Thomas Dworzak - Taliban - 2002





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Taliban di Thomas Dworzak, prima edizione 2002, in tedesco, formato rilegato, 128 pagine, fotografia.
Descrizione del venditore
In Kandahar, la città pashtun sorta da sempre celebre per i suoi piaceri orientali, dove Mullah Omar aveva il suo ultimo quartier generale, c'è la tradizione di uomini con sandali a tacco alto e occhi neri truccati, barbe e unghie colorate con henné.
Evidentemente anche i combattenti talebani erano vanitosi, poiché nonostante il divieto si facevano ritratto e le loro foto venivano ritoccate artisticamente.
Il fotografo Magnum Thomas Dworzak, che per The New Yorker era inviato di guerra in Afghanistan, scoprì queste fotografie pochi giorni dopo che i talebani avevano lasciato Kandahar.
Esse pendevano nelle vetrine dei negozi di fotografia, proprio accanto a immagini di Leonardo DiCaprio, Bruce Lee e Ahmed Shah Massoud.
Gli sfondi delle foto più semplici sono panorami svizzeri. Nelle mani i combattenti talebani brandiscono una Kalashnikov o una pentola con fiori di plastica. Alcuni siedono rigidi uno accanto all'altro, altri si tengono per mano con affetto. Tra di loro c'erano certamente assassini. Eppure si rivelano con queste immagini come individui pieni di desiderio, che, con i loro occhi neri truccati, ricordano le star del cinema muto. Durante la loro fuga hanno lasciato indietro questi documenti curiosi, quasi assurdi eppure toccanti della loro presenza.
Il venditore si racconta
In Kandahar, la città pashtun sorta da sempre celebre per i suoi piaceri orientali, dove Mullah Omar aveva il suo ultimo quartier generale, c'è la tradizione di uomini con sandali a tacco alto e occhi neri truccati, barbe e unghie colorate con henné.
Evidentemente anche i combattenti talebani erano vanitosi, poiché nonostante il divieto si facevano ritratto e le loro foto venivano ritoccate artisticamente.
Il fotografo Magnum Thomas Dworzak, che per The New Yorker era inviato di guerra in Afghanistan, scoprì queste fotografie pochi giorni dopo che i talebani avevano lasciato Kandahar.
Esse pendevano nelle vetrine dei negozi di fotografia, proprio accanto a immagini di Leonardo DiCaprio, Bruce Lee e Ahmed Shah Massoud.
Gli sfondi delle foto più semplici sono panorami svizzeri. Nelle mani i combattenti talebani brandiscono una Kalashnikov o una pentola con fiori di plastica. Alcuni siedono rigidi uno accanto all'altro, altri si tengono per mano con affetto. Tra di loro c'erano certamente assassini. Eppure si rivelano con queste immagini come individui pieni di desiderio, che, con i loro occhi neri truccati, ricordano le star del cinema muto. Durante la loro fuga hanno lasciato indietro questi documenti curiosi, quasi assurdi eppure toccanti della loro presenza.

