Jeanloup Sieff - Derrieres - 1994





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«Derrières» è un libro fotografico di Jean-Luc Sieff, fotografo nato a Parigi, Francia. Sieff si è distinto nel campo del fotogiornalismo come giornalista freelance ed è stato membro di Magnum Photos, anche se abbandonò l’agenzia nel 1958. In seguito, in cerca di una maggiore libertà creativa, ha lavorato principalmente come fotografo di moda per pubblicazioni quali Harper’s Bazaar e Vogue. «Derrières» si traduce letteralmente come «natiche». Nella prefazione che ha scritto lui stesso, egli esprime la preoccupazione che questo titolo possa portare a un certo equivoco, ma afferma che non è il ‘viso’—che è sempre fotografato in modo casuale—ma piuttosto il “derriere”, che di solito è protetto e avvolto nel segreto, a possedere bellezza scultorea, intellettuale e spirituale. Dice anche: «In quanto elemento strutturale dell’architettura del corpo, la cupola—with its graceful Romanesque curves—evoca la dea presiedente ai riti della carta originale. Proprio queste natiche desidero sigillarle per sempre, prima che il tempo ne distrugga la bellezza.» Il testo è in giapponese.
«Derrières» è un libro fotografico di Jean-Luc Sieff, fotografo nato a Parigi, Francia. Sieff si è distinto nel campo del fotogiornalismo come giornalista freelance ed è stato membro di Magnum Photos, anche se abbandonò l’agenzia nel 1958. In seguito, in cerca di una maggiore libertà creativa, ha lavorato principalmente come fotografo di moda per pubblicazioni quali Harper’s Bazaar e Vogue. «Derrières» si traduce letteralmente come «natiche». Nella prefazione che ha scritto lui stesso, egli esprime la preoccupazione che questo titolo possa portare a un certo equivoco, ma afferma che non è il ‘viso’—che è sempre fotografato in modo casuale—ma piuttosto il “derriere”, che di solito è protetto e avvolto nel segreto, a possedere bellezza scultorea, intellettuale e spirituale. Dice anche: «In quanto elemento strutturale dell’architettura del corpo, la cupola—with its graceful Romanesque curves—evoca la dea presiedente ai riti della carta originale. Proprio queste natiche desidero sigillarle per sempre, prima che il tempo ne distrugga la bellezza.» Il testo è in giapponese.

