioni e legature integre possono raggiungere valori tra 1.800 e 2.000 euro.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pelle, probabilmente coeva, allentata e con segni di usura; struttura interna visibile con rinforzi artigianali.
Manoscritto su pergamena in piccolo formato composto da numerosi fogli non numerati. Testo in scrittura ge’ez disposto a piena pagina, con rubricazioni in rosso e nero secondo la tradizione liturgica etiopica.
Presenza di elementi decorativi lineari e cornici stilizzate. Annotazioni manoscritte posteriori e disegni alle carte iniziali.
Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni non sempre rilevate nella descrizione.
Collazione: pp. (2); 276; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Manoscritto liturgico e devozionale in lingua ge’ez (Etiopia), autore anonimo.
Etiopia, XVII–XIX secolo.
AA.VV.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
La tradizione religiosa etiopica rappresenta una delle forme più antiche e autonome del cristianesimo mondiale, ufficialmente adottato nel Regno di Aksum nel IV secolo. Tuttavia, essa non si sviluppa come semplice derivazione del cristianesimo bizantino o latino, ma come sistema complesso in cui la fede cristiana si intreccia con credenze africane preesistenti.
Elementi fondamentali di questa religiosità sono la forte dimensione apotropaica della parola scritta, l’uso dei testi sacri come strumenti di protezione contro malattie, spiriti maligni e influenze invisibili, e la presenza di pratiche rituali che affondano le radici in tradizioni ataviche locali. Il libro stesso non è soltanto veicolo di contenuto, ma oggetto sacro dotato di efficacia spirituale.
La lingua ge’ez, già lingua liturgica nel medioevo etiopico, conserva un valore sacrale analogo al latino in Occidente. L’alternanza di rosso e nero nel testo non è solo decorativa, ma segnala gerarchie rituali, passaggi importanti e formule sacre.
In questo senso, il volume rappresenta una sintesi unica tra cristianesimo antico e tradizione spirituale africana, dove il testo sacro diventa insieme preghiera, protezione e memoria.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Autore anonimo. I manoscritti etiopici erano generalmente prodotti da scribi formati in ambito monastico o ecclesiastico. La trasmissione dei testi avveniva per copia manuale, con adattamenti locali e variazioni, in una tradizione collettiva priva di una concezione moderna di autore individuale.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
Si tratta di un prodotto manoscritto, non tipografico. La tradizione libraria etiopica ha mantenuto la produzione manuale fino a epoche molto tarde, anche dopo la diffusione della stampa in altre aree del mondo.
Questi codici circolavano in contesti locali, spesso senza mercato organizzato, e venivano utilizzati fino al loro deterioramento materiale. La loro sopravvivenza è quindi relativamente rara e legata a condizioni favorevoli di conservazione.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Uhlig, Siegbert (ed.), Encyclopaedia Aethiopica, Wiesbaden, Harrassowitz.
Heldman, Marilyn, African Zion: The Sacred Art of Ethiopia, Yale University Press.
Balicka-Witakowska, Ewa et al., Ethiopian Art: The Walters Art Museum, Walters Art Museum.
Getatchew Haile, Catalogue of Ethiopian Manuscripts, Hill Monastic Manuscript Library.
British Library, Catalogue of Ethiopian Manuscripts.
Vatican Library, Collezioni etiopiche.
Ethio-SPaRe Project, database dei manoscritti etiopici.
Mercier, Jacques, Art that Heals: The Image as Medicine in Ethiopia, Prestel.
