Alberto Carlos Ayala (XX) - Vulture





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Vulture di Alberto Carlos Ayala (XX) è un originale dipinto acrilico su tela di cotone 100%, con gesso e sale, 80 x 80 cm, firma a mano, proveniente dall’Italia, anno 2020+, in ottime condizioni, accompagnato da certificato di autenticità.
Descrizione del venditore
VULTURE
Tecnica e supporto: Acrilico, gesso e sale su tela di cotone 100%, grana fine, alta qualità, Made in Italy
Dimensioni: 80 × 80 cm
L’opera prende ispirazione dal Vulture, antico complesso vulcanico della Basilicata, la cui presenza geologica continua a definire il paesaggio attraverso stratificazioni minerali, rilievi, bacini lacustri e sorgenti di acqua minerale naturale. La sua attività appartiene a un tempo remoto, eppure il Vulture conserva una forza latente, una memoria profonda inscritta nella forma del territorio e nella qualità viva delle sue risorse sotterranee.
La superficie pittorica si configura come un ampio campo cromatico turchese e azzurro, attraversato da addensamenti blu e da segni scuri dispersi, simili a frammenti minerali sospesi. Il blu richiama la dimensione idrica del territorio: le falde profonde, la circolazione sotterranea, il passaggio attraverso rocce vulcaniche e strati minerali. La pittura costruisce uno spazio atmosferico e liquido, in cui aria e materia geologica convivono in una condizione di equilibrio instabile.
La fascia orizzontale rossa, attraversata da vibrazioni gialle e realizzata in rilievo con gesso e sale, agisce come soglia geologica e asse gravitazionale della composizione. La sua presenza materica e tridimensionale introduce una frattura luminosa all’interno del campo freddo, condensando calore, profondità e memoria magmatica. Il gesso dà corpo alla linea, mentre il sale richiama la componente minerale, la cristallizzazione, la traccia fisica di un processo naturale che lega fluido e roccia, superficie e profondità.
Il contrasto tra la distesa azzurra e la fascia rossa genera la tensione fondamentale dell’opera: la dimensione rarefatta e contemplativa entra in relazione con la memoria del fuoco, della pressione e della trasformazione. In questo equilibrio tra raffreddamento e combustione, tra flusso e sedimentazione, il Vulture diventa matrice percettiva e simbolica.
L’opera restituisce l’incontro tra il sistema vulcanico e la circolazione sotterranea come fenomeno di trasformazione continua. Le bollicine, le effervescenze e le vibrazioni interne delle acque minerali affiorano sulla superficie attraverso addensamenti, macchie, trasparenze e piccoli segni dispersi. Ciò che ancora oggi viene bevuto come risorsa quotidiana del territorio diventa immagine di una forza geologica persistente, capace di trasformare la profondità della terra in nutrimento, presenza e memoria condivisa.
Il colore opera come materia-tempo: le velature azzurre costruiscono una durata visiva ampia e sospesa, mentre gli addensamenti blu e i segni scuri introducono una sedimentazione più profonda. La fascia rossa concentra l’evento, la traccia, la soglia. L’opera si sviluppa come campo di attraversamento, in cui lo sguardo è invitato a muoversi lentamente tra espansione e concentrazione, tra trasparenza e densità.
Il lavoro si inserisce in una ricerca dedicata ai grandi sistemi vulcanici intesi come archivi di tempo geologico e come strutture generative del paesaggio. In Vulture, la pittura condensa l’energia del vulcano, la durata delle sue trasformazioni e la capacità della materia terrestre di produrre condizioni di fertilità, abitabilità e vita. Il paesaggio vulcanico emerge come organismo complesso, dove elementi fluidi e incandescenti, profondità e superficie, materia e memoria partecipano a un unico processo generativo.
Il linguaggio pittorico dialoga con la pittura tonale e con istanze di astrazione materica attraverso una gestione controllata della superficie e una costruzione per stratificazioni progressive. Il gesto rimane libero e misurato: ogni traccia contribuisce alla definizione di un campo visivo unitario, in cui la materia pittorica diventa luogo di contemplazione e di custodia.
L’opera è firmata sul retro e verrà accompagnata da certificato di autenticità.
Per equilibrio cromatico, densità materica e coerenza all’interno di una ricerca geologica e simbolica articolata, Vulture si colloca con naturalezza in un contesto collezionistico attento all’astrazione contemporanea, alla memoria del paesaggio e alla trasformazione della materia naturale in esperienza visiva.
VULTURE
Tecnica e supporto: Acrilico, gesso e sale su tela di cotone 100%, grana fine, alta qualità, Made in Italy
Dimensioni: 80 × 80 cm
L’opera prende ispirazione dal Vulture, antico complesso vulcanico della Basilicata, la cui presenza geologica continua a definire il paesaggio attraverso stratificazioni minerali, rilievi, bacini lacustri e sorgenti di acqua minerale naturale. La sua attività appartiene a un tempo remoto, eppure il Vulture conserva una forza latente, una memoria profonda inscritta nella forma del territorio e nella qualità viva delle sue risorse sotterranee.
La superficie pittorica si configura come un ampio campo cromatico turchese e azzurro, attraversato da addensamenti blu e da segni scuri dispersi, simili a frammenti minerali sospesi. Il blu richiama la dimensione idrica del territorio: le falde profonde, la circolazione sotterranea, il passaggio attraverso rocce vulcaniche e strati minerali. La pittura costruisce uno spazio atmosferico e liquido, in cui aria e materia geologica convivono in una condizione di equilibrio instabile.
La fascia orizzontale rossa, attraversata da vibrazioni gialle e realizzata in rilievo con gesso e sale, agisce come soglia geologica e asse gravitazionale della composizione. La sua presenza materica e tridimensionale introduce una frattura luminosa all’interno del campo freddo, condensando calore, profondità e memoria magmatica. Il gesso dà corpo alla linea, mentre il sale richiama la componente minerale, la cristallizzazione, la traccia fisica di un processo naturale che lega fluido e roccia, superficie e profondità.
Il contrasto tra la distesa azzurra e la fascia rossa genera la tensione fondamentale dell’opera: la dimensione rarefatta e contemplativa entra in relazione con la memoria del fuoco, della pressione e della trasformazione. In questo equilibrio tra raffreddamento e combustione, tra flusso e sedimentazione, il Vulture diventa matrice percettiva e simbolica.
L’opera restituisce l’incontro tra il sistema vulcanico e la circolazione sotterranea come fenomeno di trasformazione continua. Le bollicine, le effervescenze e le vibrazioni interne delle acque minerali affiorano sulla superficie attraverso addensamenti, macchie, trasparenze e piccoli segni dispersi. Ciò che ancora oggi viene bevuto come risorsa quotidiana del territorio diventa immagine di una forza geologica persistente, capace di trasformare la profondità della terra in nutrimento, presenza e memoria condivisa.
Il colore opera come materia-tempo: le velature azzurre costruiscono una durata visiva ampia e sospesa, mentre gli addensamenti blu e i segni scuri introducono una sedimentazione più profonda. La fascia rossa concentra l’evento, la traccia, la soglia. L’opera si sviluppa come campo di attraversamento, in cui lo sguardo è invitato a muoversi lentamente tra espansione e concentrazione, tra trasparenza e densità.
Il lavoro si inserisce in una ricerca dedicata ai grandi sistemi vulcanici intesi come archivi di tempo geologico e come strutture generative del paesaggio. In Vulture, la pittura condensa l’energia del vulcano, la durata delle sue trasformazioni e la capacità della materia terrestre di produrre condizioni di fertilità, abitabilità e vita. Il paesaggio vulcanico emerge come organismo complesso, dove elementi fluidi e incandescenti, profondità e superficie, materia e memoria partecipano a un unico processo generativo.
Il linguaggio pittorico dialoga con la pittura tonale e con istanze di astrazione materica attraverso una gestione controllata della superficie e una costruzione per stratificazioni progressive. Il gesto rimane libero e misurato: ogni traccia contribuisce alla definizione di un campo visivo unitario, in cui la materia pittorica diventa luogo di contemplazione e di custodia.
L’opera è firmata sul retro e verrà accompagnata da certificato di autenticità.
Per equilibrio cromatico, densità materica e coerenza all’interno di una ricerca geologica e simbolica articolata, Vulture si colloca con naturalezza in un contesto collezionistico attento all’astrazione contemporanea, alla memoria del paesaggio e alla trasformazione della materia naturale in esperienza visiva.

