Malawi King - Sans titre "England"






Oltre 35 anni di esperienza; ex proprietario di galleria e curatore al Museum Folkwang.
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Descrizione del venditore
William Malawi è nato in Kenya e vive negli Stati Uniti in Pennsylvania. Scopre la fotografia molto giovane e si familiarizza con quest’arte forgian-do uno stile personale e prendendo in prestito attrezzature dagli amici. Non appena può acquisire il proprio materiale, approfondisce lo sguardo e la percezione del suo ambiente affermando uno stile molto personale e colorato nelle sue foto.
Per William Malawi, il continente africano è magnifico e molteplice nella sua diversità ma resta ancora un enorme serbatoio di artisti che hanno molto da dare, molte storie da raccontare. L’educazione deve essere la piattaforma di un nuovo slancio per questi artisti che devono anche poter contare sull’esperienza di altri artisti riconosciuti. Man mano che invecchia e acquista fama, si è promesso di incoraggiare i giovani artisti per guidarli, aiutarli a realizzare le loro sperimentazioni e dar loro una possibilità.
Anche se non si considera un artista queer a tutti gli effetti, il suo universo e il suo approccio si nutrono di questa cultura. William Malawi rifiuta ogni società compartimentata, differenziata in base alla razza, alle origini o all’orientamento sessuale. Il suo lavoro permette di esprimere i propri pensieri profondi e la sua ispirazione deriva dalle sue esperienze lungo tutta la vita. Ad esempio questa idea ricevuta, a cui si oppose nelle nostre culture quando si sostiene che i ragazzi non piangono. È tanto assurdo quanto ingiusto e spesso drammatico... tutto il mondo ha sentimenti, qualunque sia la sua identità o il suo stile di vita. Negare la sensibilità di un individuo è per lui un abominio.
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Le sue foto possono suscitare risate, rabbia o confusione, ma rimangono un legame potente con la sua comunità. Conferiscono umorismo e quel pizzico di anima per stabilire una connessione più fluida e muovere i confini dello sguardo semplice. Per William Malawi ogni essere umano non può essere limitato al proprio sesso, al proprio colore o ad altre caratteristiche e le sue foto mirano a eliminare gli ostacoli che oppongono gli uni agli altri. Nelle foto di William Malawi il colore domina, vibra al servizio di una mise en scène molto codificata. È una sinfonia esplosiva.
Allo stesso tempo stilista, costumista e fotografo, scenarizza le sue opere con un’economia di mezzi e di gestualità che non toglie nulla alla forza del discorso. I suoi personaggi sono tutti presentati frontalmente, di fronte a un obiettivo che si appropria di ogni dettaglio dell’abbigliamento e di ogni espressione corporea. Nonostante ciò nulla è statico e si percepisce in ciascuno di questi ritratti a figura intera una prizes attractivité, gioiosa, calorosa e positiva.
A 24 anni, questo artista ormai affermato ad Atlanta, mostra una maturità eccezionale. Anche se autodidatta e senza riferimenti precedenti, costruisce un universo fotografico dove la derisione non si discosta da una critica aspra delle nostre società. Tra il conformismo delle società africane e il neo-conservatismo americano celebrato durante l’era Trump c’è poca differenza. Il suo lavoro è una denuncia del numero di suicidi tra i giovani provocati da un puritanesimo esasperato e da un culto della virilità anacronistica in alcune fasce della società. Ingannevolmente distorcendo i codici e incorporando nelle sue foto oggetti e accessori quotidiani, il suo universo fotografico è una formidabile carica contro i falsi moralisti. La scelta di modelli afro-americani è ancor più liberatoria quanto universale. È un sorriso in filigrana verso un’Africa la cui rinascita passa attraverso nuove percezioni del mondo di oggi.
Nessun dubbio che Malawi King sia una delle grandi sorprese di queste Rencontre Internationales de la Photographie d’Arles. È persino per questo giovane creatore una prima mondiale grazie al sostegno e all’accompagnamento di “Les Enfants Terribles - Paris” che sono stati i primi a scoprire lui nonché alla Galleria Art-Z che mostra una piccola parte del suo lavoro. Anche per la prima volta. Arles non è che una tappa e prima che il suo lavoro sia esposto negli USA, Parigi si vorrà onorare di celebrare l’ascesa di questo giovane creatore fuori dal comune.
Malawi King è rappresentato da “Les Enfants Terribles - Paris”.
Il venditore si racconta
William Malawi è nato in Kenya e vive negli Stati Uniti in Pennsylvania. Scopre la fotografia molto giovane e si familiarizza con quest’arte forgian-do uno stile personale e prendendo in prestito attrezzature dagli amici. Non appena può acquisire il proprio materiale, approfondisce lo sguardo e la percezione del suo ambiente affermando uno stile molto personale e colorato nelle sue foto.
Per William Malawi, il continente africano è magnifico e molteplice nella sua diversità ma resta ancora un enorme serbatoio di artisti che hanno molto da dare, molte storie da raccontare. L’educazione deve essere la piattaforma di un nuovo slancio per questi artisti che devono anche poter contare sull’esperienza di altri artisti riconosciuti. Man mano che invecchia e acquista fama, si è promesso di incoraggiare i giovani artisti per guidarli, aiutarli a realizzare le loro sperimentazioni e dar loro una possibilità.
Anche se non si considera un artista queer a tutti gli effetti, il suo universo e il suo approccio si nutrono di questa cultura. William Malawi rifiuta ogni società compartimentata, differenziata in base alla razza, alle origini o all’orientamento sessuale. Il suo lavoro permette di esprimere i propri pensieri profondi e la sua ispirazione deriva dalle sue esperienze lungo tutta la vita. Ad esempio questa idea ricevuta, a cui si oppose nelle nostre culture quando si sostiene che i ragazzi non piangono. È tanto assurdo quanto ingiusto e spesso drammatico... tutto il mondo ha sentimenti, qualunque sia la sua identità o il suo stile di vita. Negare la sensibilità di un individuo è per lui un abominio.
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Le sue foto possono suscitare risate, rabbia o confusione, ma rimangono un legame potente con la sua comunità. Conferiscono umorismo e quel pizzico di anima per stabilire una connessione più fluida e muovere i confini dello sguardo semplice. Per William Malawi ogni essere umano non può essere limitato al proprio sesso, al proprio colore o ad altre caratteristiche e le sue foto mirano a eliminare gli ostacoli che oppongono gli uni agli altri. Nelle foto di William Malawi il colore domina, vibra al servizio di una mise en scène molto codificata. È una sinfonia esplosiva.
Allo stesso tempo stilista, costumista e fotografo, scenarizza le sue opere con un’economia di mezzi e di gestualità che non toglie nulla alla forza del discorso. I suoi personaggi sono tutti presentati frontalmente, di fronte a un obiettivo che si appropria di ogni dettaglio dell’abbigliamento e di ogni espressione corporea. Nonostante ciò nulla è statico e si percepisce in ciascuno di questi ritratti a figura intera una prizes attractivité, gioiosa, calorosa e positiva.
A 24 anni, questo artista ormai affermato ad Atlanta, mostra una maturità eccezionale. Anche se autodidatta e senza riferimenti precedenti, costruisce un universo fotografico dove la derisione non si discosta da una critica aspra delle nostre società. Tra il conformismo delle società africane e il neo-conservatismo americano celebrato durante l’era Trump c’è poca differenza. Il suo lavoro è una denuncia del numero di suicidi tra i giovani provocati da un puritanesimo esasperato e da un culto della virilità anacronistica in alcune fasce della società. Ingannevolmente distorcendo i codici e incorporando nelle sue foto oggetti e accessori quotidiani, il suo universo fotografico è una formidabile carica contro i falsi moralisti. La scelta di modelli afro-americani è ancor più liberatoria quanto universale. È un sorriso in filigrana verso un’Africa la cui rinascita passa attraverso nuove percezioni del mondo di oggi.
Nessun dubbio che Malawi King sia una delle grandi sorprese di queste Rencontre Internationales de la Photographie d’Arles. È persino per questo giovane creatore una prima mondiale grazie al sostegno e all’accompagnamento di “Les Enfants Terribles - Paris” che sono stati i primi a scoprire lui nonché alla Galleria Art-Z che mostra una piccola parte del suo lavoro. Anche per la prima volta. Arles non è che una tappa e prima che il suo lavoro sia esposto negli USA, Parigi si vorrà onorare di celebrare l’ascesa di questo giovane creatore fuori dal comune.
Malawi King è rappresentato da “Les Enfants Terribles - Paris”.
