Homère / Henri Motte - Iliade - 1880





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Iliade d’Homère, con 24 grandi composizioni di Henri Motte, traduzione di Émile Pessonneaux
L’Iliade della Maison Quantin è una delle edizioni illustrate francesi più eleganti di questo testo fondante della letteratura occidentale. Il testo è quello della traduzione in prosa di Émile Pessonneaux, ellenista e traduttore di riferimento del XIX secolo, noto anche per le sue versioni di Aristofane e di Sofocle. L’opera è arricchita da 24 composizioni fuori testo, riprodotte in eliografia secondo le opere dell’illustratore, protette da serpi, una per canto dell’epopea. La tecnica di riproduzione utilizzata – l’eliografia, procedimento fotomeccanico di alta qualità allora in piena espansione – garantisce una fedeltà notevole alle composizioni originali.
L’illustratore, Henri-Paul Motte (Parigi, 15 dicembre 1846 – Bourg-la-Reine, 25 marzo 1922), è un pittore e architetto-dominatore d’arredamento formato all’École des Beaux-Arts di Parigi, allievo del grande orientalista Jean-Léon Gérôme, dal quale eredita la passione per la precisione archeologica, la mise en scène teatrale e la luce mediterranea. Dopo un inizio di carriera notato al Salone del 1874 con Il Cavallo di Troia – grande tela acquisita dal Wadsworth Atheneum – e soggetti antichi e mitologici trattati in uno stile accademico curato (La Pizia, 1875; Circe e i compagni di Ulisse, 1879; Il passaggio del Rodano da parte di Annibale, 1878), Motte si dedica a partire dal 1880 all’illustrazione del grande libro omerico. Le sue composizioni per l’Iliade formano un ciclo di tavole a piena pagina di grande coerenza stilistica, restituendo con forza e rigore le scene cardine dell’epopea – le assemblee degli dei sull’Olimpo, i duelli eroici, la morte di Patroclo, i funerali di Ettore –, in uno spirito molto vicino alla pittura di storia accademica contemporanea. Proprio in quell’anno 1880 riceve una medaglia di 3a classe al Salone per Cesare si annoia. Nel 1892 sarà nominato Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore e riceverà una medaglia di bronzo all’Esposizione universale del 1900.
Questa edizione è conservata tra l’altro nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York.
Senza data (circa 1880), grande in-4° (circa 21 × 29 cm), di IV-356 pagine, in fogli o legato sotto copertina dell’editore, non rifilato. Copertina consumata e macchiata, con diverse lacerazioni, soprattutto lungo le cerniere, dorso rotto con mancanze. Maldorature sparse, principalmente sulle tavole a serpente e sulle pagine circostanti.
Iliade d’Homère, con 24 grandi composizioni di Henri Motte, traduzione di Émile Pessonneaux
L’Iliade della Maison Quantin è una delle edizioni illustrate francesi più eleganti di questo testo fondante della letteratura occidentale. Il testo è quello della traduzione in prosa di Émile Pessonneaux, ellenista e traduttore di riferimento del XIX secolo, noto anche per le sue versioni di Aristofane e di Sofocle. L’opera è arricchita da 24 composizioni fuori testo, riprodotte in eliografia secondo le opere dell’illustratore, protette da serpi, una per canto dell’epopea. La tecnica di riproduzione utilizzata – l’eliografia, procedimento fotomeccanico di alta qualità allora in piena espansione – garantisce una fedeltà notevole alle composizioni originali.
L’illustratore, Henri-Paul Motte (Parigi, 15 dicembre 1846 – Bourg-la-Reine, 25 marzo 1922), è un pittore e architetto-dominatore d’arredamento formato all’École des Beaux-Arts di Parigi, allievo del grande orientalista Jean-Léon Gérôme, dal quale eredita la passione per la precisione archeologica, la mise en scène teatrale e la luce mediterranea. Dopo un inizio di carriera notato al Salone del 1874 con Il Cavallo di Troia – grande tela acquisita dal Wadsworth Atheneum – e soggetti antichi e mitologici trattati in uno stile accademico curato (La Pizia, 1875; Circe e i compagni di Ulisse, 1879; Il passaggio del Rodano da parte di Annibale, 1878), Motte si dedica a partire dal 1880 all’illustrazione del grande libro omerico. Le sue composizioni per l’Iliade formano un ciclo di tavole a piena pagina di grande coerenza stilistica, restituendo con forza e rigore le scene cardine dell’epopea – le assemblee degli dei sull’Olimpo, i duelli eroici, la morte di Patroclo, i funerali di Ettore –, in uno spirito molto vicino alla pittura di storia accademica contemporanea. Proprio in quell’anno 1880 riceve una medaglia di 3a classe al Salone per Cesare si annoia. Nel 1892 sarà nominato Cavaliere dell’Ordine della Legion d’Onore e riceverà una medaglia di bronzo all’Esposizione universale del 1900.
Questa edizione è conservata tra l’altro nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York.
Senza data (circa 1880), grande in-4° (circa 21 × 29 cm), di IV-356 pagine, in fogli o legato sotto copertina dell’editore, non rifilato. Copertina consumata e macchiata, con diverse lacerazioni, soprattutto lungo le cerniere, dorso rotto con mancanze. Maldorature sparse, principalmente sulle tavole a serpente e sulle pagine circostanti.

