Solitaire Laönnois - Différentes Pièces - 1753





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Descrizione del venditore
IL SOLITARIO DI LAON E IL SUO UNIVERSO SEGRETO: UN ARCHIVIO PRIVATO DI LETTERATURA, MORALE E OSSERVAZIONE NEL 1753
Affascinante manoscritto francese del XVIII secolo, redatto nel 1753 e attribuito a un enigmatico “Solitaire Laönnois”, che si configura come un vero e proprio zibaldone erudito: una raccolta personale di testi, riflessioni e citazioni tratte da autori precedenti, organizzate tra prosa e versi. L’opera, di oltre 500 pagine manoscritte, testimonia una pratica intellettuale privata, quasi meditativa, in cui lettura, copia e riscrittura diventano strumenti di costruzione del sapere. Il volume si distingue per la varietà dei contenuti, la presenza di più mani coeve e piccoli elementi grafici decorativi, restituendo un vivido spaccato della cultura letteraria francese tra XVII e XVIII secolo.
MARKET VALUE
Manoscritti francesi del XVIII secolo di carattere miscellaneo e personale presentano un mercato di nicchia ma stabile. Esemplari ben conservati e con contenuti riconducibili ad autori identificabili possono raggiungere valori tra 1.500 e 3.500 euro.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Volume legato in piena pelle coeva con segni di usura. Dorso a nervi con decorazione. Interno composto da carte manoscritte con alcune macchie e segni d’uso. Testo redatto in due diverse grafie coeve, indice di compilazione progressiva o collaborazione. Presenza di piccoli disegni e elementi ornamentali manoscritti. Titolo incorniciato da motivo vegetale al frontespizio manoscritto. Alcune carte presentano annotazioni marginali e segni di lettura. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. 500; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Recueil de différentes pièces, tant en prose qu’en vers, extraites des livres de divers auteurs, ou différents manuscrits, copiés en partie par “Le Solitaire Laönnois”, 1753.
Solitaire Laönnois
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Questo manoscritto appartiene alla tradizione degli zibaldoni e dei recueils personali, tipici della cultura erudita europea tra XVII e XVIII secolo. Il compilatore, identificato come “Solitaire Laönnois”, si presenta come una figura semi-anonima, probabilmente un ecclesiastico, un uomo di lettere o un dilettante colto, impegnato in un lavoro di selezione e trascrizione di testi ritenuti significativi. L’opera raccoglie massime morali, riflessioni filosofiche, estratti letterari e componimenti poetici, configurandosi come uno strumento di meditazione intellettuale e archivio personale. La numerazione progressiva dei brani e la struttura ordinata suggeriscono una volontà sistematica, quasi enciclopedica, pur mantenendo un carattere intimo e non destinato alla pubblicazione. In questo senso, il manoscritto rappresenta un raro esempio di cultura privata, dove il sapere non è esibito ma sedimentato.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Il “Solitaire Laönnois” resta una figura non identificata con certezza. Il termine “solitaire” suggerisce una possibile appartenenza a un contesto religioso o a una condizione di ritiro volontario, forse in ambito ecclesiastico o semi-monastico. La provenienza da Laon (Laönnois) indica un radicamento geografico nella Francia settentrionale. La sua attività di compilatore rivela una formazione letteraria solida e un interesse per la trasmissione e rielaborazione del sapere.
HISTORY AND CIRCULATION
Si racconta che nel 1753, sulle alture calcaree che dominano Laon, vivesse un erudito, noto solo come le Solitaire Laönnois. Non era un monaco né un vero eremita secondo le regole canoniche: abitava una casa semiabbandonata, un’antica torre inglobata nelle mura medievali, e riceveva pochi visitatori, sempre al crepuscolo.
Il manoscritto che reca la sua firma — Solitaire Laönnois, 1753 — non è un’opera ordinaria. Si presenta come un quaderno di riflessioni morali, ma presto rivela una struttura più ambigua: frammenti di meditazione, osservazioni sul comportamento umano, e improvvisi slittamenti verso una forma di filosofia oscura, quasi disincantata. Alcuni passaggi parlano di “maschere sociali” e di “vite recitate come ruoli teatrali”, anticipando sensibilità che sembrano sorprendentemente moderne.
Secondo una tradizione locale, l’autore sarebbe stato un ex uomo di legge, forse un magistrato caduto in disgrazia, ritiratosi volontariamente dopo aver assistito a un processo che lo convinse dell’impossibilità della giustizia umana. Da quel momento avrebbe deciso di vivere “fuori dalla città, ma abbastanza vicino da osservarla”, annotando per anni i vizi, le ambizioni e le ipocrisie degli uomini.
Il manoscritto, scritto in una grafia minuta e nervosa, presenta correzioni continue, come se l’autore dubitasse di ogni affermazione nel momento stesso in cui la fissava sulla carta. In alcune pagine compaiono simboli enigmatici — piccoli segni geometrici, quasi talismani — che non trovano spiegazione nel testo e che hanno fatto ipotizzare un interesse per pratiche esoteriche o, più semplicemente, un sistema personale di codifica.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Chartier, Roger, Inscrire et effacer: culture écrite et littérature; Darnton, Robert, The Literary Underground of the Old Regime; Harvard Library, cataloghi di manoscritti francesi del XVIII secolo; BnF (Bibliothèque nationale de France), département des manuscrits, raccolte di miscellanee letterarie; estudiosi della cultura manoscritta francese pre-rivoluzionaria; cataloghi di vendita antiquaria relativi a recueils manoscritti settecenteschi.
Il venditore si racconta
IL SOLITARIO DI LAON E IL SUO UNIVERSO SEGRETO: UN ARCHIVIO PRIVATO DI LETTERATURA, MORALE E OSSERVAZIONE NEL 1753
Affascinante manoscritto francese del XVIII secolo, redatto nel 1753 e attribuito a un enigmatico “Solitaire Laönnois”, che si configura come un vero e proprio zibaldone erudito: una raccolta personale di testi, riflessioni e citazioni tratte da autori precedenti, organizzate tra prosa e versi. L’opera, di oltre 500 pagine manoscritte, testimonia una pratica intellettuale privata, quasi meditativa, in cui lettura, copia e riscrittura diventano strumenti di costruzione del sapere. Il volume si distingue per la varietà dei contenuti, la presenza di più mani coeve e piccoli elementi grafici decorativi, restituendo un vivido spaccato della cultura letteraria francese tra XVII e XVIII secolo.
MARKET VALUE
Manoscritti francesi del XVIII secolo di carattere miscellaneo e personale presentano un mercato di nicchia ma stabile. Esemplari ben conservati e con contenuti riconducibili ad autori identificabili possono raggiungere valori tra 1.500 e 3.500 euro.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Volume legato in piena pelle coeva con segni di usura. Dorso a nervi con decorazione. Interno composto da carte manoscritte con alcune macchie e segni d’uso. Testo redatto in due diverse grafie coeve, indice di compilazione progressiva o collaborazione. Presenza di piccoli disegni e elementi ornamentali manoscritti. Titolo incorniciato da motivo vegetale al frontespizio manoscritto. Alcune carte presentano annotazioni marginali e segni di lettura. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. 500; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
Recueil de différentes pièces, tant en prose qu’en vers, extraites des livres de divers auteurs, ou différents manuscrits, copiés en partie par “Le Solitaire Laönnois”, 1753.
Solitaire Laönnois
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Questo manoscritto appartiene alla tradizione degli zibaldoni e dei recueils personali, tipici della cultura erudita europea tra XVII e XVIII secolo. Il compilatore, identificato come “Solitaire Laönnois”, si presenta come una figura semi-anonima, probabilmente un ecclesiastico, un uomo di lettere o un dilettante colto, impegnato in un lavoro di selezione e trascrizione di testi ritenuti significativi. L’opera raccoglie massime morali, riflessioni filosofiche, estratti letterari e componimenti poetici, configurandosi come uno strumento di meditazione intellettuale e archivio personale. La numerazione progressiva dei brani e la struttura ordinata suggeriscono una volontà sistematica, quasi enciclopedica, pur mantenendo un carattere intimo e non destinato alla pubblicazione. In questo senso, il manoscritto rappresenta un raro esempio di cultura privata, dove il sapere non è esibito ma sedimentato.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Il “Solitaire Laönnois” resta una figura non identificata con certezza. Il termine “solitaire” suggerisce una possibile appartenenza a un contesto religioso o a una condizione di ritiro volontario, forse in ambito ecclesiastico o semi-monastico. La provenienza da Laon (Laönnois) indica un radicamento geografico nella Francia settentrionale. La sua attività di compilatore rivela una formazione letteraria solida e un interesse per la trasmissione e rielaborazione del sapere.
HISTORY AND CIRCULATION
Si racconta che nel 1753, sulle alture calcaree che dominano Laon, vivesse un erudito, noto solo come le Solitaire Laönnois. Non era un monaco né un vero eremita secondo le regole canoniche: abitava una casa semiabbandonata, un’antica torre inglobata nelle mura medievali, e riceveva pochi visitatori, sempre al crepuscolo.
Il manoscritto che reca la sua firma — Solitaire Laönnois, 1753 — non è un’opera ordinaria. Si presenta come un quaderno di riflessioni morali, ma presto rivela una struttura più ambigua: frammenti di meditazione, osservazioni sul comportamento umano, e improvvisi slittamenti verso una forma di filosofia oscura, quasi disincantata. Alcuni passaggi parlano di “maschere sociali” e di “vite recitate come ruoli teatrali”, anticipando sensibilità che sembrano sorprendentemente moderne.
Secondo una tradizione locale, l’autore sarebbe stato un ex uomo di legge, forse un magistrato caduto in disgrazia, ritiratosi volontariamente dopo aver assistito a un processo che lo convinse dell’impossibilità della giustizia umana. Da quel momento avrebbe deciso di vivere “fuori dalla città, ma abbastanza vicino da osservarla”, annotando per anni i vizi, le ambizioni e le ipocrisie degli uomini.
Il manoscritto, scritto in una grafia minuta e nervosa, presenta correzioni continue, come se l’autore dubitasse di ogni affermazione nel momento stesso in cui la fissava sulla carta. In alcune pagine compaiono simboli enigmatici — piccoli segni geometrici, quasi talismani — che non trovano spiegazione nel testo e che hanno fatto ipotizzare un interesse per pratiche esoteriche o, più semplicemente, un sistema personale di codifica.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Chartier, Roger, Inscrire et effacer: culture écrite et littérature; Darnton, Robert, The Literary Underground of the Old Regime; Harvard Library, cataloghi di manoscritti francesi del XVIII secolo; BnF (Bibliothèque nationale de France), département des manuscrits, raccolte di miscellanee letterarie; estudiosi della cultura manoscritta francese pre-rivoluzionaria; cataloghi di vendita antiquaria relativi a recueils manoscritti settecenteschi.
