Baptiste Laurent - Explosion verte et jaune





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Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
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Descrizione del venditore
"Explosion verte et jaune", 50x35cm, 2023 acquerello e inchiostro cinese su carta
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo colpiti dall’eccesso. Un
gesto introspettivo, un nuovo orizzonte, dove ci
avviciniamo alla nostra immaginazione. La perplessità del cambiamento, un
cristallino grido chiede “e ora?”
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla volontà di una natura dimenticata. Per ritrovarla, per
riattivarla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore della
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico, puro, dotato
di una wild energy e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente esaudito
le sue aspettative di viaggio. La sua angoscia è
presentata in un brano di testo con toni profetici: "Tra pochecentinaia di anni, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, pianterà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi biasimo implacabilmente per non
aver guardato abbastanza a fondo.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo conducono a trovare un luogo in cui possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che oggi non riusciamo più a respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambiamento di paradigma, una possibile
ecologia. Per gli Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
esso è una misura del disordine di un sistema. Identificando
il disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in diverse istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrazione neo-figurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
"Explosion verte et jaune", 50x35cm, 2023 acquerello e inchiostro cinese su carta
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo colpiti dall’eccesso. Un
gesto introspettivo, un nuovo orizzonte, dove ci
avviciniamo alla nostra immaginazione. La perplessità del cambiamento, un
cristallino grido chiede “e ora?”
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
dalla volontà di una natura dimenticata. Per ritrovarla, per
riattivarla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore della
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico, puro, dotato
di una wild energy e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente esaudito
le sue aspettative di viaggio. La sua angoscia è
presentata in un brano di testo con toni profetici: "Tra pochecentinaia di anni, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, pianterà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi biasimo implacabilmente per non
aver guardato abbastanza a fondo.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo conducono a trovare un luogo in cui possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che oggi non riusciamo più a respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambiamento di paradigma, una possibile
ecologia. Per gli Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
esso è una misura del disordine di un sistema. Identificando
il disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in diverse istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrazione neo-figurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
