Baptiste Laurent - Welcome to the Circus

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Giulia Resti
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Baptiste Laurent dipinto ad olio su tela intitolato “Welcome to the Circus” (Originale, 2024), dimensioni 250 x 180 cm, firmato sul retro, venduto non TAPPATO e spedito arrotolato dalla Spagna, tema contemporaneo di cultura pop.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

"Benvenuto al Circo", 250x180cm XXXL, olio su tela, 2024
Firmato sul retro. Venduto senza cornice, spedito arrotolato.

Bio/
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e a Parigi.
Si è esibito in diverse istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l'Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo mezzo tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato forme di lavoro creativo collaborativo
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, dirige una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali

WELCOME TO THE CIRCUS / 2024-2025
Stéphane Mallarmé: “L'uomo può essere democratico; l'artista si divide in due e deve rimanere aristocratico.”
Questa mostra riunisce l'ultimo progetto artistico di Baptiste Laurent (Nantes, 1980), che vive in Spagna da oltre quindici anni, rivelando la tragedia imposta al termine della celebrazione dell'ordine internazionale.
Laurent cerca di rivitalizzare la sua pittura declinando le sue radici e incorporando simboli locali della cultura spagnola, come l'universo delle ossa proveniente dalla Conquista dell'America Latina e dalla pittura andalusa. Nell'intimo confronto interno del suo processo creativo, confronta criticamente la sua pittura con la caccia, la guerra e l'identità nazionale francese nel contesto europeo e internazionale, che qui assumono il ruolo di protagonisti.
Attraverso la metafora del circo, del calcio, delle giostre e dei parchi divertimenti, l'artista caricatura ironicamente lo spettacolo, trasformando cultura, politica e costruzione dell'identità nazionale in un carnevale.
Il trionfo dei social media, la frivolezza della vita democratica e la trivializzazione dell'arte e della letteratura hanno trasformato l'esperienza culturale in un bisogno ineludibile di intrattenimento. Legittima il popolare cercando al contempo un ideale plastico e intellettuale in grado di esprimere le più alte emozioni e sentimenti umani, in risonanza con la mitologia dei sogni, dove passato, presente e futuro si fondono di fronte all'inarrestabile svolgimento della tragedia internazionale delle guerre e della memoria coloniale che circondano l'Occidente.
Collegando il proprio lavoro al mondo della sua infanzia, reinventa i miti del Far West e del nobile selvaggio per esplorare un'idea senza nome, dove le maschere imprimono un sentimento drammatico sulla storia e dove i sogni di gloria sono traditi. Dalle profondità del suo essere e dai ricordi d'infanzia, riorganizza la dimensione di corpi, animali e oggetti, conferendo alle miniature una grandezza teatrale e sproporzionata.
La sua capacità immaginativa infonde nello spettacolo del paesaggio contemporaneo un mistero nel corso della storia, riaffermando la costruzione dei ruoli di genere e trasformando il passato individuale in un'esperienza collettiva, permeata dalle sue preoccupazioni maschili. La teatralità delle sue grandi pitture lo trasporta in deliri mistici, dove esprime la sua poesia in armonia con le sue preoccupazioni sociali.
Mescolando elementi contrapposti, tesse legami tra il suo mondo intimo e il mondo contemporaneo attraverso figurazione simbolica, la versatilità dei canoni, pennellate singolari, la gestualità delle forme, la mescolanza di tecniche ( disegno, pittura e scultura ), l'uso libero del colore, l'umorismo, il grottesco e la riappropriazione del proprio universo immaginario. Baptiste Laurent dipinge come vuole: è un bisogno fondamentale. La sua pittura trascende l'ordine classico della rappresentazione trascendentale e canonica delle norme, oscillando tra tristezza e gioia, risvegliando l'empatia dello spettatore.

"Benvenuto al Circo", 250x180cm XXXL, olio su tela, 2024
Firmato sul retro. Venduto senza cornice, spedito arrotolato.

Bio/
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e a Parigi.
Si è esibito in diverse istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l'Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo mezzo tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato forme di lavoro creativo collaborativo
con altri artisti visivi e autori letterari.
In quanto artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica
e astrazione espressionista.
Fondatore dello studio condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, dirige una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali

WELCOME TO THE CIRCUS / 2024-2025
Stéphane Mallarmé: “L'uomo può essere democratico; l'artista si divide in due e deve rimanere aristocratico.”
Questa mostra riunisce l'ultimo progetto artistico di Baptiste Laurent (Nantes, 1980), che vive in Spagna da oltre quindici anni, rivelando la tragedia imposta al termine della celebrazione dell'ordine internazionale.
Laurent cerca di rivitalizzare la sua pittura declinando le sue radici e incorporando simboli locali della cultura spagnola, come l'universo delle ossa proveniente dalla Conquista dell'America Latina e dalla pittura andalusa. Nell'intimo confronto interno del suo processo creativo, confronta criticamente la sua pittura con la caccia, la guerra e l'identità nazionale francese nel contesto europeo e internazionale, che qui assumono il ruolo di protagonisti.
Attraverso la metafora del circo, del calcio, delle giostre e dei parchi divertimenti, l'artista caricatura ironicamente lo spettacolo, trasformando cultura, politica e costruzione dell'identità nazionale in un carnevale.
Il trionfo dei social media, la frivolezza della vita democratica e la trivializzazione dell'arte e della letteratura hanno trasformato l'esperienza culturale in un bisogno ineludibile di intrattenimento. Legittima il popolare cercando al contempo un ideale plastico e intellettuale in grado di esprimere le più alte emozioni e sentimenti umani, in risonanza con la mitologia dei sogni, dove passato, presente e futuro si fondono di fronte all'inarrestabile svolgimento della tragedia internazionale delle guerre e della memoria coloniale che circondano l'Occidente.
Collegando il proprio lavoro al mondo della sua infanzia, reinventa i miti del Far West e del nobile selvaggio per esplorare un'idea senza nome, dove le maschere imprimono un sentimento drammatico sulla storia e dove i sogni di gloria sono traditi. Dalle profondità del suo essere e dai ricordi d'infanzia, riorganizza la dimensione di corpi, animali e oggetti, conferendo alle miniature una grandezza teatrale e sproporzionata.
La sua capacità immaginativa infonde nello spettacolo del paesaggio contemporaneo un mistero nel corso della storia, riaffermando la costruzione dei ruoli di genere e trasformando il passato individuale in un'esperienza collettiva, permeata dalle sue preoccupazioni maschili. La teatralità delle sue grandi pitture lo trasporta in deliri mistici, dove esprime la sua poesia in armonia con le sue preoccupazioni sociali.
Mescolando elementi contrapposti, tesse legami tra il suo mondo intimo e il mondo contemporaneo attraverso figurazione simbolica, la versatilità dei canoni, pennellate singolari, la gestualità delle forme, la mescolanza di tecniche ( disegno, pittura e scultura ), l'uso libero del colore, l'umorismo, il grottesco e la riappropriazione del proprio universo immaginario. Baptiste Laurent dipinge come vuole: è un bisogno fondamentale. La sua pittura trascende l'ordine classico della rappresentazione trascendentale e canonica delle norme, oscillando tra tristezza e gioia, risvegliando l'empatia dello spettatore.

Dettagli

Artista
Baptiste Laurent
Edizione
Originale
Venduto da
Galleria
Venduto con cornice
No
Titolo dell'opera
Welcome to the Circus
Tecnica
Pittura a olio
Firma
Firmato a mano, Non firmato
Paese d’origine
Spagna
Anno
2024
Condizione
Eccellenti condizioni
Colore
Arancione, Blu, Giallo, Multicolore, Verde
Altezza
250 cm
Larghezza
180 cm
Peso
15 kg
Raffigurazione/Tematica
Cultura pop
Stile
Contemporaneo
Periodo
2020+
Venduto da
SpagnaVerificato
36
Oggetti venduti
100%
pro

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