R. Chiappini - Jean-Michel Basquiat - 2005





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Jean-Michel Basquiat di R. Chiappini, 1ª edizione, italiano, Skira, Brossura, 196 pagine, 28 x 25 cm, 2005.
Descrizione del venditore
Jean-Michel Basquiat
A cura di Rudy Chiappini
Attraverso i saggi di Achille Bonito Oliva, Henry Geldzahler, Richard D. Marshall, Jeffrey Hoffeld, Bruno Bischofberger, Luciano Caprile, il catalogo delle opere (a cura di Luca Marenzi) e la biografia dell’artista (a cura di Gaia Regazzoni), la monografia, che accompagna la mostra luganese, ripercorre l’intero cammino artistico di questa figura leggendaria definita nel tempo il “Jimi Hendrix dell’arte”, o ancora il “Re Bambino”, permettendo di conoscere in maniera approfondita uno tra i principali protagonisti dell’arte internazionale del Novecento.
Basquiat è stato uno dei pochi artisti emergenti a godere non solo di fama internazionale immediata ma a essere anche repentinamente sollecitato a esporre i propri lavori nelle gallerie più note di New York, e successivamente, nel resto del mondo. Intelligente, curioso, pieno di voglia di vivere, Basquiat rompe con la tradizione e impone la sua verità crudele denunciando i pericoli di una vita moderna: soldi, droga, sesso, adulazione, oppressione e razzismo. Nelle sue opere, l’artista ribelle incorpora ogni sorta di elemento: dai simboli della cultura di massa, ai riferimenti della mitologia jazz, dalla rappresentazione di eroi di colore divenuti famosi nello sport e nella musica, fino agli scheletri e ai teschi ispirati da un’attrazione verso la morte. Le sue creazioni sono una fusione di simboli, scritte e colori. I colori non sono quelli di un quadro su un cavalletto conseguiti con arte appresa; sono i colori della vita, della strada, al tempo stesso accesi e sbiaditi, sovrapposti come i manifesti sui pannelli che lasciano apparire gli strappi.
Il percorso articolato secondo un andamento cronologico propone, attraverso una rigorosa scelta delle opere, una cinquantina di dipinti, una ventina di disegni e le “collaborazioni” eseguite con Andy Warhol e Francesco Clemente, tele commissionate dal mercante d’arte zurighese Bruno Bischofberger diventato gallerista esclusivo di Basquiat fino alla sua scomparsa. Sarà proprio con Warhol che l’artista instaurerà uno dei legami più importanti della sua vita e la scomparsa del maestro della pop art nel 1987 lascerà un vuoto incolmabile nella vita di Basquiat. A completamento del catalogo le fotografie inedite del noto regista luganese Edo Bertoglio, alcune delle quali scattate durante le riprese del film “New York Beat” ribattezzato in seguito “Downtown 81”, in cui Basquiat interpretò il ruolo principale di un’artista diciannovenne ancora sconosciuto che cerca di sopravvivere nella vivace comunità artistico-musicale della Downtown newyorkese di inizio anni Ottanta.
Il volume si presenta in ottime condizioni complessive. Copertina senza difetti. Brossura ben salda. Pagine interne pulite senza pieghe né macchie. Ottima copia da collezione/consultazione.
Jean-Michel Basquiat
A cura di Rudy Chiappini
Attraverso i saggi di Achille Bonito Oliva, Henry Geldzahler, Richard D. Marshall, Jeffrey Hoffeld, Bruno Bischofberger, Luciano Caprile, il catalogo delle opere (a cura di Luca Marenzi) e la biografia dell’artista (a cura di Gaia Regazzoni), la monografia, che accompagna la mostra luganese, ripercorre l’intero cammino artistico di questa figura leggendaria definita nel tempo il “Jimi Hendrix dell’arte”, o ancora il “Re Bambino”, permettendo di conoscere in maniera approfondita uno tra i principali protagonisti dell’arte internazionale del Novecento.
Basquiat è stato uno dei pochi artisti emergenti a godere non solo di fama internazionale immediata ma a essere anche repentinamente sollecitato a esporre i propri lavori nelle gallerie più note di New York, e successivamente, nel resto del mondo. Intelligente, curioso, pieno di voglia di vivere, Basquiat rompe con la tradizione e impone la sua verità crudele denunciando i pericoli di una vita moderna: soldi, droga, sesso, adulazione, oppressione e razzismo. Nelle sue opere, l’artista ribelle incorpora ogni sorta di elemento: dai simboli della cultura di massa, ai riferimenti della mitologia jazz, dalla rappresentazione di eroi di colore divenuti famosi nello sport e nella musica, fino agli scheletri e ai teschi ispirati da un’attrazione verso la morte. Le sue creazioni sono una fusione di simboli, scritte e colori. I colori non sono quelli di un quadro su un cavalletto conseguiti con arte appresa; sono i colori della vita, della strada, al tempo stesso accesi e sbiaditi, sovrapposti come i manifesti sui pannelli che lasciano apparire gli strappi.
Il percorso articolato secondo un andamento cronologico propone, attraverso una rigorosa scelta delle opere, una cinquantina di dipinti, una ventina di disegni e le “collaborazioni” eseguite con Andy Warhol e Francesco Clemente, tele commissionate dal mercante d’arte zurighese Bruno Bischofberger diventato gallerista esclusivo di Basquiat fino alla sua scomparsa. Sarà proprio con Warhol che l’artista instaurerà uno dei legami più importanti della sua vita e la scomparsa del maestro della pop art nel 1987 lascerà un vuoto incolmabile nella vita di Basquiat. A completamento del catalogo le fotografie inedite del noto regista luganese Edo Bertoglio, alcune delle quali scattate durante le riprese del film “New York Beat” ribattezzato in seguito “Downtown 81”, in cui Basquiat interpretò il ruolo principale di un’artista diciannovenne ancora sconosciuto che cerca di sopravvivere nella vivace comunità artistico-musicale della Downtown newyorkese di inizio anni Ottanta.
Il volume si presenta in ottime condizioni complessive. Copertina senza difetti. Brossura ben salda. Pagine interne pulite senza pieghe né macchie. Ottima copia da collezione/consultazione.

