Esteban de la Foz (1928-2007) - Islas Pueriles





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Pittura olio su tela intitolata 'Islas pueriles' di Esteban de la Foz (1928-2007), edizione originale, 1996, dimensioni 165 × 155 cm, Spagna, in buono stato e firmata a mano.
Descrizione del venditore
Eccezionale opera di grande formato di Esteban de la Foz, senza dubbio la personalità più rappresentativa e influente dell’astrazione in Cantabria. intitolata “Isole puerili” e datata 1996, quest’opera si iscrive nella fase di sperimentazione e maturità dell’artista, caratterizzata da composizioni dinamiche e pennellate gestuali e intuitive. In questa fase introduce inoltre elementi ispirati alla natura e al paesaggio, con serie come “Isole e coste”, a cui appartiene quest’opera.
Utilizza una gamma cromatica sobria, con toni grigi in cui spiccano, senza molto contrasto, le pennellate nere, azzurre e verdastre. L’artista gioca con le texture tramite pennellate molto materiche, cariche di pigmento, che lasciano sulla tela un rilievo che suggerisce ciascuno dei suoi gesti. Abitualmente realizzava i propri pigmenti per poter maneggiare così la densità degli stessi e giocare su come agiranno sul supporto. Si tratta di una pittura dai tratti molto marcati che permette allo spettatore di trasportarsi nel processo creativo dell’opera, intuendo i movimenti e il ritmo.
Esteban Pérez de la Foz (Santander, 1928-2007)
Esteban de la Foz è lo pseudonimo di Esteban Pérez de la Foz Fernández, pittore astratto nato a Santander il 4 aprile 1928. Fin da giovane mostrò propensione per l’arte. I suoi primi contatti con il disegno e la pittura furono autodidatti, senza una formazione accademica adeguata. Il suo stile evolvette in modo costante e coerente nel corso della sua carriera, riflettendo la sua inquietudine artistica e l’apertura alle correnti contemporanee. Si possono identificare fino a cinque fasi nella sua opera, ognuna con caratteristiche proprie:
La prima fase ebbe luogo verso gli anni ’50, i primi anni, caratterizzati da una figurazione tardo-cubista e dal neocubismo, con paesaggi urbani e ritratti soggettivi realizzati con linee marcate e piani facetati. Inizialmente i pittori più influenti della sua devozione furono Velázquez e Goya, finché non conobbe l’opera del conterraneo Pancho Cossío. Fu allora che decise di fare tabula rasa. Acquisì la sua prima mostra presso la Galería Sur di Santander nel 1954. Ottenne una borsa del Ministero dell’Educazione (1957) e fissò la sua residenza a Parigi, momento in cui iniziò a sviluppare un’espressionistica legata a un cubismo sottostante come base. La tavolozza di colori durante questa fase è sobria, riflettendo una visione strutturata e razionale della realtà, sperimentando con materiali e texture.
La sua seconda fase (fine degli anni ’50-60) si caratterizza per l’influenza del soggiorno a Parigi e la sua formazione all’École du Louvre e all’Atelier de la Grande Chaumière. L’opera inizia a evolversi verso una sintesi formale più astratta. Si interessa della composizione ordinata e del gioco degli impasti. I suoi paesaggi urbani costruttivisti evolvono verso grandi campi di colore e forme geometriche, anticipando la transizione all’astrazione.
Nella terza fase (anni ’60 e ’70), segnata dall’espressionismo astratto e dalla critica sociale, la sua pittura assume un carattere molto più espressivo, con pennellate sempre più ampie e colori vivaci. Molte delle sue opere in questa fase sono cariche di critica sociale o riflettono un forte contenuto esistenzialista.
I decenni ’80 e ’90 sono considerati la sua fase di sperimentazione e maturità. In questa época, alcune sue opere sfiorano il minimalismo, senza perdere l’espressività, mediante composizioni dinamiche e motivi ispirati alla natura e al paesaggio. Dopo oltre dieci anni di lavoro sull’astrazione totale, nel 1985, influenzato dall’espressionismo astratto americano e dal neo-espressionismo tedesco, sviluppò una serie di pitture astratte per quanto riguarda la forma, ma mantenendo, in qualche modo, la figurazione con i titoli, incaricati di “guidare” lo spettatore indicando cosa deve vedere. Questo è precisamente ciò che accade con “Isole puerili”.
La sua quinta e ultima fase (anni ’90 e inizio 2000) rappresenta la culminazione del suo stile e il percorso verso l’astrazione. Raggiunge un’espressione di sintesi, con una pennellata ricca e colori intensi, ma sempre equilibrati. Si evidenzia un’influenza musicale nel ritmo e nella struttura delle sue ultime opere. La sua tavolozza preferita è sobria, poche volte si trovano grandi macchie di colori intensi nelle sue opere, e sempre come risorsa per aggiungere un maggiore componente drammatico. Nelle sue ultime esposizioni mantiene il suo segno personale: un dialogo tra forma, colore ed emozione, con un forte dominio dell’olio e della composizione.
Con oltre 40 esposizioni collettive e personali, si posiziona come un artista essenziale dell’arte spagnola contemporanea. Il suo percorso descrive un cammino dall’informalismo iniziale verso l’astrazione. Verso il 1970 trovò il suo stile più personale, caratterizzato dalla liberazione totale della figurazione, sperimentando magistralmente con supporto e pigmenti.
Tecnica su supporto: Olio su tela
Titolo dell’opera: “Isole puerili”
Autore: Esteban de la Foz
Firmato nell’angolo in basso a destra e sul retro
Stile: Astrattismo
Anno: 1996
Paese di origine: Cantabria, Spagna
In buone condizioni in base all’età e all’uso
Dimensioni: 165 x 155 cm.
La spedizione del prodotto sarà pagata dall’acquirente in base alle dimensioni, al peso e alla destinazione. Saremo in contatto con te per gestirla e concordare il preventivo. In tutti i costi di spedizione è incluso l’imballaggio professionale su misura; e la spedizione personalizzata, con numero di tracciamento e garanzia.
L’acquirente sarà responsabile del pagamento dei dazi di importazione e delle imposte associati nel paese di destinazione, se presenti. Si tenga presente l’esenzione di responsabilità del venditore riguardo possibili oneri doganali, poiché sono gravati nel paese di destinazione e l’importo da pagare è deciso dalla dogana di quel paese.
Se fosse necessario richiedere un permesso di esportazione, le spese sono a carico dell’acquirente. Il costo dipende progressivamente dal valore dell’opera da esportare.
Il venditore si racconta
Eccezionale opera di grande formato di Esteban de la Foz, senza dubbio la personalità più rappresentativa e influente dell’astrazione in Cantabria. intitolata “Isole puerili” e datata 1996, quest’opera si iscrive nella fase di sperimentazione e maturità dell’artista, caratterizzata da composizioni dinamiche e pennellate gestuali e intuitive. In questa fase introduce inoltre elementi ispirati alla natura e al paesaggio, con serie come “Isole e coste”, a cui appartiene quest’opera.
Utilizza una gamma cromatica sobria, con toni grigi in cui spiccano, senza molto contrasto, le pennellate nere, azzurre e verdastre. L’artista gioca con le texture tramite pennellate molto materiche, cariche di pigmento, che lasciano sulla tela un rilievo che suggerisce ciascuno dei suoi gesti. Abitualmente realizzava i propri pigmenti per poter maneggiare così la densità degli stessi e giocare su come agiranno sul supporto. Si tratta di una pittura dai tratti molto marcati che permette allo spettatore di trasportarsi nel processo creativo dell’opera, intuendo i movimenti e il ritmo.
Esteban Pérez de la Foz (Santander, 1928-2007)
Esteban de la Foz è lo pseudonimo di Esteban Pérez de la Foz Fernández, pittore astratto nato a Santander il 4 aprile 1928. Fin da giovane mostrò propensione per l’arte. I suoi primi contatti con il disegno e la pittura furono autodidatti, senza una formazione accademica adeguata. Il suo stile evolvette in modo costante e coerente nel corso della sua carriera, riflettendo la sua inquietudine artistica e l’apertura alle correnti contemporanee. Si possono identificare fino a cinque fasi nella sua opera, ognuna con caratteristiche proprie:
La prima fase ebbe luogo verso gli anni ’50, i primi anni, caratterizzati da una figurazione tardo-cubista e dal neocubismo, con paesaggi urbani e ritratti soggettivi realizzati con linee marcate e piani facetati. Inizialmente i pittori più influenti della sua devozione furono Velázquez e Goya, finché non conobbe l’opera del conterraneo Pancho Cossío. Fu allora che decise di fare tabula rasa. Acquisì la sua prima mostra presso la Galería Sur di Santander nel 1954. Ottenne una borsa del Ministero dell’Educazione (1957) e fissò la sua residenza a Parigi, momento in cui iniziò a sviluppare un’espressionistica legata a un cubismo sottostante come base. La tavolozza di colori durante questa fase è sobria, riflettendo una visione strutturata e razionale della realtà, sperimentando con materiali e texture.
La sua seconda fase (fine degli anni ’50-60) si caratterizza per l’influenza del soggiorno a Parigi e la sua formazione all’École du Louvre e all’Atelier de la Grande Chaumière. L’opera inizia a evolversi verso una sintesi formale più astratta. Si interessa della composizione ordinata e del gioco degli impasti. I suoi paesaggi urbani costruttivisti evolvono verso grandi campi di colore e forme geometriche, anticipando la transizione all’astrazione.
Nella terza fase (anni ’60 e ’70), segnata dall’espressionismo astratto e dalla critica sociale, la sua pittura assume un carattere molto più espressivo, con pennellate sempre più ampie e colori vivaci. Molte delle sue opere in questa fase sono cariche di critica sociale o riflettono un forte contenuto esistenzialista.
I decenni ’80 e ’90 sono considerati la sua fase di sperimentazione e maturità. In questa época, alcune sue opere sfiorano il minimalismo, senza perdere l’espressività, mediante composizioni dinamiche e motivi ispirati alla natura e al paesaggio. Dopo oltre dieci anni di lavoro sull’astrazione totale, nel 1985, influenzato dall’espressionismo astratto americano e dal neo-espressionismo tedesco, sviluppò una serie di pitture astratte per quanto riguarda la forma, ma mantenendo, in qualche modo, la figurazione con i titoli, incaricati di “guidare” lo spettatore indicando cosa deve vedere. Questo è precisamente ciò che accade con “Isole puerili”.
La sua quinta e ultima fase (anni ’90 e inizio 2000) rappresenta la culminazione del suo stile e il percorso verso l’astrazione. Raggiunge un’espressione di sintesi, con una pennellata ricca e colori intensi, ma sempre equilibrati. Si evidenzia un’influenza musicale nel ritmo e nella struttura delle sue ultime opere. La sua tavolozza preferita è sobria, poche volte si trovano grandi macchie di colori intensi nelle sue opere, e sempre come risorsa per aggiungere un maggiore componente drammatico. Nelle sue ultime esposizioni mantiene il suo segno personale: un dialogo tra forma, colore ed emozione, con un forte dominio dell’olio e della composizione.
Con oltre 40 esposizioni collettive e personali, si posiziona come un artista essenziale dell’arte spagnola contemporanea. Il suo percorso descrive un cammino dall’informalismo iniziale verso l’astrazione. Verso il 1970 trovò il suo stile più personale, caratterizzato dalla liberazione totale della figurazione, sperimentando magistralmente con supporto e pigmenti.
Tecnica su supporto: Olio su tela
Titolo dell’opera: “Isole puerili”
Autore: Esteban de la Foz
Firmato nell’angolo in basso a destra e sul retro
Stile: Astrattismo
Anno: 1996
Paese di origine: Cantabria, Spagna
In buone condizioni in base all’età e all’uso
Dimensioni: 165 x 155 cm.
La spedizione del prodotto sarà pagata dall’acquirente in base alle dimensioni, al peso e alla destinazione. Saremo in contatto con te per gestirla e concordare il preventivo. In tutti i costi di spedizione è incluso l’imballaggio professionale su misura; e la spedizione personalizzata, con numero di tracciamento e garanzia.
L’acquirente sarà responsabile del pagamento dei dazi di importazione e delle imposte associati nel paese di destinazione, se presenti. Si tenga presente l’esenzione di responsabilità del venditore riguardo possibili oneri doganali, poiché sono gravati nel paese di destinazione e l’importo da pagare è deciso dalla dogana di quel paese.
Se fosse necessario richiedere un permesso di esportazione, le spese sono a carico dell’acquirente. Il costo dipende progressivamente dal valore dell’opera da esportare.

