Signed; Bieke Depoorter - Agata - 2021





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Agata di Bieke Depoorter, firmato, 1ª Edizione Thus (2021), edizione inglese, pubblicato da Des Palais, libro di fotografia di 424 pagine, formato 32 × 24 cm con legatura mista.
Descrizione del venditore
Nella ottobre 2017 Depoorter incontrò Agata in un locale di striptease a Parigi. Nei tre anni successivi, le due donne si sono immerse profondamente in una collaborazione, creando un piccolo universo alternativo che fungesse da contenitore per esplorare domande riguardo identità, performance e rappresentazione: Chi è il vero autore di queste immagini? Chi è il vero soggetto? Chi è Agata? Chi è Agata quando viene fotografata? Chi è Bieke? Chi è Bieke quando scatta fotografie? Perché realizzare queste immagini? Quali sono le motivazioni e gli incentivi? Chi è responsabile di cosa?
Il libro racconta sia la storia di una giovane donna che usa un fotografo per trovare un senso di identità, sia la storia di una fotografa che usa una giovane donna per capire meglio l’autorialità fotografica e se stessa. Queste trame intrecciate sono tessute tramite una combinazione di immagini, lettere e appunti; ciò che definisce il dialogo è il riflesso sempre presente di autoconsapevolezza e auto-riflessione. Il risultato è un progetto che non giunge mai a una verità concludente, ma mette in evidenza la natura scivolosa della verità in situazioni in cui potere, responsabilità e controllo sono in costante mutamento.
Nel suo insieme, Agata è un progetto che pone più domande di quante non ne offra risposte, riconoscendo inizialmente l’idea già abusata del fotografo come testimone come una quasi impossibilità, per poi sottoporre tutte le parti coinvolte a una lente d’ingrandimento: fotografo, soggetto, pubblico e, naturalmente, anche il mezzo stesso.
Il design di questo libro è, come la dinamica che mette a fuoco, complesso e in costante mutamento. Il contenuto è disposto in ordine cronologico, ed il libro è rilegato giapponese, con perforazioni sulla piega. Questo lascia al lettore la scelta di aprire le pagine e scoprire una storia nascosta; narratività alternative, versioni di verità che non si adattano perfettamente alla verità presentata originariamente dal fotografo.
Una volta che il lettore decide di aprire una pagina sigillata, non è possibile tornare indietro. In qualche modo, ciò coinvolge il lettore, coinvolgendolo in come la storia multifaccettata viene rappresentata. Come il fotografo e il soggetto, anche il pubblico è costretto a considerare il proprio ruolo in questo triangolo di responsabilità.
Prima edizione (ne esistono due) firmata.
Nella ottobre 2017 Depoorter incontrò Agata in un locale di striptease a Parigi. Nei tre anni successivi, le due donne si sono immerse profondamente in una collaborazione, creando un piccolo universo alternativo che fungesse da contenitore per esplorare domande riguardo identità, performance e rappresentazione: Chi è il vero autore di queste immagini? Chi è il vero soggetto? Chi è Agata? Chi è Agata quando viene fotografata? Chi è Bieke? Chi è Bieke quando scatta fotografie? Perché realizzare queste immagini? Quali sono le motivazioni e gli incentivi? Chi è responsabile di cosa?
Il libro racconta sia la storia di una giovane donna che usa un fotografo per trovare un senso di identità, sia la storia di una fotografa che usa una giovane donna per capire meglio l’autorialità fotografica e se stessa. Queste trame intrecciate sono tessute tramite una combinazione di immagini, lettere e appunti; ciò che definisce il dialogo è il riflesso sempre presente di autoconsapevolezza e auto-riflessione. Il risultato è un progetto che non giunge mai a una verità concludente, ma mette in evidenza la natura scivolosa della verità in situazioni in cui potere, responsabilità e controllo sono in costante mutamento.
Nel suo insieme, Agata è un progetto che pone più domande di quante non ne offra risposte, riconoscendo inizialmente l’idea già abusata del fotografo come testimone come una quasi impossibilità, per poi sottoporre tutte le parti coinvolte a una lente d’ingrandimento: fotografo, soggetto, pubblico e, naturalmente, anche il mezzo stesso.
Il design di questo libro è, come la dinamica che mette a fuoco, complesso e in costante mutamento. Il contenuto è disposto in ordine cronologico, ed il libro è rilegato giapponese, con perforazioni sulla piega. Questo lascia al lettore la scelta di aprire le pagine e scoprire una storia nascosta; narratività alternative, versioni di verità che non si adattano perfettamente alla verità presentata originariamente dal fotografo.
Una volta che il lettore decide di aprire una pagina sigillata, non è possibile tornare indietro. In qualche modo, ciò coinvolge il lettore, coinvolgendolo in come la storia multifaccettata viene rappresentata. Come il fotografo e il soggetto, anche il pubblico è costretto a considerare il proprio ruolo in questo triangolo di responsabilità.
Prima edizione (ne esistono due) firmata.

