Max-Daniel - Carré blanc





30 € | ||
|---|---|---|
23 € | ||
18 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 131773 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Opera originale in tecniche miste di Max-Daniel, intitolata Carré blanc, del 2024, misura 80 × 80 cm per 4 kg, dipinto a olio su stampa digitale su tela generata da Midjourney, firmata e in eccellente stato, prodotta in Francia e venduta direttamente dall’artista.
Descrizione del venditore
Titolo : Carré blanc
Artista : Max-Daniel
Data : 2024
Tecnica : opera ibrida, Midjourney, stampa su tela, ritocchi a olio
Dimensioni : 80 × 80 cm
Firma : firmato Max-Daniel
Testo di presentazione
Realizzata nel 2024, questa opera di Max-Daniel si inscrive in una riflessione insieme pittorica, storica e concettuale sullo stato della creazione contemporanea. Prodotta a partire da un’immagine generata con Midjourney, poi stampata su tela e infine ritoccata a olio, essa rientra pienamente in una pratica ibrida dove gli strumenti più recenti dialogano con i gesti più antichi della pittura.
A primo acchito, l’opera richiama immediatamente un omaggio al celebre Carré blanc sur fond blanc di Kasimir Malevitch, dipinto cardine della storia dell’arte moderna, concepito come una radicalizzazione estrema dell’astrazione e della riduzione formale. Ma qui la citazione non è letterale né fredda: è spostata, incarnata, reinserita in uno spazio materiale e quasi romanzesco.
La scena rappresenta infatti un atelier d’artista dal profumo di XIX secolo, carico di pennelli, flaconi, strumenti, materie, residui, come se ci si trovasse in un luogo di lavoro capace di evocare, con la propria atmosfera, quello di un pittore come Gustave Courbet. Al centro, sul cavalletto, appare una tela bianca ricoperta da una vera e propria spessore di pittura a olio. Sta forse per essere preparata, primers, ricoperta, cancellata? È una pittura finita o una pittura in sospeso? L’intera forza dell’opera risiede proprio in questa ambiguità.
Questa superficie bianca diventa allora molto più di un motivo. Essa agisce come una messa in abisso della pittura stessa: il suo inizio, la sua fine, la sua possibilità, il suo ritirarsi. Dove Malevitch, nel 1918, poneva la domanda di un’arte ridotta al suo massimo grado di tensione spirituale e formale, Max-Daniel pone, a un secolo di distanza, la questione del rinnovamento permanente dell’arte, ma in un contesto radicalmente trasformato: quello delle immagini generate, degli strumenti digitali, dell’intelligenza artificiale, e della loro confrontazione con la materialità persistente del pennello, della tela e della pasta.
L’opera mette così in scena un paradosso fecondo: l’atelier antico, con i suoi codici tradizionali, diventa il palcoscenico di una pratica nuova dove IA e pittura a olio non si contrappongono, ma si completano. Quello che qui viene mostrato non è solo una citazione di Malevitch; è anche un interrogativo sulla sopravvivenza dei gesti, sull’oblio e la ricostruzione, sulla tensione tra sparizione dell’immagine e ritorno della materia. Il bianco non è più vuoto: è carico di tecnica, di memoria, di riferimenti e di dubbi.
Per la sua intelligenza visiva, il gioco con la storia dell’arte e la sua dimensione autoriflessiva, questa opera rappresenta una proposta particolarmente interessante nel campo delle pratiche contemporanee ibride. Si può leggere sia come omaggio, sia come travisamento, come meditazione sull’atto del dipingere e come commento sulla mutazione attuale dell’immagine.
Opera firmata Max-Daniel. Artista professionista di Parigi dal 1981, iscritto all’Urssaf come artista-autore, Dottore in arti e scienze dell’Università della Sorbona, Max-Daniel prosegue dal 1989 ricerche in estetica e informatica delle arti, in particolare ibridando le tecniche antiche e quelle contemporanee.
Montante nero, l’opera può essere appenduta direttamente, quindi senza cornice. Opera originale esclusiva e unica, certificato di autenticità in carta fornito.
Una bellissima opera di snodo per collezionisti
Spedizione assicurata inclusa, rimborso al semplice ritiro
Il venditore si racconta
Titolo : Carré blanc
Artista : Max-Daniel
Data : 2024
Tecnica : opera ibrida, Midjourney, stampa su tela, ritocchi a olio
Dimensioni : 80 × 80 cm
Firma : firmato Max-Daniel
Testo di presentazione
Realizzata nel 2024, questa opera di Max-Daniel si inscrive in una riflessione insieme pittorica, storica e concettuale sullo stato della creazione contemporanea. Prodotta a partire da un’immagine generata con Midjourney, poi stampata su tela e infine ritoccata a olio, essa rientra pienamente in una pratica ibrida dove gli strumenti più recenti dialogano con i gesti più antichi della pittura.
A primo acchito, l’opera richiama immediatamente un omaggio al celebre Carré blanc sur fond blanc di Kasimir Malevitch, dipinto cardine della storia dell’arte moderna, concepito come una radicalizzazione estrema dell’astrazione e della riduzione formale. Ma qui la citazione non è letterale né fredda: è spostata, incarnata, reinserita in uno spazio materiale e quasi romanzesco.
La scena rappresenta infatti un atelier d’artista dal profumo di XIX secolo, carico di pennelli, flaconi, strumenti, materie, residui, come se ci si trovasse in un luogo di lavoro capace di evocare, con la propria atmosfera, quello di un pittore come Gustave Courbet. Al centro, sul cavalletto, appare una tela bianca ricoperta da una vera e propria spessore di pittura a olio. Sta forse per essere preparata, primers, ricoperta, cancellata? È una pittura finita o una pittura in sospeso? L’intera forza dell’opera risiede proprio in questa ambiguità.
Questa superficie bianca diventa allora molto più di un motivo. Essa agisce come una messa in abisso della pittura stessa: il suo inizio, la sua fine, la sua possibilità, il suo ritirarsi. Dove Malevitch, nel 1918, poneva la domanda di un’arte ridotta al suo massimo grado di tensione spirituale e formale, Max-Daniel pone, a un secolo di distanza, la questione del rinnovamento permanente dell’arte, ma in un contesto radicalmente trasformato: quello delle immagini generate, degli strumenti digitali, dell’intelligenza artificiale, e della loro confrontazione con la materialità persistente del pennello, della tela e della pasta.
L’opera mette così in scena un paradosso fecondo: l’atelier antico, con i suoi codici tradizionali, diventa il palcoscenico di una pratica nuova dove IA e pittura a olio non si contrappongono, ma si completano. Quello che qui viene mostrato non è solo una citazione di Malevitch; è anche un interrogativo sulla sopravvivenza dei gesti, sull’oblio e la ricostruzione, sulla tensione tra sparizione dell’immagine e ritorno della materia. Il bianco non è più vuoto: è carico di tecnica, di memoria, di riferimenti e di dubbi.
Per la sua intelligenza visiva, il gioco con la storia dell’arte e la sua dimensione autoriflessiva, questa opera rappresenta una proposta particolarmente interessante nel campo delle pratiche contemporanee ibride. Si può leggere sia come omaggio, sia come travisamento, come meditazione sull’atto del dipingere e come commento sulla mutazione attuale dell’immagine.
Opera firmata Max-Daniel. Artista professionista di Parigi dal 1981, iscritto all’Urssaf come artista-autore, Dottore in arti e scienze dell’Università della Sorbona, Max-Daniel prosegue dal 1989 ricerche in estetica e informatica delle arti, in particolare ibridando le tecniche antiche e quelle contemporanee.
Montante nero, l’opera può essere appenduta direttamente, quindi senza cornice. Opera originale esclusiva e unica, certificato di autenticità in carta fornito.
Una bellissima opera di snodo per collezionisti
Spedizione assicurata inclusa, rimborso al semplice ritiro

