Georg Herold (1947) - Nietenblatt

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Nietenblatt (2008) di Georg Herold è una serigrafia offset su carta autoadesiva in edizione limitata, raffigura un Akt in stile Moderne, misura 30,3 × 22,8 cm, firmata Handsigniert, numero 300/300, cornice inclusa, proveniente dalla Germania.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Il lavoro di Georg Herold appartiene a un contesto essenziale per la comprensione: la cosiddetta “scheda della fusibilità” come controfigura consapevolmente posta al pezzo singolo auratico. All’interno della struttura della tombola del KJUBH, si subisce il meccanismo di valore classico del sistema dell’arte. Il “Niente” – la scheda – assume una forma, una grafia, una disposizione artistica. Così si sposta l’aspettativa: il premio di consolazione diventa il vero oggetto del desiderio.
Herold reagisce a questo formato con una strategia notevolmente precisa. La rappresentazione – una disegno ridotto, lineare, di un corpo femminile in una posa allungata, quasi ballettica – appare inizialmente intima e casuale. La linea è sobria, controllata, quasi toccata. Allo stesso tempo nasce una chiara presenza corporea. La figura non è sviluppata, ma suggerita; proprio in questo risiede la sua tensione. Il lieve carico erotico – visibile, ma non esposto – resta nello stato di incompiutezza, di schizzi.
È però decisiva la seconda dimensione: l’inquadramento tecnico. La litografia offset su carta adesiva si riferisce consapevolmente alla riproducibilità, alla distribuzione, all’opposto dell’opera d’arte singolare. I cerei graffi laterali e la dicitura tecnica sul margine inferiore («End Time… Separation Black») derivano inequivocabilmente da un processo di stampa o di prepress. Si tratta dell’etichettatura di una separazione cromatica – nello specifico la lastra nera. Con ciò il processo di produzione non è nascosto, ma reso palese.
Questa rivelazione non è un effetto secondario, bensì costitutivo. Herold integra il linguaggio della riproduzione tecnica nella sostanza dell’immagine. Il disegno non appare come un gesto originario, ma come uno stato già attraversato, riprodotto, processato. Il riferimento a “Mies” nel segno di stampa non è casuale: evoca la modernità come progetto di chiarezza e riduzione – e qui viene trasferito nel contesto di un tono neutro di protocollo di produzione.
La tensione nasce proprio da questa sovrapposizione: corporeità e tecnica, intimità e riproduzione, disegno e processo di stampa. Il materiale adesivo aggiunge ulteriore intensità. Trasforma l’opera in potenziale qualcosa di simil-trasportabile, spostabile, quasi funzionale – un’immagine che non è solo da guardare, ma anche da utilizzare.
La numerazione 300/300 segna consapevolmente la fine della tiratura. In un sistema che già funziona con l’uguaglianza, proprio l’ultimo numero acquista una qualità propria: non esclusivo nel senso classico, ma come punto di confine della serie.
All’interno dell’opera di Herold l’opera si integra senza sforzi. Dagli anni ’80 lo interessano meno gli oggetti d’arte autonomi e più le condizioni nelle quali essi nascono e circolano. Linguaggio, materiale, contesto e modalità di produzione assumono lo stesso valore semantico. Lo “Nietenblatt” è per questo un veicolo ideale: è per definizione marginale – e proprio per questo diventa un luogo preciso di riflessione artistica.
L’opera opera quindi su più livelli contemporaneamente: come disegno, come prodotto di stampa, come commento al mondo dell’arte e come ironico ribaltamento del valore e delle aspettative. La sua forza non risiede nell’opulenza formale, ma nella lucidità concettuale e nel contenimento controllato di ciò che solitamente si aspetta da un “capolavoro”.

Il lavoro di Georg Herold appartiene a un contesto essenziale per la comprensione: la cosiddetta “scheda della fusibilità” come controfigura consapevolmente posta al pezzo singolo auratico. All’interno della struttura della tombola del KJUBH, si subisce il meccanismo di valore classico del sistema dell’arte. Il “Niente” – la scheda – assume una forma, una grafia, una disposizione artistica. Così si sposta l’aspettativa: il premio di consolazione diventa il vero oggetto del desiderio.
Herold reagisce a questo formato con una strategia notevolmente precisa. La rappresentazione – una disegno ridotto, lineare, di un corpo femminile in una posa allungata, quasi ballettica – appare inizialmente intima e casuale. La linea è sobria, controllata, quasi toccata. Allo stesso tempo nasce una chiara presenza corporea. La figura non è sviluppata, ma suggerita; proprio in questo risiede la sua tensione. Il lieve carico erotico – visibile, ma non esposto – resta nello stato di incompiutezza, di schizzi.
È però decisiva la seconda dimensione: l’inquadramento tecnico. La litografia offset su carta adesiva si riferisce consapevolmente alla riproducibilità, alla distribuzione, all’opposto dell’opera d’arte singolare. I cerei graffi laterali e la dicitura tecnica sul margine inferiore («End Time… Separation Black») derivano inequivocabilmente da un processo di stampa o di prepress. Si tratta dell’etichettatura di una separazione cromatica – nello specifico la lastra nera. Con ciò il processo di produzione non è nascosto, ma reso palese.
Questa rivelazione non è un effetto secondario, bensì costitutivo. Herold integra il linguaggio della riproduzione tecnica nella sostanza dell’immagine. Il disegno non appare come un gesto originario, ma come uno stato già attraversato, riprodotto, processato. Il riferimento a “Mies” nel segno di stampa non è casuale: evoca la modernità come progetto di chiarezza e riduzione – e qui viene trasferito nel contesto di un tono neutro di protocollo di produzione.
La tensione nasce proprio da questa sovrapposizione: corporeità e tecnica, intimità e riproduzione, disegno e processo di stampa. Il materiale adesivo aggiunge ulteriore intensità. Trasforma l’opera in potenziale qualcosa di simil-trasportabile, spostabile, quasi funzionale – un’immagine che non è solo da guardare, ma anche da utilizzare.
La numerazione 300/300 segna consapevolmente la fine della tiratura. In un sistema che già funziona con l’uguaglianza, proprio l’ultimo numero acquista una qualità propria: non esclusivo nel senso classico, ma come punto di confine della serie.
All’interno dell’opera di Herold l’opera si integra senza sforzi. Dagli anni ’80 lo interessano meno gli oggetti d’arte autonomi e più le condizioni nelle quali essi nascono e circolano. Linguaggio, materiale, contesto e modalità di produzione assumono lo stesso valore semantico. Lo “Nietenblatt” è per questo un veicolo ideale: è per definizione marginale – e proprio per questo diventa un luogo preciso di riflessione artistica.
L’opera opera quindi su più livelli contemporaneamente: come disegno, come prodotto di stampa, come commento al mondo dell’arte e come ironico ribaltamento del valore e delle aspettative. La sua forza non risiede nell’opulenza formale, ma nella lucidità concettuale e nel contenimento controllato di ciò che solitamente si aspetta da un “capolavoro”.

Dettagli

Artista
Georg Herold (1947)
Venduto da
Galleria
Edizione
Edizione limitata
Edition number
300/300
Titolo dell'opera
Nietenblatt
Tecnica
Stampa offset
Firma
Firmato a mano
Paese d’origine
Germania
Anno
2008
Condizione
Buone condizioni
Altezza
30,3 cm
Larghezza
22,8 cm
Raffigurazione/Tematica
Nudo
Stile
Moderno
Periodo
2000-2010
Venduto con cornice
Venduto da
GermaniaVerificato
Nuovo
su Catawiki
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