2026 - 19 Wit minimalistisch wandrelief






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
| 33 € |
|---|
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 131023 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Hans Meeuwsen, 2026 - 19 Bianco minimalista rilievo murale in porcellana, astratto, bianco, 150 mm di larghezza, 50 mm di profondità, firmato con due applicazioni in porcellana (una con il nome dell’artista e l’altra con Raku e Yakimono) proveniente dai Paesi Bassi, in eccellenti condizioni.
Descrizione del venditore
L'opera è realizzata in porcellana, cotta in ossido a 1240 °C. Lo spessore della parete è di circa un millimetro. Sul retro è presente una scanalatura alla quale l'opera può essere appesa. Nelle prime cinque foto con lo sfondo chiaro l'oggetto è ritratto appeso.
Si tratta di un oggetto unico, fatto a mano. L'artista ha firmato quest'opera con due applicazioni in porcellana: una è il suo nome proprio e la prima lettera del cognome, sull'altra sono stampati due caratteri giapponesi, Raku e Yakimono.
Durante la spedizione questa cassetta verrà imballata in formato "box in box", riempiendo lo spazio intermedio con materiale ecocompatibile ammortizzante e antishock.
Hans Meeuwsen (1954, Paesi Bassi) si è laureato all'Accademia di Belle Arti Visive di Tilburg per diventare inizialmente insegnante di arti visive in una scuola secondaria superiore. La sua specializzazione principale era il disegno, ma ha scoperto per caso il potenziale della creta come mezzo artistico visivo. Rotolamento, pressatura e taglio gli fornivano piccoli quadrati di creta piatti che usava per costruire forme cubiche che sembravano cellule ermeticamente chiuse.
Qualche anno dopo ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale con mostre nei Paesi Bassi e in Germania. Tra le opere importanti di quel periodo figurano torri, piramidi e altre costruzioni, alcune delle quali astrattismi puramente geometrici, altre interpretazioni della mitica Torre di Babele. Hans ha ulteriormente sviluppato le proprie abilità ceramiche durante residenze presso il European Ceramic Work Centre nei Paesi Bassi e periodi di lavoro in Nuova Zelanda, Lituania e nell'Isola giapponese di Hirado.
Negli anni più recenti ha ulteriormente affinato le proprie capacità ceramiche e lavora con fette sottilissime di porcellana cremose e tinte, montate in cubi o piramidi. Impilando queste forme geometriche in schemi ripetitivi crea sculture che ricordano il movimento olandese Zero e, in particolare, le opere di Jan Schoonhoven, ma alla fine portano chiaramente la firma dell’artista. Applica la sua esperienza decennale per creare un dialogo tra spazio interno ed esterno, tra geometrico e organico, tra ordine e caos.
Hans Meeuwsen è stato candidato al Premio di Roma nel 1987 e vincitore del Fletcher Challenge Ceramic merit award nel 1992 e da allora la sua opera è entrata a far parte di numerose collezioni nazionali e internazionali.
Il venditore si racconta
L'opera è realizzata in porcellana, cotta in ossido a 1240 °C. Lo spessore della parete è di circa un millimetro. Sul retro è presente una scanalatura alla quale l'opera può essere appesa. Nelle prime cinque foto con lo sfondo chiaro l'oggetto è ritratto appeso.
Si tratta di un oggetto unico, fatto a mano. L'artista ha firmato quest'opera con due applicazioni in porcellana: una è il suo nome proprio e la prima lettera del cognome, sull'altra sono stampati due caratteri giapponesi, Raku e Yakimono.
Durante la spedizione questa cassetta verrà imballata in formato "box in box", riempiendo lo spazio intermedio con materiale ecocompatibile ammortizzante e antishock.
Hans Meeuwsen (1954, Paesi Bassi) si è laureato all'Accademia di Belle Arti Visive di Tilburg per diventare inizialmente insegnante di arti visive in una scuola secondaria superiore. La sua specializzazione principale era il disegno, ma ha scoperto per caso il potenziale della creta come mezzo artistico visivo. Rotolamento, pressatura e taglio gli fornivano piccoli quadrati di creta piatti che usava per costruire forme cubiche che sembravano cellule ermeticamente chiuse.
Qualche anno dopo ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale con mostre nei Paesi Bassi e in Germania. Tra le opere importanti di quel periodo figurano torri, piramidi e altre costruzioni, alcune delle quali astrattismi puramente geometrici, altre interpretazioni della mitica Torre di Babele. Hans ha ulteriormente sviluppato le proprie abilità ceramiche durante residenze presso il European Ceramic Work Centre nei Paesi Bassi e periodi di lavoro in Nuova Zelanda, Lituania e nell'Isola giapponese di Hirado.
Negli anni più recenti ha ulteriormente affinato le proprie capacità ceramiche e lavora con fette sottilissime di porcellana cremose e tinte, montate in cubi o piramidi. Impilando queste forme geometriche in schemi ripetitivi crea sculture che ricordano il movimento olandese Zero e, in particolare, le opere di Jan Schoonhoven, ma alla fine portano chiaramente la firma dell’artista. Applica la sua esperienza decennale per creare un dialogo tra spazio interno ed esterno, tra geometrico e organico, tra ordine e caos.
Hans Meeuwsen è stato candidato al Premio di Roma nel 1987 e vincitore del Fletcher Challenge Ceramic merit award nel 1992 e da allora la sua opera è entrata a far parte di numerose collezioni nazionali e internazionali.
