Elmar Rojas (1937-2018), Attributed - The Velázquez Labyrinth





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The Velázquez Labyrinth, collage originale e pittura mista su tela a olio, incorniciato, Guatemala, periodo 2000–2010, attribuito a Elmar Rojas (1937–2018).
Descrizione del venditore
PAREJA DI COLLAGES SURREALISTI IN CHIAVE VELAZQUEANA
Collage e tecnica mista su tela
Atribuiti a Elmar Rojas (1937-2018)
Scuola itto-americana di seconda metà del XX secolo
Tecnica: collage e tecnica mista su tela
Presentazione: incorniciati
Dimensioni di ogni opera: 58 x 48 cm con cornice / 50 x 40 cm l’opera
1. IDENTIFICAZIONE DEL LOTTO
1.1 Natura dell’insieme
Si presenta una coppia potentissima di composizioni su tela, concepite in linguaggio misto e chiaramente articolate come un díptico intellettuale, simbolico e visivamente molto d’impatto. Si tratta di due pezzi di carattere sperimentale, attribuiti a Elmar Rojas, la cui lettura si situa in una biforcazione particolarmente suggestiva tra memoria storica, appropriazione culturale, slancio surrealizzante e libertà materiale contemporanea.
1.2 Unicità del lotto
Non siamo di fronte a un insieme decorativo convenzionale, ma a un dialogo denso, immaginativo e profondamente personale. Entrambe le opere rimandano in modo esplicito all’universo di Velázquez, ma lo fanno da una sensibilità contemporanea, frammentaria e quasi visionaria, dove il passato appare riconfigurato come enigma, come labirinto mentale e come risonanza culturale.
1.3 Informazioni inscritte nelle opere
Uno dei grandi attrattivi del lotto risiede nell’abbondante informazione manoscritta presente sul retro, dove compaiono titoli e riferimenti diretti al contenuto concettuale dei pezzi. Tale circostanza aggiunge un valore documentale molto rilevante, poiché rafforza l’intenzione narrativa e programmatica del complesso e permette di comprendere meglio la sua dimensione di serie o ciclo riflessivo.
2. DESCRIZIONE ARTISTICA
2.1 Prima opera
La prima composizione si organizza attorno a una struttura ascensionale, quasi tektonica, risolta mediante un linguaggio di materia, sbavature e impasti verdi, dorati e terrosi. Al centro emerge una piccola figura ritagliata e, nella zona inferiore, un cane che rimanda immediatamente all’immaginario velazqueño e cortigiano, reinterpretato qui come vestigio, emblema o guardiano di una memoria spostata.
L’atmosfera generale possiede qualcosa di cerimoniale e misterioso. Lo spazio sembra aprirsi come una grotta mentale o una camera del tesoro trasfigurata dalla pittura. Il testo aderito nella zona bassa —relativo al taller di Velázquez e alla camera del tesoro reale— trasforma l’immagine in una specie di visione archeologica del potere e della storia.
2.2 Seconda opera
La seconda peça è più vertiginosa, più dinamica e più apertamente labyrinthica. La superficie si trasforma in un vortice di azzurri, verdi, bianchi e violetto attraversati da raffiche oblique, sulle quali si inserisce una figura in movimento di forte tensione drammatica. Nella zona inferiore appare un altro nucleo di collage con iscrizioni e piccoli elementi iconografici, come se il quadro si rifiutasse di essere solo pittura e reclamasse anche lettura, decifrazione, ricostruzione.
Qui il linguaggio diventa ancora più libero, quasi cosmico. Il riferimento al “labirinto di Velázquez” non deve essere inteso solo come titolo, ma come chiave di accesso: l’opera funziona veramente come un labirinto visivo dove storia dell’arte, sogno, frammento, citazione ed energia materiale si fondono in un’unica corrente.
2.3 Dialogo tra entrambe
Viste nel loro insieme, entrambe le opere dispiegano una relazione extraordinarmente fertile. La prima sembra parlare del recinto, dell’archivio, del luogo segreto dove si conserva il mistero. La seconda incarna il movimento interiore di quel mistero, la sua espansione, la sua dislocazione, la sua fuga verso uno spazio non storico ma psichico. Una rimanda alla camera; l’altra, al labirinto. Una condensa; l’altra trabocca.
Questo equilibrio tra contenimento simbolico ed esplosione visionaria conferisce al lotto un’intensità molto poco comune. Si tratta di un díptico con vera vocazione curatoriale, capace di sostenere una lettura elsewhere e al tempo stesso un impatto visivo immediato.
3. STILE, TECNICA E SENSIBILITÀ
3.1 Linguaggio plastico
Queste opere partecipano a un linguaggio pienamente contemporaneo dove il collage non si usa come risorsa decorativa, ma come strumento di pensiero visivo. Particolari, iscrizioni, citazioni ed elementi figurativi convivono con una pittura impulsiva, materialmente ricca e emotionalmente aperta. Il risultato è una superficie viva, complessa e carica di strati di significato.
3.2 Riferimento velazqueziano e deriva surrealizzante
Il riferimento a Velázquez è centrale, ma non appare dalla copia né dalla reverenza accademica. Appare dalla rilettura poetica. Queste composizioni non illustrano Velázquez: lo attraversano. Lo trasformano in territorio di esplorazione. Lo spirito surrealizzante del complesso risiede proprio in quella capacità di spostare la tradizione a una logica del sogno, spostamento, irruzione simbolica e memoria frammentata.
3.3 Materia, gesto ed energia
La pittura possiede forza fisica. Ci sono sbavature ampie, impasti decisi, tracce di spatola e un senso molto libero dello spazio pittorico. La materia non è una finitura: è una voce. In essa si percepisce una volontà di intensità, di movimento e di transfigurazione. Quell’energia rende le opere non solo contemplabili: da sperimentare.
3.4 Valore curatoriale e contemporaneo
È un lotto particolarmente prezioso per chi cerca pezzi con personalità, discorso e presenza. Non sono opere concilianti. Sono opere con mondo interiore. E proprio per questo possono occupare un posto molto speciale in una collezione che valorizzi l’incrocio tra storia dell’arte, immaginazione contemporanea e poetica del frammento.
4. STATO DI CONSERVAZIONE
4.1 Stato generale
Il complesso presenta una presenza visiva molto potente e una lettura estetica pienamente soddisfacente.
4.2 Presentazione
Le opere sono offerte incorniciate, con una presentazione sobria che permette di concentrare l’attenzione sull’intensità materica e concettuale delle composizioni.
4.3 Osservazioni
Si possono apprezzare segni, irregolarità o particolarità proprie della tecnica impiegata, del processo creativo, del passare del tempo o della vita materiale dei pezzi, in consonanza con la natura sperimentale del lotto e visibili nelle fotografie. Le informazioni manoscritte sul retro fanno parte fondamentale del loro interesse.
5. GARANZIA E TRASPARENZA
5.1 Descrizione onesta
La presente catalogazione è stata redatta a partire dall’osservazione diretta delle immagini fornite, tenendo conto di tecnica, formato, iscrizioni, carattere stilistico e forza curatoriale dell’insieme.
5.2 Importanza delle fotografie
Le fotografie costituiscono parte essenziale della descrizione e permettono di apprezzare materia, collage, iscrizione frontale, retro scritto, composizione, cornice e stato generale.
5.3 Assegnazione
Le opere vengono presentate come attribuite a Elmar Rojas, secondo le informazioni fornite e le riferimenti visibili nel lotto. Come è consueto per questo tipo di insiemi, l’attribuzione deve intendersi nel contesto di una catalogazione onesta e prudente.
5.4 Imballaggio e spedizione
Le opere saranno imballate con speciale cura, prestando attenzione sia alla protezione della superficie pittorica sia alla stabilità della cornice, per favorire una ricezione sicura.
6. OPPORTUNITÀ DI COLLEZIONISMO
6.1 Interesse del lotto
Questo díptico riunisce qualità molto rare: formato equilibrato, forte personalità visiva, abbondante contenuto concettuale, riferimenti storici espliciti, retro informativi e un’energia plastica di grande intensità.
6.2 Per collezione o interior design sofisticato
È un lotto ideale per collezionisti di arte contemporanea, per interni di sensibilità sofisticata o per spazi dove si apprezzi un’opera che non solo decora, ma suscita domande, associazioni e conversazione.
6.3 Chiusura curatoriale
Ci sono opere che rappresentano il mondo, e altre che lo riscrivono. Questa coppia appartiene alle seconde. In esse, Velázquez lascia di essere solo memoria del grande Secolo d’Oro per diventare materia di sogno, vestigio acceso, architettura mentale e simbolo errante. Tutto sembra spostato, ma nulla è arbitrario. Tutto sembra libero, ma tutto respira un’intelligenza poetica molto singolare. È un díptico strano, colto, vibrante e profondamente magnetico: di quegli insiemi che non si esauriscono in uno sguardo, perché ogni nuovo appiglio apre una porta dentro il labirinto.
Il venditore si racconta
PAREJA DI COLLAGES SURREALISTI IN CHIAVE VELAZQUEANA
Collage e tecnica mista su tela
Atribuiti a Elmar Rojas (1937-2018)
Scuola itto-americana di seconda metà del XX secolo
Tecnica: collage e tecnica mista su tela
Presentazione: incorniciati
Dimensioni di ogni opera: 58 x 48 cm con cornice / 50 x 40 cm l’opera
1. IDENTIFICAZIONE DEL LOTTO
1.1 Natura dell’insieme
Si presenta una coppia potentissima di composizioni su tela, concepite in linguaggio misto e chiaramente articolate come un díptico intellettuale, simbolico e visivamente molto d’impatto. Si tratta di due pezzi di carattere sperimentale, attribuiti a Elmar Rojas, la cui lettura si situa in una biforcazione particolarmente suggestiva tra memoria storica, appropriazione culturale, slancio surrealizzante e libertà materiale contemporanea.
1.2 Unicità del lotto
Non siamo di fronte a un insieme decorativo convenzionale, ma a un dialogo denso, immaginativo e profondamente personale. Entrambe le opere rimandano in modo esplicito all’universo di Velázquez, ma lo fanno da una sensibilità contemporanea, frammentaria e quasi visionaria, dove il passato appare riconfigurato come enigma, come labirinto mentale e come risonanza culturale.
1.3 Informazioni inscritte nelle opere
Uno dei grandi attrattivi del lotto risiede nell’abbondante informazione manoscritta presente sul retro, dove compaiono titoli e riferimenti diretti al contenuto concettuale dei pezzi. Tale circostanza aggiunge un valore documentale molto rilevante, poiché rafforza l’intenzione narrativa e programmatica del complesso e permette di comprendere meglio la sua dimensione di serie o ciclo riflessivo.
2. DESCRIZIONE ARTISTICA
2.1 Prima opera
La prima composizione si organizza attorno a una struttura ascensionale, quasi tektonica, risolta mediante un linguaggio di materia, sbavature e impasti verdi, dorati e terrosi. Al centro emerge una piccola figura ritagliata e, nella zona inferiore, un cane che rimanda immediatamente all’immaginario velazqueño e cortigiano, reinterpretato qui come vestigio, emblema o guardiano di una memoria spostata.
L’atmosfera generale possiede qualcosa di cerimoniale e misterioso. Lo spazio sembra aprirsi come una grotta mentale o una camera del tesoro trasfigurata dalla pittura. Il testo aderito nella zona bassa —relativo al taller di Velázquez e alla camera del tesoro reale— trasforma l’immagine in una specie di visione archeologica del potere e della storia.
2.2 Seconda opera
La seconda peça è più vertiginosa, più dinamica e più apertamente labyrinthica. La superficie si trasforma in un vortice di azzurri, verdi, bianchi e violetto attraversati da raffiche oblique, sulle quali si inserisce una figura in movimento di forte tensione drammatica. Nella zona inferiore appare un altro nucleo di collage con iscrizioni e piccoli elementi iconografici, come se il quadro si rifiutasse di essere solo pittura e reclamasse anche lettura, decifrazione, ricostruzione.
Qui il linguaggio diventa ancora più libero, quasi cosmico. Il riferimento al “labirinto di Velázquez” non deve essere inteso solo come titolo, ma come chiave di accesso: l’opera funziona veramente come un labirinto visivo dove storia dell’arte, sogno, frammento, citazione ed energia materiale si fondono in un’unica corrente.
2.3 Dialogo tra entrambe
Viste nel loro insieme, entrambe le opere dispiegano una relazione extraordinarmente fertile. La prima sembra parlare del recinto, dell’archivio, del luogo segreto dove si conserva il mistero. La seconda incarna il movimento interiore di quel mistero, la sua espansione, la sua dislocazione, la sua fuga verso uno spazio non storico ma psichico. Una rimanda alla camera; l’altra, al labirinto. Una condensa; l’altra trabocca.
Questo equilibrio tra contenimento simbolico ed esplosione visionaria conferisce al lotto un’intensità molto poco comune. Si tratta di un díptico con vera vocazione curatoriale, capace di sostenere una lettura elsewhere e al tempo stesso un impatto visivo immediato.
3. STILE, TECNICA E SENSIBILITÀ
3.1 Linguaggio plastico
Queste opere partecipano a un linguaggio pienamente contemporaneo dove il collage non si usa come risorsa decorativa, ma come strumento di pensiero visivo. Particolari, iscrizioni, citazioni ed elementi figurativi convivono con una pittura impulsiva, materialmente ricca e emotionalmente aperta. Il risultato è una superficie viva, complessa e carica di strati di significato.
3.2 Riferimento velazqueziano e deriva surrealizzante
Il riferimento a Velázquez è centrale, ma non appare dalla copia né dalla reverenza accademica. Appare dalla rilettura poetica. Queste composizioni non illustrano Velázquez: lo attraversano. Lo trasformano in territorio di esplorazione. Lo spirito surrealizzante del complesso risiede proprio in quella capacità di spostare la tradizione a una logica del sogno, spostamento, irruzione simbolica e memoria frammentata.
3.3 Materia, gesto ed energia
La pittura possiede forza fisica. Ci sono sbavature ampie, impasti decisi, tracce di spatola e un senso molto libero dello spazio pittorico. La materia non è una finitura: è una voce. In essa si percepisce una volontà di intensità, di movimento e di transfigurazione. Quell’energia rende le opere non solo contemplabili: da sperimentare.
3.4 Valore curatoriale e contemporaneo
È un lotto particolarmente prezioso per chi cerca pezzi con personalità, discorso e presenza. Non sono opere concilianti. Sono opere con mondo interiore. E proprio per questo possono occupare un posto molto speciale in una collezione che valorizzi l’incrocio tra storia dell’arte, immaginazione contemporanea e poetica del frammento.
4. STATO DI CONSERVAZIONE
4.1 Stato generale
Il complesso presenta una presenza visiva molto potente e una lettura estetica pienamente soddisfacente.
4.2 Presentazione
Le opere sono offerte incorniciate, con una presentazione sobria che permette di concentrare l’attenzione sull’intensità materica e concettuale delle composizioni.
4.3 Osservazioni
Si possono apprezzare segni, irregolarità o particolarità proprie della tecnica impiegata, del processo creativo, del passare del tempo o della vita materiale dei pezzi, in consonanza con la natura sperimentale del lotto e visibili nelle fotografie. Le informazioni manoscritte sul retro fanno parte fondamentale del loro interesse.
5. GARANZIA E TRASPARENZA
5.1 Descrizione onesta
La presente catalogazione è stata redatta a partire dall’osservazione diretta delle immagini fornite, tenendo conto di tecnica, formato, iscrizioni, carattere stilistico e forza curatoriale dell’insieme.
5.2 Importanza delle fotografie
Le fotografie costituiscono parte essenziale della descrizione e permettono di apprezzare materia, collage, iscrizione frontale, retro scritto, composizione, cornice e stato generale.
5.3 Assegnazione
Le opere vengono presentate come attribuite a Elmar Rojas, secondo le informazioni fornite e le riferimenti visibili nel lotto. Come è consueto per questo tipo di insiemi, l’attribuzione deve intendersi nel contesto di una catalogazione onesta e prudente.
5.4 Imballaggio e spedizione
Le opere saranno imballate con speciale cura, prestando attenzione sia alla protezione della superficie pittorica sia alla stabilità della cornice, per favorire una ricezione sicura.
6. OPPORTUNITÀ DI COLLEZIONISMO
6.1 Interesse del lotto
Questo díptico riunisce qualità molto rare: formato equilibrato, forte personalità visiva, abbondante contenuto concettuale, riferimenti storici espliciti, retro informativi e un’energia plastica di grande intensità.
6.2 Per collezione o interior design sofisticato
È un lotto ideale per collezionisti di arte contemporanea, per interni di sensibilità sofisticata o per spazi dove si apprezzi un’opera che non solo decora, ma suscita domande, associazioni e conversazione.
6.3 Chiusura curatoriale
Ci sono opere che rappresentano il mondo, e altre che lo riscrivono. Questa coppia appartiene alle seconde. In esse, Velázquez lascia di essere solo memoria del grande Secolo d’Oro per diventare materia di sogno, vestigio acceso, architettura mentale e simbolo errante. Tutto sembra spostato, ma nulla è arbitrario. Tutto sembra libero, ma tutto respira un’intelligenza poetica molto singolare. È un díptico strano, colto, vibrante e profondamente magnetico: di quegli insiemi che non si esauriscono in uno sguardo, perché ogni nuovo appiglio apre una porta dentro il labirinto.

