Baptiste Laurent - Diptyque Starry Mountains






Ha conseguito una laurea in storia dell'arte e ha guidato l'arte moderna e contemporanea del dopoguerra a Bonhams.
10 € | ||
|---|---|---|
9 € | ||
8 € | ||
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 132329 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Diptyque Starry Mountains è una pittura originale ad olio su tela di Baptiste Laurent del 2022, 130 × 194 cm, composta da due tele di 130 × 97 cm, firmata a mano sul retro e spedita arrotolata, origine Spagna.
Descrizione del venditore
"Diptyque Starry Mountains", 130x194cm, 2022 XXXL olio su tela
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Diptyque in 2 pezzi, ciascuno 130x97cm
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo,
un nuovo orizzonte, dove ci
avviciniamo alla nostra immaginazione. Lo sconcerto del cambiamento, un
cristallo di suoni, una richiesta mai sentita prima: "e ora?" (what now?)
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla voglia di natura dimenticata. Per riscoprirla, per
riviverla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore del
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì in cerca di un Brasile autentico e puro,dotato
di un’energia selvaggia e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva in parte soddisfatto
le sue aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un frammento di testo con toni profetici:
"Tra poche centinaia d’anni, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, piangerà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è
sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi biasimo implacabilmente per non aver guardato abbastanza.
Come un viaggiatore, i dipinti (en)tropicali di Baptiste lo
portano a trovare un luogo dove possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che non possiamo più
respirare oggi. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambiamento di paradigma, una possibile
ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
essa è una misura del disordine di un sistema. Identificare
il disordine, trasformarlo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliancerançaise, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavoro creativo collaborativo
con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid,
conduce una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
"Diptyque Starry Mountains", 130x194cm, 2022 XXXL olio su tela
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Diptyque in 2 pezzi, ciascuno 130x97cm
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo,
un nuovo orizzonte, dove ci
avviciniamo alla nostra immaginazione. Lo sconcerto del cambiamento, un
cristallo di suoni, una richiesta mai sentita prima: "e ora?" (what now?)
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla voglia di natura dimenticata. Per riscoprirla, per
riviverla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore del
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì in cerca di un Brasile autentico e puro,dotato
di un’energia selvaggia e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva in parte soddisfatto
le sue aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un frammento di testo con toni profetici:
"Tra poche centinaia d’anni, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, piangerà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è
sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi biasimo implacabilmente per non aver guardato abbastanza.
Come un viaggiatore, i dipinti (en)tropicali di Baptiste lo
portano a trovare un luogo dove possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che non possiamo più
respirare oggi. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambiamento di paradigma, una possibile
ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
essa è una misura del disordine di un sistema. Identificare
il disordine, trasformarlo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français de Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliancerançaise, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavoro creativo collaborativo
con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid,
conduce una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
