Baptiste Laurent - Smoking Flowers






Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e un master in management artistico e culturale.
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Baptiste Laurent, Smoking Flowers, originale 2021, acrilico e tecnica mista su carta, 109 × 86 cm, firmato a mano, in buono stato, venduto direttamente dall'artista in Spagna e spedito arrotolato.
Descrizione del venditore
"Smoking Flowers", 109x86cm, XL,
2021 acrilico e posca su carta
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo, una nuova orizzonte, dove
ci avviciniamo alla nostra immaginazione. L’intrigo del cambiamento, un
cristallo senza precedenti, chiede "e adesso?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla voglia di una natura dimenticata. Per riscoprirla, per
rinnovarla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore del
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935 Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico, puro, dotato
di un’energia selvaggia e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente soddisfatto
le sue aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un brano di testo con sfumature profetiche: "In pochi secoli, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, piangerà per la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto quello che
vedo mi ferisce, e mi biasimo implacabilmente per non
aver guardato con abbastanza attenzione.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo conducono a trovare un luogo dove possa ritrovare la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste aprote fa entrare l’aria che oggi non possiamo
più respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambio di paradigma, una possibile
ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
essa è una misura del disordine di un sistema. Identificando
disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali
"Smoking Flowers", 109x86cm, XL,
2021 acrilico e posca su carta
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo, una nuova orizzonte, dove
ci avviciniamo alla nostra immaginazione. L’intrigo del cambiamento, un
cristallo senza precedenti, chiede "e adesso?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla voglia di una natura dimenticata. Per riscoprirla, per
rinnovarla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore del
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935 Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico, puro, dotato
di un’energia selvaggia e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente soddisfatto
le sue aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un brano di testo con sfumature profetiche: "In pochi secoli, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, piangerà per la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto quello che
vedo mi ferisce, e mi biasimo implacabilmente per non
aver guardato con abbastanza attenzione.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo conducono a trovare un luogo dove possa ritrovare la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste aprote fa entrare l’aria che oggi non possiamo
più respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambio di paradigma, una possibile
ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
essa è una misura del disordine di un sistema. Identificando
disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali
