Baptiste Laurent - Boat Cementery Chess





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Baptiste Laurent, opera originale del 2019, Boat Cementery Chess è un acquarello su carta con inchiostro cinese e Posca, 130 x 130 cm, firmato sul retro e raffigura un paesaggio marino in stile Simbolismo.
Descrizione del venditore
"Boat Cementery Chess", 2019 , acquerello, inchiostro cinese, posca su carta, 130x130cm
firmato sul retro, spedito arrotolato
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto presso varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l'Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo supporto tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
(En)tropicos serie/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un
gesto introspettivo, un nuovo orizzonte, dove
approfondiamo la nostra immaginazione. lo smarrimento del cambiamento, un
crash senza precedenti chiede "e adesso?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra aurora, una nuova alba. La costruzione di queste
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla voglia di natura dimenticata. Riscoprirla, riviverla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore della
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì in cerca di un Brasile autentico, dotato di una energia selvatica e una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente adempiuto
alle sue aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un frammento di testo con toni profetici: "Tra pochi secoli, in questo stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, piangerà la scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi rENDO inflessibilmente rimprovero di non aver guardato abbastanza.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo conducono a trovare un luogo dove possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra che Baptiste apre lascia entrare l’aria che non riusciamo più a respirare oggi. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi gesti, propone un cambio di paradigma, una possibile ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici, è una misura del disordine di un sistema. Identificando il disordine, trasformandolo
"Boat Cementery Chess", 2019 , acquerello, inchiostro cinese, posca su carta, 130x130cm
firmato sul retro, spedito arrotolato
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto presso varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l'Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo supporto tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
(En)tropicos serie/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un
gesto introspettivo, un nuovo orizzonte, dove
approfondiamo la nostra immaginazione. lo smarrimento del cambiamento, un
crash senza precedenti chiede "e adesso?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra aurora, una nuova alba. La costruzione di queste
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla voglia di natura dimenticata. Riscoprirla, riviverla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore della
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì in cerca di un Brasile autentico, dotato di una energia selvatica e una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente adempiuto
alle sue aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un frammento di testo con toni profetici: "Tra pochi secoli, in questo stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, piangerà la scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi rENDO inflessibilmente rimprovero di non aver guardato abbastanza.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo conducono a trovare un luogo dove possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra che Baptiste apre lascia entrare l’aria che non riusciamo più a respirare oggi. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi gesti, propone un cambio di paradigma, una possibile ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici, è una misura del disordine di un sistema. Identificando il disordine, trasformandolo

