Man Ray; Jean Cocteau - Barbette - 1988





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Descrizione del venditore
Nel 1926, l'artista e fotografo rinomato Man Ray catturò l'acrobata texana e performer dall'aspetto androgino Barbette (nata Vander Clyde Broadway) in una serie di ritratti che sono diventati icone. Commissionate dallo scrittore surrealista Jean Cocteau, che considerava Barbette un capolavoro di professionalità teatrale, le fotografie documentano l'accurata trasformazione dell'artista dall'uomo alla diva del trapezio.
Man Ray produsse diverse fotografie che mostrano Barbette mentre si trucca, indossa parrucche o posando con corsetti e piume, evidenziando la loro figura androgina. Tra le immagini più note sono «Barbette Dressing» (esposta al Metropolitan Museum of Art) e «Barbette Making up», visibile al J. Paul Getty Museum.
Queste fotografie sono considerate pionieristiche nello studio delle identità queer e di genere, catturando l'essenza di un'artista che incantò il Parigi degli anni Venti esibendosi in celebrità quali il Moulin Rouge e le Folies Bergère. Le scatti accompagnarono l'influente saggio di Cocteau, «Le numéro Barbette», pubblicato su La Nouvelle Revue Française nel 1926.
Nel 1926 ritraeva il rinomato artista e fotografo Man Ray la texana acrobata e artiste dall'aspetto androgino Barbette (nata Vander Clyde Broadway) in una serie di fotografie che sono diventate icone. Le immagini commissionate dallo scrittore surrealista Jean Cocteau, per la quale Barbette era un maestro di professionalità teatrale, documentano la trasformazione meticolosa dell'artista da uomo a trapezista diva. Man Ray comandò diverse foto che mostrano Barbette mentre si trucca, con parrucche o in corsetti e piume, enfatizzando la loro fisicità androgina. Tra le immagini più conosciute figurano «Barbette Dressing» (nei pressi del Metropolitan Museum of Art) e «Barbette Makeup up» (al J. Paul Getty Museum). Queste fotografie sono considerate all'avanguardia nello studio dell'identità queer e di genere, catturando l'essenza di un'artista che incantò il Parigi degli anni Venti esibendosi in rinomati locali quali il Moulin Rouge e le Folies Bergère. Le riprese accompagnarono il saggio influente di Cocteau, «Le numéro Barbette», pubblicato nel 1926 su La Nouvelle Revue Française.
Nel 1926, l'artista e fotografo rinomato Man Ray catturò l'acrobata texana e performer dall'aspetto androgino Barbette (nata Vander Clyde Broadway) in una serie di ritratti che sono diventati icone. Commissionate dallo scrittore surrealista Jean Cocteau, che considerava Barbette un capolavoro di professionalità teatrale, le fotografie documentano l'accurata trasformazione dell'artista dall'uomo alla diva del trapezio.
Man Ray produsse diverse fotografie che mostrano Barbette mentre si trucca, indossa parrucche o posando con corsetti e piume, evidenziando la loro figura androgina. Tra le immagini più note sono «Barbette Dressing» (esposta al Metropolitan Museum of Art) e «Barbette Making up», visibile al J. Paul Getty Museum.
Queste fotografie sono considerate pionieristiche nello studio delle identità queer e di genere, catturando l'essenza di un'artista che incantò il Parigi degli anni Venti esibendosi in celebrità quali il Moulin Rouge e le Folies Bergère. Le scatti accompagnarono l'influente saggio di Cocteau, «Le numéro Barbette», pubblicato su La Nouvelle Revue Française nel 1926.
Nel 1926 ritraeva il rinomato artista e fotografo Man Ray la texana acrobata e artiste dall'aspetto androgino Barbette (nata Vander Clyde Broadway) in una serie di fotografie che sono diventate icone. Le immagini commissionate dallo scrittore surrealista Jean Cocteau, per la quale Barbette era un maestro di professionalità teatrale, documentano la trasformazione meticolosa dell'artista da uomo a trapezista diva. Man Ray comandò diverse foto che mostrano Barbette mentre si trucca, con parrucche o in corsetti e piume, enfatizzando la loro fisicità androgina. Tra le immagini più conosciute figurano «Barbette Dressing» (nei pressi del Metropolitan Museum of Art) e «Barbette Makeup up» (al J. Paul Getty Museum). Queste fotografie sono considerate all'avanguardia nello studio dell'identità queer e di genere, catturando l'essenza di un'artista che incantò il Parigi degli anni Venti esibendosi in rinomati locali quali il Moulin Rouge e le Folies Bergère. Le riprese accompagnarono il saggio influente di Cocteau, «Le numéro Barbette», pubblicato nel 1926 su La Nouvelle Revue Française.

