Emilio Grau Sala (1911-1975) - Interior con figura





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Interior con figura, olio su tavola di Emilio Grau Sala (1911‑1975), Spagna, 1940‑1950, venduto con cornice; 71,5 × 80,5 cm (con cornice).
Descrizione del venditore
EMILIO GRAU SALA (Barcellona, 1911 – 1977).
“Interno con figura”.
Olio su tavola.
Firmato nell’angolo inferiore sinistro.
Misure: 47 x 56 cm; 71,5 x 80,5 cm (cornice).
Grau Sala, esponente insignito della componente più vitalista della Escuela de París, sviluppa in questa scena un’immagine di carattere sensoriale di sorprendente sottigliezza e ricchezza cromatica. La scena è costruita come un gioco formale di contrasti con una donna seduta e vestita di nero, collocata in primo piano su un colorato palcoscenico. L’isolamento emotivo accentua il carattere introspettivo della scena. Eppure, tutto è unito da un’implosione di colore: miríadi di tonalità sovrapposte che non dissolvono le forme, ma, paradossalmente, le valorizzano, conferendo loro un’eleganza eterea.
Grau Sala si formò presso l’École des Beaux-Arts di Barcellona, apprendistato che combinò con una formazione essenzialmente autodidatta. Nel 1930 realizza la sua prima esposizione, nella galleria Badriñas della città condal. All’esplosione della Guerra Civile si trasferisce a Parigi, e nello stesso anno del 1936 ottiene il primo premio Carnegie. Nei venticinque anni in cui rimase nella capitale francese conobbe da vicino le avanguardie, sebbene si orientasse sempre verso una figurazione coloristica, derivata dall’impressionismo e dal Fauvismo. Di fatto, ben presto divenne noto a Parigi come continuatore dello spirito e dei valori impressionisti, direttamente collegati a Bonnard e Vuillard. Il successo del suo stile spinse Grau Sala a dedicarsi anche all’arte grafica e alla scenografia. La grazia e la finezza dei suoi personaggi, la vivacità dei colori e l’atmosfera elegante degli ambienti che raffigurava gli valsero grandi successi e riconoscimenti in tutto il mondo. Ebbe diverse mostre personali, soprattutto a Barcellona e Parigi, ma anche in città come New York, Tolosa, Londra o Los Angeles. Nel 1963 tornò a Barcellona, quando l’impassibile figurativismo della Spagna franchista cominciava a essere contestato da Oteiza, Chillida, Tàpies e dal collettivo “El Paso”. Tuttavia, lui rimase fedele al suo stile, e fino alla sua morte del 1975 lavorò all’interno della sua linea personale, centrata sui temi a lui cari, figure femminili, interni e paesaggi, in un’ambientazione temporale vagamente classica, nostalgica del XIX secolo. Dopo la sua morte, e per oltre un decennio, Grau Sala fu oscurato dalle molte novità che affluivano nella Spagna democratica, ma a partire dagli anni Novanta, il nuovo impulso del collezionismo di livello medio rilanciò Grau Sala, vedendolo come interprete in chiave spagnola dell’impressionismo. Restano opere di Emilio Grau Sala al Museo Nacional de Arte de Cataluña, al Museo de Arte Contemporáneo Esteban Vicente e all’Institut Óscar Domínguez de Arte y Cultura Contemporánea.
Il venditore si racconta
EMILIO GRAU SALA (Barcellona, 1911 – 1977).
“Interno con figura”.
Olio su tavola.
Firmato nell’angolo inferiore sinistro.
Misure: 47 x 56 cm; 71,5 x 80,5 cm (cornice).
Grau Sala, esponente insignito della componente più vitalista della Escuela de París, sviluppa in questa scena un’immagine di carattere sensoriale di sorprendente sottigliezza e ricchezza cromatica. La scena è costruita come un gioco formale di contrasti con una donna seduta e vestita di nero, collocata in primo piano su un colorato palcoscenico. L’isolamento emotivo accentua il carattere introspettivo della scena. Eppure, tutto è unito da un’implosione di colore: miríadi di tonalità sovrapposte che non dissolvono le forme, ma, paradossalmente, le valorizzano, conferendo loro un’eleganza eterea.
Grau Sala si formò presso l’École des Beaux-Arts di Barcellona, apprendistato che combinò con una formazione essenzialmente autodidatta. Nel 1930 realizza la sua prima esposizione, nella galleria Badriñas della città condal. All’esplosione della Guerra Civile si trasferisce a Parigi, e nello stesso anno del 1936 ottiene il primo premio Carnegie. Nei venticinque anni in cui rimase nella capitale francese conobbe da vicino le avanguardie, sebbene si orientasse sempre verso una figurazione coloristica, derivata dall’impressionismo e dal Fauvismo. Di fatto, ben presto divenne noto a Parigi come continuatore dello spirito e dei valori impressionisti, direttamente collegati a Bonnard e Vuillard. Il successo del suo stile spinse Grau Sala a dedicarsi anche all’arte grafica e alla scenografia. La grazia e la finezza dei suoi personaggi, la vivacità dei colori e l’atmosfera elegante degli ambienti che raffigurava gli valsero grandi successi e riconoscimenti in tutto il mondo. Ebbe diverse mostre personali, soprattutto a Barcellona e Parigi, ma anche in città come New York, Tolosa, Londra o Los Angeles. Nel 1963 tornò a Barcellona, quando l’impassibile figurativismo della Spagna franchista cominciava a essere contestato da Oteiza, Chillida, Tàpies e dal collettivo “El Paso”. Tuttavia, lui rimase fedele al suo stile, e fino alla sua morte del 1975 lavorò all’interno della sua linea personale, centrata sui temi a lui cari, figure femminili, interni e paesaggi, in un’ambientazione temporale vagamente classica, nostalgica del XIX secolo. Dopo la sua morte, e per oltre un decennio, Grau Sala fu oscurato dalle molte novità che affluivano nella Spagna democratica, ma a partire dagli anni Novanta, il nuovo impulso del collezionismo di livello medio rilanciò Grau Sala, vedendolo come interprete in chiave spagnola dell’impressionismo. Restano opere di Emilio Grau Sala al Museo Nacional de Arte de Cataluña, al Museo de Arte Contemporáneo Esteban Vicente e all’Institut Óscar Domínguez de Arte y Cultura Contemporánea.

