Baptiste Laurent - Jambes assises






Ha studiato Storia dell'Arte all'École du Louvre e si è specializzata in arte contemporanea da oltre 25 anni.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 133284 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Baptiste Laurent, Jambes assises, 2023, originale, acquarello e China ink su carta, 50 × 35 cm, firmato sul retro, in buone condizioni, Spagna, 500 g, venduto da Galería.
Descrizione del venditore
"Jambes assises", 50x35cm, 2023 acquerello e china su carta
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo, una nuova horizonte, dove
ci avviciniamo alla nostra immaginazione. L’apprensione del cambiamento, un
crXèdo inedito chiede "cosa ora?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dall’esigenza di rinnovare il paesaggio,
dalla volontà di una natura dimenticata. Riscoprirla, riattivarla.
Lo stimolo per questa symbiosis si può trovare nella
storia dell’antropologo e fondatore della
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico, puro, dotato
di un’energia selvaggia e una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente adempiuto
tutte le aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un frammento di testo con toni profetici: "Tra pochi secoli, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato quanto me, piangerà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi svergogno implacabilmente di non aver guardato abbastanza attentamente.
Come un viaggiatore, i telai en(tropici) di Baptiste lo portano a trovare un luogo dove possa ridiscovere la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che oggi non possiamo più
respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambio di paradigma, una possibile
ecologia. Per gli anziani, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
essa è una misura del disordine di un sistema. Identificando
il disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in diverse istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
"Jambes assises", 50x35cm, 2023 acquerello e china su carta
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Qualche mese fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo, una nuova horizonte, dove
ci avviciniamo alla nostra immaginazione. L’apprensione del cambiamento, un
crXèdo inedito chiede "cosa ora?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di questi
dipinti nasce dall’esigenza di rinnovare il paesaggio,
dalla volontà di una natura dimenticata. Riscoprirla, riattivarla.
Lo stimolo per questa symbiosis si può trovare nella
storia dell’antropologo e fondatore della
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935, Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico, puro, dotato
di un’energia selvaggia e una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente adempiuto
tutte le aspettative del viaggio. La sua angoscia è
presentata in un frammento di testo con toni profetici: "Tra pochi secoli, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato quanto me, piangerà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce, e mi svergogno implacabilmente di non aver guardato abbastanza attentamente.
Come un viaggiatore, i telai en(tropici) di Baptiste lo portano a trovare un luogo dove possa ridiscovere la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che oggi non possiamo più
respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gesti, propone un cambio di paradigma, una possibile
ecologia. Per gli anziani, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
essa è una misura del disordine di un sistema. Identificando
il disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esposto in diverse istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo medium tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, guida una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali.
