Burkina Faso






Possiede una laurea magistrale in Studi Africani e 15 anni di esperienza in Arte Africana.
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Descrizione del venditore
Secondo Daniela Bognolo (2007, pp. 52-53), in tutto il territorio Lobi solo maestri-scolpitori erano autorizzati a creare le effigi degli antenati dette thilkotina. Pertanto queste ultime sono campioni essenziali dello "stile archetipico" di ogni comunità Lobi, nonché del talento dei loro creatori. In questo pezzo le caratteristiche essenziali della statua Lobi sono interpretate con tale singolarità e padronanza da indicare la "mano" di uno scultore notevole, come si può osservare anche nella famosa figura femminile proveniente dalla ex‑collezione Jacques Kerchache (cfr. Kerchache, Paudrat, Stephan, 1988, p. 86, n. 40).
Secondo Bognolo – scrivendo sulla statua Kerchache – (2007, p. 130, n° 4), "per i Dagara (la cui designazione formale è esemplificata in questa figura) la figurazione antropomorfica è strettamente associata al culto privato e personale. Le sue caratteristiche distintive sono i volumi prevalentemente geometrici e lo svuotamento più o meno pronunciato del volto enfatizzato dalla piccola bocca a labbra serrate e dal mento appuntito. Ogni sculptor adatta queste caratteristiche formali in base al modo in cui rappresenta la figura umana, in accordo con l’area in cui lavora."
In questo pezzo, la vivacità della postura e gli arti snelli forniscono una base solida al potere espressivo del volto, la cui forza stilizzata – un volto radically plasmato, profondamente scavato che scende a una bocca minuta appena scolpita e sale a grandi occhi rivolti verso il basso – sembra interamente dedicata all’espressione dell’interiorità.
Alcuni scultori hanno avuto un impatto sul raro corpo della statuary Dagara. Mahire Somé (ca. 1800 – ca. 1880) è uno di questi: maestro dello cosiddetto stile "zeon" (Bognolo, ibid., p. 58). Sebbene l’autore del corpus ristretto da cui prende origine questa scultura e l’esempio dalla collezione Jacques Kerchache rimangano anonimi, la profonda patina del legno duro e l’aspetto della patina sacrificale sono entrambe prove che siano stati scolpiti nello stesso periodo.
Provenienza: Jean Michel Huguenin, Parigi
Il venditore si racconta
Secondo Daniela Bognolo (2007, pp. 52-53), in tutto il territorio Lobi solo maestri-scolpitori erano autorizzati a creare le effigi degli antenati dette thilkotina. Pertanto queste ultime sono campioni essenziali dello "stile archetipico" di ogni comunità Lobi, nonché del talento dei loro creatori. In questo pezzo le caratteristiche essenziali della statua Lobi sono interpretate con tale singolarità e padronanza da indicare la "mano" di uno scultore notevole, come si può osservare anche nella famosa figura femminile proveniente dalla ex‑collezione Jacques Kerchache (cfr. Kerchache, Paudrat, Stephan, 1988, p. 86, n. 40).
Secondo Bognolo – scrivendo sulla statua Kerchache – (2007, p. 130, n° 4), "per i Dagara (la cui designazione formale è esemplificata in questa figura) la figurazione antropomorfica è strettamente associata al culto privato e personale. Le sue caratteristiche distintive sono i volumi prevalentemente geometrici e lo svuotamento più o meno pronunciato del volto enfatizzato dalla piccola bocca a labbra serrate e dal mento appuntito. Ogni sculptor adatta queste caratteristiche formali in base al modo in cui rappresenta la figura umana, in accordo con l’area in cui lavora."
In questo pezzo, la vivacità della postura e gli arti snelli forniscono una base solida al potere espressivo del volto, la cui forza stilizzata – un volto radically plasmato, profondamente scavato che scende a una bocca minuta appena scolpita e sale a grandi occhi rivolti verso il basso – sembra interamente dedicata all’espressione dell’interiorità.
Alcuni scultori hanno avuto un impatto sul raro corpo della statuary Dagara. Mahire Somé (ca. 1800 – ca. 1880) è uno di questi: maestro dello cosiddetto stile "zeon" (Bognolo, ibid., p. 58). Sebbene l’autore del corpus ristretto da cui prende origine questa scultura e l’esempio dalla collezione Jacques Kerchache rimangano anonimi, la profonda patina del legno duro e l’aspetto della patina sacrificale sono entrambe prove che siano stati scolpiti nello stesso periodo.
Provenienza: Jean Michel Huguenin, Parigi
