Livio - Deche dell’Historie Romane - 1574





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LE DECHE DI LIVIO TRA POLITICA E MEMORIA : IL MANUALE SEGRETO DEL POTERE REPUBBLICANO
Questa edizione veneziana del 1574 delle Deche dell’historie romane di Tito Livio si inserisce nella grande stagione della trasmissione umanistica del sapere antico, quando la lingua volgare diventa strumento politico oltre che culturale. Non è una semplice traduzione, ma un’operazione di rifondazione: Livio viene restituito a una comunità di lettori non specialisti, diventando un manuale implicito di virtù civica, governo e destino delle repubbliche. Venezia, nel pieno della sua maturità istituzionale, riconosce in Roma un antecedente ideale e ne rilegge la storia come specchio e monito. Il volume, segnato da una circolazione reale e non ornamentale, conserva proprio in queste tracce d’uso la sua forza storica: non oggetto da biblioteca immobile, ma libro vissuto, consultato, attraversato, che testimonia una fruizione concreta del passato classico nel cuore del Cinquecento.
MARKET VALUE
Le edizioni veneziane cinquecentesche in volgare di Tito Livio sono oggi meno comuni di quanto la loro originaria diffusione potrebbe far pensare, soprattutto quando complete e in legatura coeva. Sul mercato antiquario internazionale gli esemplari comparabili si collocano generalmente tra 800 e 2.200 euro, con punte che possono raggiungere e superare i 3.000 euro per copie ben conservate, marginose e prive di difetti strutturali rilevanti; esemplari con difetti ma completi e autenticamente coevi, come nel caso presente, mantengono comunque una solida appetibilità collezionistica per la combinazione di contenuto classico, lingua volgare e contesto veneziano.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso; mancanze e segni di usura. Marca tipografica xilografica a entrambi i frontespizi, il primo con piccole abrasioni che interessano l'inciso, testo in corsivo. Fioriture e bruniture fisiologiche; segni di tarlo al margine inferiore di alcune carte all’inizio e verso la fine del volume, talvolta a lambire il testo. Struttura complessivamente solida, buona leggibilità generale e integrità testuale sostanzialmente conservata. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 136; 1658; (6).
FULL TITLE AND AUTHOR
Le deche dell’historie romane.
Venetia, appresso Bartholomeo Rubini, 1574.
Livius Titus.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera di Tito Livio, Ab Urbe Condita, costituisce uno dei pilastri della memoria storica dell’Occidente, articolata in una narrazione continua dalle origini mitiche di Roma fino all’età augustea. La struttura in decadi, da cui deriva il titolo dell’edizione, organizza il racconto in blocchi tematici che alternano guerre, crisi interne, figure esemplari e momenti fondativi della civiltà romana. Nel Rinascimento, la riscoperta di Livio non rimane confinata agli ambienti eruditi: la traduzione in volgare trasforma l’opera in uno strumento di educazione politica diffusa. In questa prospettiva, l’edizione del 1574 non è soltanto un prodotto editoriale, ma un dispositivo culturale che consente alla classe dirigente e ai lettori alfabetizzati di confrontarsi con modelli di virtù, corruzione, disciplina e destino collettivo. Venezia, repubblica oligarchica e potenza commerciale, trova in Livio un repertorio di analogie e ammonimenti, leggendo la parabola romana come una lente attraverso cui interpretare la propria stabilità e le proprie tensioni interne. Il testo diventa così uno spazio di riflessione sulla continuità tra antico e moderno, tra mito fondativo e realtà politica.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.), nato a Patavium (Padova), fu uno dei maggiori storici dell’antichità romana. Autore dell’imponente Ab Urbe Condita, composta originariamente in 142 libri, narrò la storia di Roma dalle origini fino al suo presente augusteo. Vicino agli ambienti culturali dell’età di Augusto, pur senza ricoprire ruoli politici diretti, elaborò una visione della storia fortemente improntata a valori morali, patriottici e pedagogici, destinata a influenzare profondamente la storiografia e il pensiero politico europeo nei secoli successivi.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
L’edizione del 1574 attribuita a Bartholomeo Rubini si colloca in una fase matura dell’editoria veneziana, quando la produzione libraria si diversifica per pubblici e funzioni, includendo opere classiche in volgare destinate a una circolazione più ampia rispetto ai testi latini. Rubini, pur non appartenendo al ristretto gruppo dei grandi stampatori veneziani, opera in un contesto altamente competitivo e spesso frammentato, dove officine minori contribuiscono in modo significativo alla diffusione del sapere. Il marchio “al segno del Seminante” si inserisce nella tradizione iconografica delle marche tipografiche parlanti, evocando simbolicamente la disseminazione del sapere e la fertilità intellettuale. La relativa scarsità di esemplari oggi censiti suggerisce una tiratura non elevatissima o una sopravvivenza limitata, fattori che incidono sulla percezione di rarità sul mercato antiquario.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
EDIT16 (ICCU), da verificare con ricerca per autore Livius Titus e Venezia 1574, con eventuali varianti di intestazione; OPAC SBN, verificare localizzazioni italiane e descrizioni catalografiche dettagliate; USTC (Universal Short Title Catalogue), ricerca per Livy Italian translations XVI secolo; Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, sezione Livius, da verificare per edizioni veneziane in volgare; Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, t. III, voce Livius, con riferimento alle traduzioni italiane; Mortimer, Harvard Italian 16th Century Books, da verificare per eventuali corrispondenze; British Library General Catalogue, sezione Livy, Italian editions XVI secolo; CNCE, Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI secolo, per identificazione precisa dell’edizione; eventuali confronti con esemplari conservati presso biblioteche veneziane (Marciana) e padovane.
Il venditore si racconta
LE DECHE DI LIVIO TRA POLITICA E MEMORIA : IL MANUALE SEGRETO DEL POTERE REPUBBLICANO
Questa edizione veneziana del 1574 delle Deche dell’historie romane di Tito Livio si inserisce nella grande stagione della trasmissione umanistica del sapere antico, quando la lingua volgare diventa strumento politico oltre che culturale. Non è una semplice traduzione, ma un’operazione di rifondazione: Livio viene restituito a una comunità di lettori non specialisti, diventando un manuale implicito di virtù civica, governo e destino delle repubbliche. Venezia, nel pieno della sua maturità istituzionale, riconosce in Roma un antecedente ideale e ne rilegge la storia come specchio e monito. Il volume, segnato da una circolazione reale e non ornamentale, conserva proprio in queste tracce d’uso la sua forza storica: non oggetto da biblioteca immobile, ma libro vissuto, consultato, attraversato, che testimonia una fruizione concreta del passato classico nel cuore del Cinquecento.
MARKET VALUE
Le edizioni veneziane cinquecentesche in volgare di Tito Livio sono oggi meno comuni di quanto la loro originaria diffusione potrebbe far pensare, soprattutto quando complete e in legatura coeva. Sul mercato antiquario internazionale gli esemplari comparabili si collocano generalmente tra 800 e 2.200 euro, con punte che possono raggiungere e superare i 3.000 euro per copie ben conservate, marginose e prive di difetti strutturali rilevanti; esemplari con difetti ma completi e autenticamente coevi, come nel caso presente, mantengono comunque una solida appetibilità collezionistica per la combinazione di contenuto classico, lingua volgare e contesto veneziano.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto al dorso; mancanze e segni di usura. Marca tipografica xilografica a entrambi i frontespizi, il primo con piccole abrasioni che interessano l'inciso, testo in corsivo. Fioriture e bruniture fisiologiche; segni di tarlo al margine inferiore di alcune carte all’inizio e verso la fine del volume, talvolta a lambire il testo. Struttura complessivamente solida, buona leggibilità generale e integrità testuale sostanzialmente conservata. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 136; 1658; (6).
FULL TITLE AND AUTHOR
Le deche dell’historie romane.
Venetia, appresso Bartholomeo Rubini, 1574.
Livius Titus.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L’opera di Tito Livio, Ab Urbe Condita, costituisce uno dei pilastri della memoria storica dell’Occidente, articolata in una narrazione continua dalle origini mitiche di Roma fino all’età augustea. La struttura in decadi, da cui deriva il titolo dell’edizione, organizza il racconto in blocchi tematici che alternano guerre, crisi interne, figure esemplari e momenti fondativi della civiltà romana. Nel Rinascimento, la riscoperta di Livio non rimane confinata agli ambienti eruditi: la traduzione in volgare trasforma l’opera in uno strumento di educazione politica diffusa. In questa prospettiva, l’edizione del 1574 non è soltanto un prodotto editoriale, ma un dispositivo culturale che consente alla classe dirigente e ai lettori alfabetizzati di confrontarsi con modelli di virtù, corruzione, disciplina e destino collettivo. Venezia, repubblica oligarchica e potenza commerciale, trova in Livio un repertorio di analogie e ammonimenti, leggendo la parabola romana come una lente attraverso cui interpretare la propria stabilità e le proprie tensioni interne. Il testo diventa così uno spazio di riflessione sulla continuità tra antico e moderno, tra mito fondativo e realtà politica.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.), nato a Patavium (Padova), fu uno dei maggiori storici dell’antichità romana. Autore dell’imponente Ab Urbe Condita, composta originariamente in 142 libri, narrò la storia di Roma dalle origini fino al suo presente augusteo. Vicino agli ambienti culturali dell’età di Augusto, pur senza ricoprire ruoli politici diretti, elaborò una visione della storia fortemente improntata a valori morali, patriottici e pedagogici, destinata a influenzare profondamente la storiografia e il pensiero politico europeo nei secoli successivi.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
L’edizione del 1574 attribuita a Bartholomeo Rubini si colloca in una fase matura dell’editoria veneziana, quando la produzione libraria si diversifica per pubblici e funzioni, includendo opere classiche in volgare destinate a una circolazione più ampia rispetto ai testi latini. Rubini, pur non appartenendo al ristretto gruppo dei grandi stampatori veneziani, opera in un contesto altamente competitivo e spesso frammentato, dove officine minori contribuiscono in modo significativo alla diffusione del sapere. Il marchio “al segno del Seminante” si inserisce nella tradizione iconografica delle marche tipografiche parlanti, evocando simbolicamente la disseminazione del sapere e la fertilità intellettuale. La relativa scarsità di esemplari oggi censiti suggerisce una tiratura non elevatissima o una sopravvivenza limitata, fattori che incidono sulla percezione di rarità sul mercato antiquario.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
EDIT16 (ICCU), da verificare con ricerca per autore Livius Titus e Venezia 1574, con eventuali varianti di intestazione; OPAC SBN, verificare localizzazioni italiane e descrizioni catalografiche dettagliate; USTC (Universal Short Title Catalogue), ricerca per Livy Italian translations XVI secolo; Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, sezione Livius, da verificare per edizioni veneziane in volgare; Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, t. III, voce Livius, con riferimento alle traduzioni italiane; Mortimer, Harvard Italian 16th Century Books, da verificare per eventuali corrispondenze; British Library General Catalogue, sezione Livy, Italian editions XVI secolo; CNCE, Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI secolo, per identificazione precisa dell’edizione; eventuali confronti con esemplari conservati presso biblioteche veneziane (Marciana) e padovane.
