École de Cuzco (XX) - Archange céleste





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Archange céleste, olio su tela dell'École de Cuzco (Perù), periodo 1950-1960, ritraente un archange celeste in abiti regali, venduto con cornice.
Descrizione del venditore
Olio su tela appartenente alla scuola cusqueña del XX secolo, che richiama con notevole fedeltà i modelli iconografici ed estetici sviluppati nel Viceré Peru tra i secoli XVII e XVIII.
L'opera rappresenta un arcangelo —potenzialmente identificato all'interno del gruppo dei cosiddetti “arcangeli arcabuces” o di gusto cortigiano— vestito con una ricca indumentaria di ispirazione nobiliare, dove si combinano elementi militari, cortigiani e simbolici. Si sottolinea la minuziosità della decorazione tessile, con una profusione di motivi dorati, ricami e bordure che evidenziano la persistenza del gusto barocco andino, caratterizzato da un ornamentale dettaglio e da un cromatismo vivace.
La figura si presenta in posizione frontale, con atteggiamento ieratico e solenne, portando attributi simbolici —come la verga fiorita— che rinforzano il suo carattere celeste. Le ali policrome, di intenso contrasto tra rossi, verdi e blu, conferiscono dinamismo visivo alla composizione, mentre il paesaggio sullo sfondo, risolto in modo idealizzato, situa la scena in uno spazio atemporale, più simbolico che naturalistico.
Dal punto di vista tecnico, l'opera evidenzia una esecuzione curata, con una pennellata precisa nei dettagli e più sciolta negli sfondi, seguendo gli schemi tradizionali di questa scuola. L'uso di dorature simulate e l'accento sulle qualità tessili rispondono a una chiara intenzione decorativa, tratto distintivo della produzione cusqueña anche in cronologie tardive.
La scuola cusqueña, sorta dopo l'arrivo dei modelli europei nelle Ande, sviluppò un linguaggio proprio frutto del mescolamento culturale tra le tradizioni indigene e la pittura barocca spagnola. Nel XX secolo, questo stile fu reinterpretato e continuato da botteghe locali, mantenendo i suoi codici iconografici e la sua forte identità estetica.
Presenta qualche piega e lieve graffio superficiale, visibili nelle fotografie, propri della sua natura e uso, senza influire in modo significativo sulla lettura generale dell'opera.
Si presenta incorniciata, esaltandone la presenza decorativa.
Pezzo di grande fascino sia per collezionisti di arte coloniale andina sia per chi valorizza la ricchezza simbolica e ornamentale della pittura ispanoamericana.
Il venditore si racconta
Olio su tela appartenente alla scuola cusqueña del XX secolo, che richiama con notevole fedeltà i modelli iconografici ed estetici sviluppati nel Viceré Peru tra i secoli XVII e XVIII.
L'opera rappresenta un arcangelo —potenzialmente identificato all'interno del gruppo dei cosiddetti “arcangeli arcabuces” o di gusto cortigiano— vestito con una ricca indumentaria di ispirazione nobiliare, dove si combinano elementi militari, cortigiani e simbolici. Si sottolinea la minuziosità della decorazione tessile, con una profusione di motivi dorati, ricami e bordure che evidenziano la persistenza del gusto barocco andino, caratterizzato da un ornamentale dettaglio e da un cromatismo vivace.
La figura si presenta in posizione frontale, con atteggiamento ieratico e solenne, portando attributi simbolici —come la verga fiorita— che rinforzano il suo carattere celeste. Le ali policrome, di intenso contrasto tra rossi, verdi e blu, conferiscono dinamismo visivo alla composizione, mentre il paesaggio sullo sfondo, risolto in modo idealizzato, situa la scena in uno spazio atemporale, più simbolico che naturalistico.
Dal punto di vista tecnico, l'opera evidenzia una esecuzione curata, con una pennellata precisa nei dettagli e più sciolta negli sfondi, seguendo gli schemi tradizionali di questa scuola. L'uso di dorature simulate e l'accento sulle qualità tessili rispondono a una chiara intenzione decorativa, tratto distintivo della produzione cusqueña anche in cronologie tardive.
La scuola cusqueña, sorta dopo l'arrivo dei modelli europei nelle Ande, sviluppò un linguaggio proprio frutto del mescolamento culturale tra le tradizioni indigene e la pittura barocca spagnola. Nel XX secolo, questo stile fu reinterpretato e continuato da botteghe locali, mantenendo i suoi codici iconografici e la sua forte identità estetica.
Presenta qualche piega e lieve graffio superficiale, visibili nelle fotografie, propri della sua natura e uso, senza influire in modo significativo sulla lettura generale dell'opera.
Si presenta incorniciata, esaltandone la presenza decorativa.
Pezzo di grande fascino sia per collezionisti di arte coloniale andina sia per chi valorizza la ricchezza simbolica e ornamentale della pittura ispanoamericana.

