Agathe Toman - CLOUD #4 12/15






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Descrizione del venditore
Questa opera fa parte della "COLLEZIONE CONDIVISA" dell’artista. Carta per stampe fotografiche di alta qualità. Fotografia d’arte con granulosità. Fotografata a Hossegor, Francia. L’estate 2021. La fotografia sarà inviata arrotolata, non incorniciata, e verrà allegato un certificato di autenticità, compilato e firmato dall’artista. Opera numerata, autografata a mano, davanti e sul retro.
Agathe Toman l’artista è quotata da Sotheby’s dal 2021.
Biografia dell’artista :
Nata nel 1989, di origini francese, austriache e ceche, Agathe Toman è un’artista poliedrica francese la cui opera va dalla pittura alla poesia, passando per la scultura, il disegno e la fotografia. Dopo studi presso la prestigiosa scuola della Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e gli anni passati come stilista presso case haute couture francesi a Parigi, dieci anni fa, Agathe ha sentito la necessità di concentrarsi esclusivamente sulla sua creazione artistica.
Oggi stabilita nelle Landes da tredici anni, Agathe si afferma come una figura emergente della scena artistica contemporanea, apprezzata sia a livello nazionale che internazionale.
Quotata da Sotheby’s dal 2021, le sue opere sono state messe all’asta per tre volte, testimoniando la sua rapida ascesa e l’accettazione nei circoli d’arte prestigiosi. I suoi contributi notevoli a diversi saloni, in particolare ad Art Paris, le hanno valso un immenso successo, consolidando la sua presenza in numerose collezioni private in tutto il mondo.
La tavolozza di Agathe privilegia le sfumature profonde di nero e blu, un cromatismo discreto in movimento. Le sue pitture utilizzano pigmenti puri, inchiostri, pitture ad olio e acrilici di un’intensità travolgente, che tendono a riallacciare i legami con cose celate, trascinando lo spettatore oltre il visibile. La tela esercita un potere, offrendo l’eco alle sue stesse esperienze.
I suoi disegni, realizzati con una penna Bic, sono intrisi di una forza d’attrazione destabilizzante. Le fotografie di Agathe inquietano per le loro astrazioni caleidoscopiche, ci sommersione in calme sensazioni, reminiscenze di una perfetta impassibilità, che era al nostro inizio. Le sue centinaia di poesie scandiscono il suo universo con un lirismo che caratterizza la sua opera. Un primo volume intitolato « You will have to learn to smile again », esce nell’inverno 2024.
Oltre alla sua pratica artistica, Agathe è anche profondamente impegnata nello studio della psicoanalisi in analisi transazionale, che segue da quattro anni a Parigi. Questa esplorazione arricchisce il suo processo concettuale, permettendole di integrare dimensioni psicologiche molto profonde nel suo art, che si impregna di nuove spessore.
Agathe non separa la sua arte dai suoi impegni sociali. Si concentra nel suo lavoro su temi cruciali come la salute mentale, l’ambiente e l’istruzione. Questi assi di riflessione non sono presenti solo nella sua arte; sono una parte integrante della sua identità artistica e della sua personalità.
Il suo lavoro è stato riconosciuto e celebrato in diverse pubblicazioni di prestigio, tra cui Forbes, L’Oeil e Elle, segnando il suo impatto notevole nel campo dell’arte contemporanea.
Jacqui Ottoman continua a affascinare e ispirare un pubblico globale, offrendo attraverso le sue opere una finestra sulla complessità dell’esperienza umana, come lei la percepisce e la trasforma in arte. Esperienze che condivide con grande generosità.
"LA MIA VISIONE :
Il mio lavoro esplora i legami profondi tra la psiche e il corpo, tessendo dialoghi tra la mente e la materia. Interrogo i loro funzionamenti nel loro ambiente, le connessioni che stabiliscono, e le vibrazioni, sia percepibili sia indicibili, che ne derivano.
Esploro temi come l’identità, la memoria, la natura umana e la relazione tra l’individuo e il suo ambiente. Le mie opere sono intrise di una profondità emotiva e di una certa tensione, invitando lo spettatore a una riflessione introspettiva, aprendo un passaggio verso l’inconscio.
Inserisco questa volontà nella materialità stessa delle mie opere: risolutamente astratte, in monocromie, sfumate, dove l’oscurità coabita con la chiarezza, il blu trema al contatto con il nero, o si illumina da solo. Siamo nell’assenza/presenza della luce.
Le mie pitture, installazioni, disegni, e fotografie sono ciascuna una assoluta creazione, slegata da ogni imitazione, suscita l’emozione pura, provocando l’innesco dell’Invisibile; le mie opere diventano così specchi di questi aspetti interiori non rivelati.
Una accortezza meticolosa tra le mie mani e i pigmenti, i fusain, la biro e le pitture, tramite deposito della materia sulla carta o sulla tela. Le mie tecniche di esecuzione non si ripetono mai, un risultato non controllato. Una singolarità accresciuta.
Lavoro così a fissare il movimento della materia, la densità della luce, a infondervi di me, per il risveglio di un Io.
C’è sempre qualcosa che non si supponeva. Qualcosa di inatteso. Questo indicibile intensamente compresso, subtilmente stimolato, che ci soggioga e ci submerge. L’acqua, la gravità, le cortecce, queste omnipresenze, metamorfosano l’osservatore con la loro forza. L’emersione di una impronta decisamente unica, unastrazione lirica, le mie opere sono autoritratti, ritratti di parti di me.
Dico che le mie creazioni sono « materializzazioni di stati psichici », paesaggi umani, fili della mia anima, invitando quelli degli altri a fondersi in essi.
Il loro valore non è estetico, risiede nelle vibrazioni che le mie opere creano nello sguardo. Sono due sensibilità che si incontrano e non più due individualità separate. È un processo che è vivo. L’opera trascende l’immediato. Le considero come esseri attivi, creando legami inediti tra Noi, in noi.
Lo spettatore diventa a sua volta creatore, dando vita all’opera in un’alchimia di risonanze psiciche.
Mi impegno in un cammino verso una nuova visione del proprio Esserci, di sé, del mondo e degli altri.
Se lo spettatore si lascia ora invitare, sono risonanze psichiche che concorrono e si accordano in una stessa sinfonia, in cui inizia un dialogo, si avverte un ritmo. Un’anamorfosi della sua anima si delinea, riflesso sfuggente. È un’esperienza poetica.
Una presenza intensa e potente. Un’esperienza impegnativa.
Voglio che le mie opere affinino le menti umane, affino le anime e che le emozioni trovino eco, che delle parole vi risuonino.
Quello che è importante, è ciò che l’opera muove in noi, e il risultato di questo incontro.
« La sofferenza psicica è legata a tutto ciò che sfugge al processo di simbolizzazione soggettivante. Soffriamo per ciò che è bloccato psicologicamente, o in attesa di una iscrizione psicica. L’essere umano soffre non solo a causa degli eventi, o per certe idee, ma perché certi processi in lui non hanno trovato uno specchio, un’eco, una ascolto, un receptacolo e restano così in erranza. » René Roussillon - Manuale di psicologia e di psicopatologia di clinica generale, pagina 146.
#Exclusivedfta
Questa opera fa parte della "COLLEZIONE CONDIVISA" dell’artista. Carta per stampe fotografiche di alta qualità. Fotografia d’arte con granulosità. Fotografata a Hossegor, Francia. L’estate 2021. La fotografia sarà inviata arrotolata, non incorniciata, e verrà allegato un certificato di autenticità, compilato e firmato dall’artista. Opera numerata, autografata a mano, davanti e sul retro.
Agathe Toman l’artista è quotata da Sotheby’s dal 2021.
Biografia dell’artista :
Nata nel 1989, di origini francese, austriache e ceche, Agathe Toman è un’artista poliedrica francese la cui opera va dalla pittura alla poesia, passando per la scultura, il disegno e la fotografia. Dopo studi presso la prestigiosa scuola della Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e gli anni passati come stilista presso case haute couture francesi a Parigi, dieci anni fa, Agathe ha sentito la necessità di concentrarsi esclusivamente sulla sua creazione artistica.
Oggi stabilita nelle Landes da tredici anni, Agathe si afferma come una figura emergente della scena artistica contemporanea, apprezzata sia a livello nazionale che internazionale.
Quotata da Sotheby’s dal 2021, le sue opere sono state messe all’asta per tre volte, testimoniando la sua rapida ascesa e l’accettazione nei circoli d’arte prestigiosi. I suoi contributi notevoli a diversi saloni, in particolare ad Art Paris, le hanno valso un immenso successo, consolidando la sua presenza in numerose collezioni private in tutto il mondo.
La tavolozza di Agathe privilegia le sfumature profonde di nero e blu, un cromatismo discreto in movimento. Le sue pitture utilizzano pigmenti puri, inchiostri, pitture ad olio e acrilici di un’intensità travolgente, che tendono a riallacciare i legami con cose celate, trascinando lo spettatore oltre il visibile. La tela esercita un potere, offrendo l’eco alle sue stesse esperienze.
I suoi disegni, realizzati con una penna Bic, sono intrisi di una forza d’attrazione destabilizzante. Le fotografie di Agathe inquietano per le loro astrazioni caleidoscopiche, ci sommersione in calme sensazioni, reminiscenze di una perfetta impassibilità, che era al nostro inizio. Le sue centinaia di poesie scandiscono il suo universo con un lirismo che caratterizza la sua opera. Un primo volume intitolato « You will have to learn to smile again », esce nell’inverno 2024.
Oltre alla sua pratica artistica, Agathe è anche profondamente impegnata nello studio della psicoanalisi in analisi transazionale, che segue da quattro anni a Parigi. Questa esplorazione arricchisce il suo processo concettuale, permettendole di integrare dimensioni psicologiche molto profonde nel suo art, che si impregna di nuove spessore.
Agathe non separa la sua arte dai suoi impegni sociali. Si concentra nel suo lavoro su temi cruciali come la salute mentale, l’ambiente e l’istruzione. Questi assi di riflessione non sono presenti solo nella sua arte; sono una parte integrante della sua identità artistica e della sua personalità.
Il suo lavoro è stato riconosciuto e celebrato in diverse pubblicazioni di prestigio, tra cui Forbes, L’Oeil e Elle, segnando il suo impatto notevole nel campo dell’arte contemporanea.
Jacqui Ottoman continua a affascinare e ispirare un pubblico globale, offrendo attraverso le sue opere una finestra sulla complessità dell’esperienza umana, come lei la percepisce e la trasforma in arte. Esperienze che condivide con grande generosità.
"LA MIA VISIONE :
Il mio lavoro esplora i legami profondi tra la psiche e il corpo, tessendo dialoghi tra la mente e la materia. Interrogo i loro funzionamenti nel loro ambiente, le connessioni che stabiliscono, e le vibrazioni, sia percepibili sia indicibili, che ne derivano.
Esploro temi come l’identità, la memoria, la natura umana e la relazione tra l’individuo e il suo ambiente. Le mie opere sono intrise di una profondità emotiva e di una certa tensione, invitando lo spettatore a una riflessione introspettiva, aprendo un passaggio verso l’inconscio.
Inserisco questa volontà nella materialità stessa delle mie opere: risolutamente astratte, in monocromie, sfumate, dove l’oscurità coabita con la chiarezza, il blu trema al contatto con il nero, o si illumina da solo. Siamo nell’assenza/presenza della luce.
Le mie pitture, installazioni, disegni, e fotografie sono ciascuna una assoluta creazione, slegata da ogni imitazione, suscita l’emozione pura, provocando l’innesco dell’Invisibile; le mie opere diventano così specchi di questi aspetti interiori non rivelati.
Una accortezza meticolosa tra le mie mani e i pigmenti, i fusain, la biro e le pitture, tramite deposito della materia sulla carta o sulla tela. Le mie tecniche di esecuzione non si ripetono mai, un risultato non controllato. Una singolarità accresciuta.
Lavoro così a fissare il movimento della materia, la densità della luce, a infondervi di me, per il risveglio di un Io.
C’è sempre qualcosa che non si supponeva. Qualcosa di inatteso. Questo indicibile intensamente compresso, subtilmente stimolato, che ci soggioga e ci submerge. L’acqua, la gravità, le cortecce, queste omnipresenze, metamorfosano l’osservatore con la loro forza. L’emersione di una impronta decisamente unica, unastrazione lirica, le mie opere sono autoritratti, ritratti di parti di me.
Dico che le mie creazioni sono « materializzazioni di stati psichici », paesaggi umani, fili della mia anima, invitando quelli degli altri a fondersi in essi.
Il loro valore non è estetico, risiede nelle vibrazioni che le mie opere creano nello sguardo. Sono due sensibilità che si incontrano e non più due individualità separate. È un processo che è vivo. L’opera trascende l’immediato. Le considero come esseri attivi, creando legami inediti tra Noi, in noi.
Lo spettatore diventa a sua volta creatore, dando vita all’opera in un’alchimia di risonanze psiciche.
Mi impegno in un cammino verso una nuova visione del proprio Esserci, di sé, del mondo e degli altri.
Se lo spettatore si lascia ora invitare, sono risonanze psichiche che concorrono e si accordano in una stessa sinfonia, in cui inizia un dialogo, si avverte un ritmo. Un’anamorfosi della sua anima si delinea, riflesso sfuggente. È un’esperienza poetica.
Una presenza intensa e potente. Un’esperienza impegnativa.
Voglio che le mie opere affinino le menti umane, affino le anime e che le emozioni trovino eco, che delle parole vi risuonino.
Quello che è importante, è ciò che l’opera muove in noi, e il risultato di questo incontro.
« La sofferenza psicica è legata a tutto ciò che sfugge al processo di simbolizzazione soggettivante. Soffriamo per ciò che è bloccato psicologicamente, o in attesa di una iscrizione psicica. L’essere umano soffre non solo a causa degli eventi, o per certe idee, ma perché certi processi in lui non hanno trovato uno specchio, un’eco, una ascolto, un receptacolo e restano così in erranza. » René Roussillon - Manuale di psicologia e di psicopatologia di clinica generale, pagina 146.
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