Magnifica cagna Kongo - Kongo (Senza prezzo di riserva)





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Magnifique chiene Kongo, riproduzione nkisi di origine Kongo, 4 kg, 45 cm di altezza, 22 cm di larghezza, 14 cm di profondità, ottimo stato, senza supporto.
Descrizione del venditore
Tra i Kongo, i minkisi (sing. nkisi) costituiscono probabilmente la più ampia categoria di spiriti. Essa ha dato origine fino ad oggi a una produzione di moltissime sculture che sono veri e propri « oggetti-forza » destinati ad agire sul mondo e su tutti gli esseri che lo popolano. Gli minkisi antropomorfi ne costituiscono solo una frazione, senza dubbio la più nota, poiché hanno attirato nel corso del tempo l’interesse degli etnografi e dei collezionisti. Se sono scolpiti da artisti, non verranno sacralizzati, plasmati, « armati » di sostanze magiche e manipolati solo da specialisti del rituale che si chiama nganga. Essi sono socialmente riconosciuti nella cultura kongo come utili. Essi rispondono alle diverse richieste di individui che si sentono afflitti o minacciati da spiriti maligni. Ad esempio, un nganga utilizzerà i suoi minkisi per restituire al cacciatore successo nella caccia, per trovare e neutralizzare un incantatore che minaccia la vita del suo cliente oppure per proteggere un villaggio dai furti e dalle aggressioni. Alcuni servono a risolvere conflitti tra persone, tra famiglie o tra clan. Tra tutti i tipi di minkisi, i minkisi nkondi sono riconosciuti come gli oggetti-forza più aggressivi, utilizzabili per attacchi violenti potenzialmente capaci di provocare la morte. Hanno come segno distintivo un braccio che brandisce un coltello o una lancia. I numerosi chiodi che ricoprono la superficie di questi oggetti non avevano a che fare con il male che si voleva infliggere alle loro vittime, ma con il dolore che si voleva infliggere allo spirito del nkisi affinché si irritasse e iniziasse a inseguire e perseguitare la vittima designata! Durante il rituale di invocazione dello spirito, il nganga poteva anche gettare acqua di vita o polvere da sparo agli occhi della figura per irritarlo ulteriormente e anche insultarlo. Le sostanze magiche più importanti, i cui aspetti simbolici si riferiscono alle qualità dello spirito, sono incapsulate dietro uno specchio sull’addome. Gli specchi, come l’argilla bianca o l’apertura di alcuni gusci marini, rimandano al mondo degli antenati, mondo virtuale sotto la superficie dell’acqua, inverso del mondo dei vivi.
Tra i Kongo, i minkisi (sing. nkisi) costituiscono probabilmente la più ampia categoria di spiriti. Essa ha dato origine fino ad oggi a una produzione di moltissime sculture che sono veri e propri « oggetti-forza » destinati ad agire sul mondo e su tutti gli esseri che lo popolano. Gli minkisi antropomorfi ne costituiscono solo una frazione, senza dubbio la più nota, poiché hanno attirato nel corso del tempo l’interesse degli etnografi e dei collezionisti. Se sono scolpiti da artisti, non verranno sacralizzati, plasmati, « armati » di sostanze magiche e manipolati solo da specialisti del rituale che si chiama nganga. Essi sono socialmente riconosciuti nella cultura kongo come utili. Essi rispondono alle diverse richieste di individui che si sentono afflitti o minacciati da spiriti maligni. Ad esempio, un nganga utilizzerà i suoi minkisi per restituire al cacciatore successo nella caccia, per trovare e neutralizzare un incantatore che minaccia la vita del suo cliente oppure per proteggere un villaggio dai furti e dalle aggressioni. Alcuni servono a risolvere conflitti tra persone, tra famiglie o tra clan. Tra tutti i tipi di minkisi, i minkisi nkondi sono riconosciuti come gli oggetti-forza più aggressivi, utilizzabili per attacchi violenti potenzialmente capaci di provocare la morte. Hanno come segno distintivo un braccio che brandisce un coltello o una lancia. I numerosi chiodi che ricoprono la superficie di questi oggetti non avevano a che fare con il male che si voleva infliggere alle loro vittime, ma con il dolore che si voleva infliggere allo spirito del nkisi affinché si irritasse e iniziasse a inseguire e perseguitare la vittima designata! Durante il rituale di invocazione dello spirito, il nganga poteva anche gettare acqua di vita o polvere da sparo agli occhi della figura per irritarlo ulteriormente e anche insultarlo. Le sostanze magiche più importanti, i cui aspetti simbolici si riferiscono alle qualità dello spirito, sono incapsulate dietro uno specchio sull’addome. Gli specchi, come l’argilla bianca o l’apertura di alcuni gusci marini, rimandano al mondo degli antenati, mondo virtuale sotto la superficie dell’acqua, inverso del mondo dei vivi.

