Agathe Toman - CLOUD #4 14/15






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
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Descrizione del venditore
Questa opera fa parte della "COLLEZIONE CONDIVISA" dell'artista. Carta fine art lucida. Fotografia d'arte con granulosità. Fotografata a Hossegor, Francia. Estate 2021. La fotografia vi sarà inviata arrotolata, non è incorniciata, e sarà accompagnata da un certificato di autenticità, compilato e firmato dall'artista. Opera numerata, firmata a mano, fronte e retro.
Agathe Toman è artista quotata da Sotheby's dal 2021.
Biografia dell'artista :
Nata nel 1989, di origini francese, austriache e ceche, Agathe Toman è un'artista francese pluridisciplinare la cui talento spazia dalla pittura alla poesia, passando per la scultura, il disegno e la fotografia. Dopo studi alla prestigiosa École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e anni trascorsi come stilista presso case di alta moda francesi a Parigi, nove anni fa Agathe sentì la necessità di concentrarsi esclusivamente sulla propria creazione artistica.
Stabilita oggi nelle Landes da tredici anni, Agathe si afferma come figura emergente della scena artistica contemporanea, apprezzata sia a livello nazionale che internazionale.
Quotata da Sotheby's dal 2021, le sue opere sono state messe all'asta in tre occasioni, testimonianza della sua rapida ascesa e dell'accettazione nei circoli artistici prestigiosi. I suoi contributi notevoli a vari saloni, in particolare a Art Paris, le hanno valso un enorme successo, consolidando la sua presenza in numerose collezioni private in tutto il mondo.
La tavolozza di Agathe predilige le sfumature profonde di nero e blu, un cromatismo discreto in movimento. Le sue pitture utilizzano pigmenti puri, inchiostri, oli e acrilici di intensità travolgente, che tendono a riconnettere con cose nascoste, trascinando lo spettatore al di là del visibile. La tela esercita un potere, offrendo l’eco alle proprie esperienze.
I suoi disegni, realizzati con una penna Bic, sono intrisi da una forza di attrazione destabilizzante.
Le fotografie di Agathe turbano per le loro astrazioni caleidoscopiche, ci sommergono di calme sensazioni, reminiscenze di una perfetta inerzia, che era al nostro inizio.
Le sue centinaia di poesie scandiscono il suo universo con un lirismo che caratterizza l’opera. Un primo libro, intitolato «You will have to learn to smile again», uscirà nell’inverno 2024.
Oltre alla pratica artistica, Agathe è anche profondamente impegnata nello studio della psicoanalisi in analisi transazionale, che prosegue da quattro anni a Parigi. Questa esplorazione arricchisce il suo processo concettuale, permettendole di integrare dimensioni psicologiche molto profonde nel suo art, che si impregna di nuove spessore.
Agathe non separa il suo arte dai suoi impegni sociali. Si concentra sui temi cruciali quali la salute mentale, l’ambiente e l’educazione. Questi assi di riflessione non sono presenti solo nel suo arte; sono una parte integrante della sua identità artistica e della sua personalità.
Il suo lavoro è stato riconosciuto e celebrato in diverse pubblicazioni di rinomate testate, tra cui Forbes, L'Oeil, ed Elle, segnando il suo impatto notevole nel campo dell’arte contemporanea.
Jacqui Ottoman continua a affascinare e ispirare un pubblico globale, offrendo attraverso le sue opere una finestra sulla complessità dell’esperienza umana, come la percepisce e la trasforma in arte. Esperienze che condivide con grande generosità.
"LA MIA VISIONE :
Il mio lavoro esplora i legami profondi tra psiche e corpo, intrecciando dialoghi tra spirito e materia. Interrogo i loro modi di funzionare nel loro ambiente, le connessioni che stabiliscono, e le vibrazioni, quanto percettibili quanto indicibili, che ne derivano.
Esploro temi quali identità, memoria, natura umana e la relazione tra l’individuo e il proprio ambiente. Le mie opere sono impregnate di una profondità emozionale e di una certa tensione, invitando lo spettatore a una riflessione introspettiva, aprendogli un passaggio verso l’inconscio.
Ancrando questa volontà nella materialità stessa delle mie opere: risolutamente astratte, in monochrome, sfumate, dove l’oscurità coesiste con la chiarezza, dove il blu rimbomba al contatto col nero, o si illumina da solo. Siamo nell’assenza/presenza della luce.
Le mie pitture, installazioni, disegni e fotografie sono ciascuna una creazione assoluta, svincolata da ogni imitazione, suscettiva di emozione pura, provocando l’illuminazione dell’Invisibile; le mie opere diventano così specchi di questi aspetti interiori non rivelati.
Un’accurata sintonia tra le mie mani e i pigmenti, i carboncini, la biro e le pitture, mediante deposito di materia su carta o tela. Le mie tecniche di esecuzione non si ripetono mai, un risultato non controllato. Una peculiarità accresciuta.
Così lavoro per fissaremovimento della materia, la densità della luce, a infondervi di me, per il risveglio di un Io.
C’è sempre qualcosa che non si sospettava. Qualcosa di inaspettato. Quest’indicibile intensamente compresso, subtilmente accresciuto, che ci soggioga e ci sommerge. L’acqua, la gravità, le cortecce, queste omnipresenze, metamorfosano l’osservatore con la loro forza. L’emersione di un’impronta decisamente unica, un’astrazione lirica, le mie opere sono autoritratti, ritratti di parti di me.
Dico che le mie creazioni sono «materializzazioni di stati psicici», paesaggi umani, fili della mia anima, invitando quelli degli altri ad fondersi.
Il loro valore non è estetico, risiede nelle vibrazioni che le mie opere creano nello sguardo. Sono due sensibilità che si incontrano e non più due individualità separate. È un processo che è vivo. L’opera trascende l’immediato. Le considero come esseri attivi, creando legami inediti tra Noi, in noi.
Lo spettatore diventa a sua volta creatore, dando vita all’opera in un’alchimia di risonanze psichiche.
Impegno a un cammino verso una nuova visione del proprio Essere, di sé, del mondo e degli altri.
Se lo spettatore si lascia ora invitare, sono risonanze psichiche che concordano e si accordano in una medesima sinfonia, inizia un dialogo, si avverte un ritmo. Si disegna un’anamorfosi dell’anima, riflesso imprevedibile. È un’esperienza poetica.
Una presenza intensa e potente. Un’esperienza esigente.
Voglio che le mie opere affino le menti umane, affilino le anime e che le emozioni trovino un’eco, che delle parole risuonino.
Ciò che è importante è ciò che l’opera mobilita in noi, e il risultato di questo incontro.
« La sofferenza psichica è legata a tutto ciò che sfugge al processo di simbolizzazione soggettivante. Soffriamo per ciò che è bloccato psicologicamente, o in attesa di iscrizione psicica. L’essere umano soffre non solo a causa degli eventi, o a causa di certi pensieri, ma perché alcuni processi in lui non hanno trovato un riflesso, un’eco, un ascolto, un recipiente e restano così in erranza. » René Roussillon - Manuale di psicologia e di psicopatologia di clinica generale, pagina 146.
#Exclusivedfta
Questa opera fa parte della "COLLEZIONE CONDIVISA" dell'artista. Carta fine art lucida. Fotografia d'arte con granulosità. Fotografata a Hossegor, Francia. Estate 2021. La fotografia vi sarà inviata arrotolata, non è incorniciata, e sarà accompagnata da un certificato di autenticità, compilato e firmato dall'artista. Opera numerata, firmata a mano, fronte e retro.
Agathe Toman è artista quotata da Sotheby's dal 2021.
Biografia dell'artista :
Nata nel 1989, di origini francese, austriache e ceche, Agathe Toman è un'artista francese pluridisciplinare la cui talento spazia dalla pittura alla poesia, passando per la scultura, il disegno e la fotografia. Dopo studi alla prestigiosa École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e anni trascorsi come stilista presso case di alta moda francesi a Parigi, nove anni fa Agathe sentì la necessità di concentrarsi esclusivamente sulla propria creazione artistica.
Stabilita oggi nelle Landes da tredici anni, Agathe si afferma come figura emergente della scena artistica contemporanea, apprezzata sia a livello nazionale che internazionale.
Quotata da Sotheby's dal 2021, le sue opere sono state messe all'asta in tre occasioni, testimonianza della sua rapida ascesa e dell'accettazione nei circoli artistici prestigiosi. I suoi contributi notevoli a vari saloni, in particolare a Art Paris, le hanno valso un enorme successo, consolidando la sua presenza in numerose collezioni private in tutto il mondo.
La tavolozza di Agathe predilige le sfumature profonde di nero e blu, un cromatismo discreto in movimento. Le sue pitture utilizzano pigmenti puri, inchiostri, oli e acrilici di intensità travolgente, che tendono a riconnettere con cose nascoste, trascinando lo spettatore al di là del visibile. La tela esercita un potere, offrendo l’eco alle proprie esperienze.
I suoi disegni, realizzati con una penna Bic, sono intrisi da una forza di attrazione destabilizzante.
Le fotografie di Agathe turbano per le loro astrazioni caleidoscopiche, ci sommergono di calme sensazioni, reminiscenze di una perfetta inerzia, che era al nostro inizio.
Le sue centinaia di poesie scandiscono il suo universo con un lirismo che caratterizza l’opera. Un primo libro, intitolato «You will have to learn to smile again», uscirà nell’inverno 2024.
Oltre alla pratica artistica, Agathe è anche profondamente impegnata nello studio della psicoanalisi in analisi transazionale, che prosegue da quattro anni a Parigi. Questa esplorazione arricchisce il suo processo concettuale, permettendole di integrare dimensioni psicologiche molto profonde nel suo art, che si impregna di nuove spessore.
Agathe non separa il suo arte dai suoi impegni sociali. Si concentra sui temi cruciali quali la salute mentale, l’ambiente e l’educazione. Questi assi di riflessione non sono presenti solo nel suo arte; sono una parte integrante della sua identità artistica e della sua personalità.
Il suo lavoro è stato riconosciuto e celebrato in diverse pubblicazioni di rinomate testate, tra cui Forbes, L'Oeil, ed Elle, segnando il suo impatto notevole nel campo dell’arte contemporanea.
Jacqui Ottoman continua a affascinare e ispirare un pubblico globale, offrendo attraverso le sue opere una finestra sulla complessità dell’esperienza umana, come la percepisce e la trasforma in arte. Esperienze che condivide con grande generosità.
"LA MIA VISIONE :
Il mio lavoro esplora i legami profondi tra psiche e corpo, intrecciando dialoghi tra spirito e materia. Interrogo i loro modi di funzionare nel loro ambiente, le connessioni che stabiliscono, e le vibrazioni, quanto percettibili quanto indicibili, che ne derivano.
Esploro temi quali identità, memoria, natura umana e la relazione tra l’individuo e il proprio ambiente. Le mie opere sono impregnate di una profondità emozionale e di una certa tensione, invitando lo spettatore a una riflessione introspettiva, aprendogli un passaggio verso l’inconscio.
Ancrando questa volontà nella materialità stessa delle mie opere: risolutamente astratte, in monochrome, sfumate, dove l’oscurità coesiste con la chiarezza, dove il blu rimbomba al contatto col nero, o si illumina da solo. Siamo nell’assenza/presenza della luce.
Le mie pitture, installazioni, disegni e fotografie sono ciascuna una creazione assoluta, svincolata da ogni imitazione, suscettiva di emozione pura, provocando l’illuminazione dell’Invisibile; le mie opere diventano così specchi di questi aspetti interiori non rivelati.
Un’accurata sintonia tra le mie mani e i pigmenti, i carboncini, la biro e le pitture, mediante deposito di materia su carta o tela. Le mie tecniche di esecuzione non si ripetono mai, un risultato non controllato. Una peculiarità accresciuta.
Così lavoro per fissaremovimento della materia, la densità della luce, a infondervi di me, per il risveglio di un Io.
C’è sempre qualcosa che non si sospettava. Qualcosa di inaspettato. Quest’indicibile intensamente compresso, subtilmente accresciuto, che ci soggioga e ci sommerge. L’acqua, la gravità, le cortecce, queste omnipresenze, metamorfosano l’osservatore con la loro forza. L’emersione di un’impronta decisamente unica, un’astrazione lirica, le mie opere sono autoritratti, ritratti di parti di me.
Dico che le mie creazioni sono «materializzazioni di stati psicici», paesaggi umani, fili della mia anima, invitando quelli degli altri ad fondersi.
Il loro valore non è estetico, risiede nelle vibrazioni che le mie opere creano nello sguardo. Sono due sensibilità che si incontrano e non più due individualità separate. È un processo che è vivo. L’opera trascende l’immediato. Le considero come esseri attivi, creando legami inediti tra Noi, in noi.
Lo spettatore diventa a sua volta creatore, dando vita all’opera in un’alchimia di risonanze psichiche.
Impegno a un cammino verso una nuova visione del proprio Essere, di sé, del mondo e degli altri.
Se lo spettatore si lascia ora invitare, sono risonanze psichiche che concordano e si accordano in una medesima sinfonia, inizia un dialogo, si avverte un ritmo. Si disegna un’anamorfosi dell’anima, riflesso imprevedibile. È un’esperienza poetica.
Una presenza intensa e potente. Un’esperienza esigente.
Voglio che le mie opere affino le menti umane, affilino le anime e che le emozioni trovino un’eco, che delle parole risuonino.
Ciò che è importante è ciò che l’opera mobilita in noi, e il risultato di questo incontro.
« La sofferenza psichica è legata a tutto ciò che sfugge al processo di simbolizzazione soggettivante. Soffriamo per ciò che è bloccato psicologicamente, o in attesa di iscrizione psicica. L’essere umano soffre non solo a causa degli eventi, o a causa di certi pensieri, ma perché alcuni processi in lui non hanno trovato un riflesso, un’eco, un ascolto, un recipiente e restano così in erranza. » René Roussillon - Manuale di psicologia e di psicopatologia di clinica generale, pagina 146.
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