Stefanie Schneider - Blue House' (29 Palms, CA) - Self Portrait






Oltre 35 anni di esperienza; ex proprietario di galleria e curatore al Museum Folkwang.
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Descrizione del venditore
Blue House' (29 Palms, CA) - Self Portrait - 1998, triptych
Edition 4/25,
38x37cm each, together installed 38 x 125cm with gaps.
Analog C-Prints, hand-printed by the artist, based on the 3 original Polaroids,
mounted on Aluminum with matte UV-Protection.
Artist Inventory #627.10.
Signed on verso.
- This piece has some shrinkage on the edges. Please view the images carefully.
Stefanie Schneider è avant-garde, femminista, resiliente, emotiva, estroversa e trasgressiva. È appassionata, ribelle e profondamente indipendente — guidata dall’istinto, radicata nell’esperienza vissuta, e incerta nell’esprimere la bellezza cruda dell’imperfezione.
Avant-garde:
Si oppone alle convenzioni fotografiche lavorando con pellicole Polaroid scadute, abbracciando l’instabilità chimica come linguaggio visivo. Il suo stile è inequivocabilmente proprio — mescola nostalgia, stati onirici e verità emotiva in qualcosa che sembra sia senza tempo sia urgente.
Femminista:
Il suo lavoro mette al centro voci, corpi e stati dell’essere femminili. Esplora identità, intimità, desiderio e autonomia, offrendo scorci onesti, a volte scomodi, sulla complessità della femminilità senza oggettivarla o romanticizzarla.
Resiliente:
La sua arte è plasmata dal rischio — non solo tecnicamente, ma anche emotivamente. Sceglie un mezzo fragile, instabile, imprevedibile, e tuttavia controlla quella fragilità con precisione. La sua resilienza si mostra in decenni di visione costante, nonostante tendenze o pressioni a conformarsi.
Emotiva:
Le sue immagini pulsano di sentimento — desiderio, solitudine, amore, tensione, speranza. I colori sbiaditi e le figure fantasma non oscurano l’emozione; ne amplificano l’intensità. Non ti dice cosa provare — crea uno spazio dove i tuoi ricordi ed emozioni si incontrano con l’opera.
Estroversa:
Pur esplorando spesso temi di solitudine, il suo lavoro è intrinsecamente sociale. Collabora con modelle, musicisti, attori — attirando le persone nel suo mondo con calore e curiosità. Le sue immagini spesso sembrano una conversazione silenziosa tenuta alla luce del sole e in mezzo alla polvere.
Trasgressiva:
Disdegna la perfezione lucida che domina la fotografia. Al contrario, costruisce un’estetica da ciò che altri potrebbero scartare: errori chimici, perdite di luce, esposizioni sbiadite. Il suo rifiuto di sanificare o spiegare l’imperfezione è silenziosamente radicale.
Passione per l’arte:
La vive. Ogni Polaroid non è solo una foto ma parte di una storia più grande — un film, un ricordo, una vita. La sua devozione ai materiali analogici in un mondo digitale parla di una filosofia più profonda: che il significato non risiede nella velocità o nella chiarezza, ma nella presenza.
Ricerca degli ideali:
Non segue la mappa — la crea. Ogni progetto è costruito attorno all’autenticità, al racconto e a una fiducia nell’istinto. Lavora lentamente, con deliberazione, in allineamento con i suoi valori — e il risultato è un lavoro che perdura.
La sua arte non mostra solo qualcosa — resta con te, come un ricordo che non riesci a collocare, ma di cui in qualche modo ricordi di aver sentito.
Blue House' (29 Palms, CA) - Self Portrait - 1998, triptych
Edition 4/25,
38x37cm each, together installed 38 x 125cm with gaps.
Analog C-Prints, hand-printed by the artist, based on the 3 original Polaroids,
mounted on Aluminum with matte UV-Protection.
Artist Inventory #627.10.
Signed on verso.
- This piece has some shrinkage on the edges. Please view the images carefully.
Stefanie Schneider è avant-garde, femminista, resiliente, emotiva, estroversa e trasgressiva. È appassionata, ribelle e profondamente indipendente — guidata dall’istinto, radicata nell’esperienza vissuta, e incerta nell’esprimere la bellezza cruda dell’imperfezione.
Avant-garde:
Si oppone alle convenzioni fotografiche lavorando con pellicole Polaroid scadute, abbracciando l’instabilità chimica come linguaggio visivo. Il suo stile è inequivocabilmente proprio — mescola nostalgia, stati onirici e verità emotiva in qualcosa che sembra sia senza tempo sia urgente.
Femminista:
Il suo lavoro mette al centro voci, corpi e stati dell’essere femminili. Esplora identità, intimità, desiderio e autonomia, offrendo scorci onesti, a volte scomodi, sulla complessità della femminilità senza oggettivarla o romanticizzarla.
Resiliente:
La sua arte è plasmata dal rischio — non solo tecnicamente, ma anche emotivamente. Sceglie un mezzo fragile, instabile, imprevedibile, e tuttavia controlla quella fragilità con precisione. La sua resilienza si mostra in decenni di visione costante, nonostante tendenze o pressioni a conformarsi.
Emotiva:
Le sue immagini pulsano di sentimento — desiderio, solitudine, amore, tensione, speranza. I colori sbiaditi e le figure fantasma non oscurano l’emozione; ne amplificano l’intensità. Non ti dice cosa provare — crea uno spazio dove i tuoi ricordi ed emozioni si incontrano con l’opera.
Estroversa:
Pur esplorando spesso temi di solitudine, il suo lavoro è intrinsecamente sociale. Collabora con modelle, musicisti, attori — attirando le persone nel suo mondo con calore e curiosità. Le sue immagini spesso sembrano una conversazione silenziosa tenuta alla luce del sole e in mezzo alla polvere.
Trasgressiva:
Disdegna la perfezione lucida che domina la fotografia. Al contrario, costruisce un’estetica da ciò che altri potrebbero scartare: errori chimici, perdite di luce, esposizioni sbiadite. Il suo rifiuto di sanificare o spiegare l’imperfezione è silenziosamente radicale.
Passione per l’arte:
La vive. Ogni Polaroid non è solo una foto ma parte di una storia più grande — un film, un ricordo, una vita. La sua devozione ai materiali analogici in un mondo digitale parla di una filosofia più profonda: che il significato non risiede nella velocità o nella chiarezza, ma nella presenza.
Ricerca degli ideali:
Non segue la mappa — la crea. Ogni progetto è costruito attorno all’autenticità, al racconto e a una fiducia nell’istinto. Lavora lentamente, con deliberazione, in allineamento con i suoi valori — e il risultato è un lavoro che perdura.
La sua arte non mostra solo qualcosa — resta con te, come un ricordo che non riesci a collocare, ma di cui in qualche modo ricordi di aver sentito.
