William Klein - New York 1954/55 - 1995





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William Klein New York 1954/55, prima edizione, hardcover, tedesco, 254 pagine, stato buono.
Descrizione del venditore
Un fotolibro iconico stupefacente e estremamente raro.
William Klein's NEW YORK è uno dei libri più importanti della storia della fotografia; ha generato una vera rivoluzione. Rompendo con i tabù e le tradizioni del mezzo, Klein ha sviluppato un modo radicalmente nuovo di scattare foto, inventando uno stile violento e grafico che combina umorismo nero, critica sociale, satira e poesia. "Per la prima volta", scriveva il poeta e critico Alain Jouffroy, le fotografie hanno guidato l’evoluzione dei ratti visivi. Klein ha praticamente sviluppato quasi tutti i temi che in seguito sarebbero stati trattati dalla Pop Art e dal Nouveau Réalisme... Pittore, fotografo, cineasta, americano a Parigi, William Klein sfugge alle etichette, alle categorie, ai movimenti. Nato a New York nel 1928, Klein cresce tra le vie lastricate di Manhattan, spostandosi tra selve di lavagne, scuole sperimentali, sale biliardo e il Museum of Modern Art. A diciotto anni si diploma al City College di New York e, a venti, dopo due anni di servizio nell’esercito degli Stati Uniti in Europa (di cui uno a Parigi, alla Sorbonne!), si stabilisce a Parigi per diventare pittore. Lavora brevemente con Fernand Léger e, all’inizio degli anni Cinquanta, realizza murales cinetici per architetti italiani, assorbendo nel frattempo la storia visiva europea dallo Masaccio al Bauhaus. Nel 1954, dopo sei anni di sperimentazioni in pittura, graphic design e fotografia astratta, torna a New York, dove intraprende una complicata relazione di amore‑odio con la sua città natale che diventa un’avventura fotografica unica. Mezza sorpresa di straniero, mezza New Yorker dallo spirito di strada, decide di registrare in pellicola la sua visione in un diario fotografico.
Il venditore si racconta
Un fotolibro iconico stupefacente e estremamente raro.
William Klein's NEW YORK è uno dei libri più importanti della storia della fotografia; ha generato una vera rivoluzione. Rompendo con i tabù e le tradizioni del mezzo, Klein ha sviluppato un modo radicalmente nuovo di scattare foto, inventando uno stile violento e grafico che combina umorismo nero, critica sociale, satira e poesia. "Per la prima volta", scriveva il poeta e critico Alain Jouffroy, le fotografie hanno guidato l’evoluzione dei ratti visivi. Klein ha praticamente sviluppato quasi tutti i temi che in seguito sarebbero stati trattati dalla Pop Art e dal Nouveau Réalisme... Pittore, fotografo, cineasta, americano a Parigi, William Klein sfugge alle etichette, alle categorie, ai movimenti. Nato a New York nel 1928, Klein cresce tra le vie lastricate di Manhattan, spostandosi tra selve di lavagne, scuole sperimentali, sale biliardo e il Museum of Modern Art. A diciotto anni si diploma al City College di New York e, a venti, dopo due anni di servizio nell’esercito degli Stati Uniti in Europa (di cui uno a Parigi, alla Sorbonne!), si stabilisce a Parigi per diventare pittore. Lavora brevemente con Fernand Léger e, all’inizio degli anni Cinquanta, realizza murales cinetici per architetti italiani, assorbendo nel frattempo la storia visiva europea dallo Masaccio al Bauhaus. Nel 1954, dopo sei anni di sperimentazioni in pittura, graphic design e fotografia astratta, torna a New York, dove intraprende una complicata relazione di amore‑odio con la sua città natale che diventa un’avventura fotografica unica. Mezza sorpresa di straniero, mezza New Yorker dallo spirito di strada, decide di registrare in pellicola la sua visione in un diario fotografico.

