Baptiste Laurent - Avatar tree





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Baptiste Laurent, Avatar tree, un dipinto acrilico originale su tela, 99 × 150 cm, firmato a mano, proveniente dalla Spagna, in buone condizioni, datato 2018, parte della serie (En)tropicos.
Descrizione del venditore
"Albero Avatar", XXL, 99x150cm, 2018 acrilico e pigmenti su tela
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Alcuni mesi fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo, un nuovo orizzonte, dove
ci avviciniamo alla nostra immaginazione. L’imbarazzo del cambiamento, un
pianto senza precedenti chiede "e ora?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di queste
pitture nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
da un desiderio di natura dimenticata. Riscoprirla, ri
vivificarla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore del
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935 Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico e puro, dotato
di una energia selvaggia e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente soddisfatto
le sue aspettative del viaggio. La sua angoscia viene
presentata in un frammento di testo con toni profetici: "Fra qualche centinaio di anni, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, rimpiangerà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce e mi riprimo implacabilmente di non
aver guardato abbastanza.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo
portano a trovare un luogo dove possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che oggi non riusciamo più a respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gestI, propone un shift di paradigma, una possibile
ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
è una misura del disordine di un sistema. Identificando
il disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esibito in varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo mezzo tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore del loft condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, conduce una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali
"Albero Avatar", XXL, 99x150cm, 2018 acrilico e pigmenti su tela
Firmato sul retro, spedito arrotolato.
Serie (En)tropicos/
I giorni si ripetono. Alcuni mesi fa abbiamo vissuto
un momento atipico. Il nostro spazio è piccolo e
il tempo è lungo. Siamo stati sopraffatti dalla mancanza di tempo,
ma ora siamo sorpresi dall’eccesso. Un gesto introspettivo, un nuovo orizzonte, dove
ci avviciniamo alla nostra immaginazione. L’imbarazzo del cambiamento, un
pianto senza precedenti chiede "e ora?"
Baptiste usa questo panorama distopico per creare
un’altra alba, una nuova alba. La costruzione di queste
pitture nasce dal bisogno di rinnovare il paesaggio,
da un desiderio di natura dimenticata. Riscoprirla, ri
vivificarla.
Lo stimolo per questa simbiosi si trova nella
storia dell’antropologo e fondatore del
strutturalismo, Claude Lévi-Strauss: nel 1935 Lévi-Strauss
partì alla ricerca di un Brasile autentico e puro, dotato
di una energia selvaggia e di una natura singolare.
L’autore di "Tristes Tropiques" aveva parzialmente soddisfatto
le sue aspettative del viaggio. La sua angoscia viene
presentata in un frammento di testo con toni profetici: "Fra qualche centinaio di anni, nello stesso luogo,
un altro viaggiatore, disperato come me, rimpiangerà la
scomparsa di ciò che avrei potuto vedere e che mi è sfuggito". Vittima di una doppia malattia, tutto ciò che vedo mi ferisce e mi riprimo implacabilmente di non
aver guardato abbastanza.
Come un viaggiatore, le tele (en)tropicali di Baptiste lo
portano a trovare un luogo dove possa riscoprire la sua vitalità.
Forse queste specie non esistono, forse questi
paesaggi idilliaci non sono mai esistiti. Ma la finestra
che Baptiste apre lascia entrare l’aria che oggi non riusciamo più a respirare. Baptiste ci offre una utopia; attraverso i suoi
gestI, propone un shift di paradigma, una possibile
ecologia. Per i Greci, la parola entropia aveva due
significati: evoluzione e trasformazione. Per i fisici,
è una misura del disordine di un sistema. Identificando
il disordine, trasformandolo
Baptiste Laurent (1980, Nantes) è un artista visivo che vive e lavora
a Madrid e Parigi.
Ha esibito in varie istituzioni artistiche e culturali,
tra cui l’Institut français di Madrid, Le Palais de Tokyo, Galeria
La Caja, Esquina Nua, Espacio Seara, Gazzambo Gallery, Alliance
française, Museo Nacional de Antropología, Galeria FL.
Il suo mezzo tradizionale è la pittura, ma lavora anche in scultura
e sviluppa progetti con una forte componente letteraria, sociale e
antropologica.
Nelle sue ultime pubblicazioni ed esposizioni, "Conversaciones y
puñetazos", "Mauvaises Tournures", "Bajo el Mismo Mar" e "Exit",
ha ripetutamente sperimentato con lavori creativi collaborativi
con altri artisti visivi e autori letterari.
Come artista anti-accademico ed eclettico, gli piace sincretizzare
stili pittorici, oscillando tra narrativa neo-figurativa, pittura grafica e astrazione espressionista.
Fondatore del loft condiviso 'Latolier' nel quartiere Usera di Madrid, conduce una dinamica comunità di artisti visivi spagnoli e internazionali

