André Lichtenberger / Victor Prouvé - Les Centaures - 1924





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I centauri, di André Lichtenberger
Con 22 incisioni inciso su legno e su rame di Victor Prouvé
Uno degli esemplari numerati su vellame puro filo delle Manufactures de Rives.
I Centauri è un romanzo di André Lichtenberger (Strasburgo, 1870 – 1940), pubblicato in prima edizione nel 1904 da Plon-Nourrit. In seguito associato al genere del poema in prosa e segnato dall’estetica simbolista – in particolare dalla figura del centauro molto cara a Maurice de Guérin e a Mallarmé, del quale Lichtenberger frequentava il cerchio – il romanzo è oggi considerato a posteriori uno dei primi romanzi francesi appartenenti al fantasy, precursore di quel genere di una ventina d’anni.
L’edizione del 1924, pubblicata congiuntamente a Parigi da Georges Crès & Cie e a Nancy da Victor Berger, costituisce l’edizione illustrata di riferimento, ed è di gran lunga la più bella e la più ricercata. Le 22 incisioni di Victor Prouvé si distribuiscono in 16 incisioni nel testo – una vignetta di titolo, 5 intestazioni di capitolo, 5 capilettera e 5 culs-de-lampe – e 6 tavole fuori testo incise all’acquaforte, a piena pagina, con serpentine.
L’universo romanzesco si svolge in una preistoria alternativa di ispirazione greco-romana. Il popolo dei Centauri – i “animali-re”, figli del Sole – regna su un mondo animale pacificato, sotto l’autorità del re Klévorak, garante della legge che vieta l’omicidio. Ma una razza spregevole e rachitica, gli “Escoriati” – gli uomini –, con le loro pellicce rubate e i loro strumenti di bronzo, minaccia irreparabilmente questo equilibrio millenario. In modo epico e melanconico, Lichtenberger narra la fine ineluttabile di un’era d’oro mitica, con un’influenza visibile di Kipling e del simbolismo di J.-H. Rosny.
Victor Prouvé (Nancy, 1858 – 1943) è una delle figure principali dell’École de Nancy. Pittore, ricamatore, incisore, orafo, medalista e restauratore di legature artistiche, fu uno dei collaboratori più stretti di Émile Gallé e di Louis Majorelle, e assunse la direzione dell’École de Nancy dopo la morte di Gallé nel 1904. I Centauri costituiscono il suo terzo e ultimo libro illustrato – dopo Chez Jeanne d’Arc (1904) e Poèmes d’Alsace (1907) – e, secondo l’opinione generale dei bibliofili, la sua opera grafica più compiuta, nella quale spinge l’acquaforte e l’incisione su legno fino a un’illustrazione fantastica e convulsiva, di originale molto personale, che rende con una potenza notevole la ferocia e la nobiltà tragica delle razze ibride. L’edizione del 1924 è unanimemente citata tra i grandi successi del libro illustrato dell’entre-deux-guerres, nella confluenza dell’Art Nouveau tardivo e delle ricerche grafiche degli anni ’20.
1924, piccolo in-4° (20 x 25 cm), 220 pagine. Brossura con sovra-coperta a alette in cartoncino crema illustrata da una vignetta di Prouvé. Leggere tracce di sfregamento sulla copertina.
I centauri, di André Lichtenberger
Con 22 incisioni inciso su legno e su rame di Victor Prouvé
Uno degli esemplari numerati su vellame puro filo delle Manufactures de Rives.
I Centauri è un romanzo di André Lichtenberger (Strasburgo, 1870 – 1940), pubblicato in prima edizione nel 1904 da Plon-Nourrit. In seguito associato al genere del poema in prosa e segnato dall’estetica simbolista – in particolare dalla figura del centauro molto cara a Maurice de Guérin e a Mallarmé, del quale Lichtenberger frequentava il cerchio – il romanzo è oggi considerato a posteriori uno dei primi romanzi francesi appartenenti al fantasy, precursore di quel genere di una ventina d’anni.
L’edizione del 1924, pubblicata congiuntamente a Parigi da Georges Crès & Cie e a Nancy da Victor Berger, costituisce l’edizione illustrata di riferimento, ed è di gran lunga la più bella e la più ricercata. Le 22 incisioni di Victor Prouvé si distribuiscono in 16 incisioni nel testo – una vignetta di titolo, 5 intestazioni di capitolo, 5 capilettera e 5 culs-de-lampe – e 6 tavole fuori testo incise all’acquaforte, a piena pagina, con serpentine.
L’universo romanzesco si svolge in una preistoria alternativa di ispirazione greco-romana. Il popolo dei Centauri – i “animali-re”, figli del Sole – regna su un mondo animale pacificato, sotto l’autorità del re Klévorak, garante della legge che vieta l’omicidio. Ma una razza spregevole e rachitica, gli “Escoriati” – gli uomini –, con le loro pellicce rubate e i loro strumenti di bronzo, minaccia irreparabilmente questo equilibrio millenario. In modo epico e melanconico, Lichtenberger narra la fine ineluttabile di un’era d’oro mitica, con un’influenza visibile di Kipling e del simbolismo di J.-H. Rosny.
Victor Prouvé (Nancy, 1858 – 1943) è una delle figure principali dell’École de Nancy. Pittore, ricamatore, incisore, orafo, medalista e restauratore di legature artistiche, fu uno dei collaboratori più stretti di Émile Gallé e di Louis Majorelle, e assunse la direzione dell’École de Nancy dopo la morte di Gallé nel 1904. I Centauri costituiscono il suo terzo e ultimo libro illustrato – dopo Chez Jeanne d’Arc (1904) e Poèmes d’Alsace (1907) – e, secondo l’opinione generale dei bibliofili, la sua opera grafica più compiuta, nella quale spinge l’acquaforte e l’incisione su legno fino a un’illustrazione fantastica e convulsiva, di originale molto personale, che rende con una potenza notevole la ferocia e la nobiltà tragica delle razze ibride. L’edizione del 1924 è unanimemente citata tra i grandi successi del libro illustrato dell’entre-deux-guerres, nella confluenza dell’Art Nouveau tardivo e delle ricerche grafiche degli anni ’20.
1924, piccolo in-4° (20 x 25 cm), 220 pagine. Brossura con sovra-coperta a alette in cartoncino crema illustrata da una vignetta di Prouvé. Leggere tracce di sfregamento sulla copertina.

