L. Jacquemin - Guide du voyageur dans Arles - 1835

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Guide del viaggiatore ad Arles di L. Jacquemin, prima edizione del 1835 in francese, rilegatura morbida, 480 pagine, pubblicato da D. Garcin, imprimeur-éditeur, Arles, descrive i prodotti naturali e i monumenti di Arles dall’antichità al Rinascimento, stato di conservazione ragionevole.

Riepilogo creato con l’aiuto dell’IA

Descrizione del venditore

Guida del viaggiatore ad Arles, contenente l’indicazione della maggior parte dei prodotti naturali del suo territorio, e la descrizione dei suoi monumenti antichi, dal Medioevo e dalla Rinascita, di L. Jacquemin, 1835

Louis Jacquemin (1797–1868) è la figura centrale della rinascita archeologica di Arles nella prima metà del XIX secolo. Membro e segretario perpetuo della Commissione archeologica di Arles, la cui direzione fu affidata a lui da diversi comuni, conservatore del ricco museo lapidario e dei monumenti della città, fu anche corrispondente del ministero per i lavori di storia, membro dell’Istituto storico di Francia, e delle accademie di Roma, Nîmes, Marsiglia, Mâcon, Ginevra, Tolosa e Béziers. Jacquemin forma, insieme a Honoré Clair e Jean-Jacques Estrangin, un trio che fu, nella prima metà del XIX secolo, l’elemento motore di una delle più straordinarie riscoperte della cultura e del gusto dell’antico che una città avesse conosciuto dalla Rinascita.

La Guida del viaggiatore ad Arles è considerata dai contemporanei un’opera « quasi diventata classica », prodotta in uno spirito tipicamente romantico – quello di una generazione per cui, secondo F. Billot, il gusto delle rovine e della storia non era mai stato così vivo e così generale. L’opera tratta successivamente dei prodotti naturali del territorio arlesiano – la Crau, la Camargue, le paludi, le colture –, poi dell’insieme dei monumenti della città classificati in ordine cronologico: i monumenti antichi (anfi teatro, teatro, obelisco, colonne del foro, via degli Alyscamps), gli edifici del Medioevo (Saint-Trophime e il suo chiostro, i sarcofagi cristiani), e quelli della Rinascita.

Ciò che distingue e mette particolarmente in risalto questa Guida del viaggiatore, secondo le critiche dell’epoca, è che la rinascita della conoscenza dei monumenti arlesiani data proprio dalla sua pubblicazione. Jacquemin, non avendo mai speculato sulle sue opere, non fu mai realizzata una seconda edizione – ardentemente desiderata. L’opera resta così una edizione unica, prima e ultima, documento irrinunciabile dell’archeologia e della topografia arlesiane all’alba dell’era del catalogo dei monumenti storici – la prima lista della Commissione superiore dei Monumenti storici, che classificò l’anfiteatro, il teatro, le colonne del foro, l’obelisco, il palazzo Costantin, gli Alyscamps, Saint-Trophime e il suo chiostro e l’abbazia di Montmajour, apparve nel 1840, cioè cinque anni dopo la Guida di Jacquemin.

1835, 15 x 23 cm, 480 pagine. Varie pieghe, strappi e macchie sulla copertina, con mancanze di carta sul dorso. Marciumi.

Guida del viaggiatore ad Arles, contenente l’indicazione della maggior parte dei prodotti naturali del suo territorio, e la descrizione dei suoi monumenti antichi, dal Medioevo e dalla Rinascita, di L. Jacquemin, 1835

Louis Jacquemin (1797–1868) è la figura centrale della rinascita archeologica di Arles nella prima metà del XIX secolo. Membro e segretario perpetuo della Commissione archeologica di Arles, la cui direzione fu affidata a lui da diversi comuni, conservatore del ricco museo lapidario e dei monumenti della città, fu anche corrispondente del ministero per i lavori di storia, membro dell’Istituto storico di Francia, e delle accademie di Roma, Nîmes, Marsiglia, Mâcon, Ginevra, Tolosa e Béziers. Jacquemin forma, insieme a Honoré Clair e Jean-Jacques Estrangin, un trio che fu, nella prima metà del XIX secolo, l’elemento motore di una delle più straordinarie riscoperte della cultura e del gusto dell’antico che una città avesse conosciuto dalla Rinascita.

La Guida del viaggiatore ad Arles è considerata dai contemporanei un’opera « quasi diventata classica », prodotta in uno spirito tipicamente romantico – quello di una generazione per cui, secondo F. Billot, il gusto delle rovine e della storia non era mai stato così vivo e così generale. L’opera tratta successivamente dei prodotti naturali del territorio arlesiano – la Crau, la Camargue, le paludi, le colture –, poi dell’insieme dei monumenti della città classificati in ordine cronologico: i monumenti antichi (anfi teatro, teatro, obelisco, colonne del foro, via degli Alyscamps), gli edifici del Medioevo (Saint-Trophime e il suo chiostro, i sarcofagi cristiani), e quelli della Rinascita.

Ciò che distingue e mette particolarmente in risalto questa Guida del viaggiatore, secondo le critiche dell’epoca, è che la rinascita della conoscenza dei monumenti arlesiani data proprio dalla sua pubblicazione. Jacquemin, non avendo mai speculato sulle sue opere, non fu mai realizzata una seconda edizione – ardentemente desiderata. L’opera resta così una edizione unica, prima e ultima, documento irrinunciabile dell’archeologia e della topografia arlesiane all’alba dell’era del catalogo dei monumenti storici – la prima lista della Commissione superiore dei Monumenti storici, che classificò l’anfiteatro, il teatro, le colonne del foro, l’obelisco, il palazzo Costantin, gli Alyscamps, Saint-Trophime e il suo chiostro e l’abbazia di Montmajour, apparve nel 1840, cioè cinque anni dopo la Guida di Jacquemin.

1835, 15 x 23 cm, 480 pagine. Varie pieghe, strappi e macchie sulla copertina, con mancanze di carta sul dorso. Marciumi.

Dettagli

Numero di Libri
1
Soggetto
Interesse regionale, Storia, Viaggio / Esplorazioni
Titolo del Libro
Guide du voyageur dans Arles
Autore/ Illustratore
L. Jacquemin
Condizione
Condizioni discrete
Anno di pubblicazione dell’oggetto più vecchio
1835
Edizione
1° edizione
Lingua
Francese
Lingua originale
Editore
D. Garcin, imprimeur-éditeur, Arles
Legatura
Brossura
Numero di pagine
480
FranciaVerificato
332
Oggetti venduti
96,92%
Privato

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