Abbé Prévost / André-E. Marty - Manon Lescaut - 1941





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Manon Lescaut di Abbé Prévost con illustrazioni di André-Eduard Marty, edizione illustrata numerata in francese, copertina morbida, 224 pagine, pubblicata da Aux éditions du Rameau d’Or, Parigi, 1941, in ottime condizioni.
Descrizione del venditore
Manon Lescaut, di l’Abbé Prévost – Illustrazioni di André-Édouard Marty
Esemplare numerato su pergamino Hermine delle Papeteries Boucher
La Storia del cavaliere des Grieux e Manon Lescaut – titolo completo – appare per la prima volta nel 1731 come settimo volume dei Mémoires et aventures d’un homme de qualité, prima di essere rivisto e aumentato dall’autore nel 1753 nell’edizione che ora è autorevole. Il romanzo ripercorre, sotto forma di memorie dettate da des Grieux a un narratore di passaggio, la passione devastante di un giovane della buona famiglia per Manon Lescaut – giovane donna di bellezza eccezionale, oscillante senza sosta tra l’amore sincero che nutre per des Grieux e il bisogno irrefrenabile di lusso che la spinge verso altri protettori. Questo amore fatale conduce des Grieux alla rovina morale e sociale: abbandona il seminario, tradisce la sua famiglia, si compromette in truffe, conosce la prigione e la decadenza. Manon, condannata per disordine di costumi e deportata in Louisiana, vi muore tra le braccia di des Grieux al termine di una fuga sfrenata attraverso un deserto – epilogo di una sobrietà sconvolgente. Montesquieu, leggendo il romanzo nell’aprile del 1734, formula il paradosso centrale: l’eroe è un furfante e l’eroina una meretrice, ma tutte le loro azioni hanno per motivo l’amore – che è sempre un motivo nobile, sebbene la condotta sia ignobile.
L’Abbé Antoine François Prévost d’Exiles (1697-1763), abate benedettino sfogliato, giornalista e romancier prolifico, è una delle figure più singolari delle lettere francesi del XVIII secolo. Manon Lescaut, catturata e condannata a essere bruciata nel 1733 e 1735, resta l’opera sua più letta e amata, tradotta nel mondo intero e adattata all’opera da Auber (1856) e Puccini (1893).
André-Édouard Marty (Parigi, 1882 – 1974) è uno dei grandi illustratori del periodo Art Déco francese. Formato all’École des Beaux-Arts nell’atelier di Fernand Cormon, è uno dei quattro soli artisti ad aver collaborato in ciascuna annata di pubblicazione de La Gazette du bon ton (1912-1925), contribuisce a Vogue, Harper’s Bazaar e Vanity Fair, e illustra una cinquantina di opere letterarie – Baudelaire, Flaubert, Maupassant, Colette, Proust. Il suo senso innato di eleganza nell’abbigliamento e della mise en scène mondana, la tavolozza luminosa e le composizioni con campiture di colori aggiunti a stencil ne fanno la scelta naturale per illustrare un romanzo la cui epoca storica – il regno di Luigi XV – e i décor mondani – alcove, carrozze, passeggiate – corrispondono esattamente alla sua sensibilità grafica.
Parigi, Éditions du Rameau d’Or, stampato a chiudere il 15 aprile 1941. In-8° quadrato [20 × 14 cm], brossura, copertina illustrata a colori con alette, 221 pagine. Molto bel stato interno ed esterno.
Manon Lescaut, di l’Abbé Prévost – Illustrazioni di André-Édouard Marty
Esemplare numerato su pergamino Hermine delle Papeteries Boucher
La Storia del cavaliere des Grieux e Manon Lescaut – titolo completo – appare per la prima volta nel 1731 come settimo volume dei Mémoires et aventures d’un homme de qualité, prima di essere rivisto e aumentato dall’autore nel 1753 nell’edizione che ora è autorevole. Il romanzo ripercorre, sotto forma di memorie dettate da des Grieux a un narratore di passaggio, la passione devastante di un giovane della buona famiglia per Manon Lescaut – giovane donna di bellezza eccezionale, oscillante senza sosta tra l’amore sincero che nutre per des Grieux e il bisogno irrefrenabile di lusso che la spinge verso altri protettori. Questo amore fatale conduce des Grieux alla rovina morale e sociale: abbandona il seminario, tradisce la sua famiglia, si compromette in truffe, conosce la prigione e la decadenza. Manon, condannata per disordine di costumi e deportata in Louisiana, vi muore tra le braccia di des Grieux al termine di una fuga sfrenata attraverso un deserto – epilogo di una sobrietà sconvolgente. Montesquieu, leggendo il romanzo nell’aprile del 1734, formula il paradosso centrale: l’eroe è un furfante e l’eroina una meretrice, ma tutte le loro azioni hanno per motivo l’amore – che è sempre un motivo nobile, sebbene la condotta sia ignobile.
L’Abbé Antoine François Prévost d’Exiles (1697-1763), abate benedettino sfogliato, giornalista e romancier prolifico, è una delle figure più singolari delle lettere francesi del XVIII secolo. Manon Lescaut, catturata e condannata a essere bruciata nel 1733 e 1735, resta l’opera sua più letta e amata, tradotta nel mondo intero e adattata all’opera da Auber (1856) e Puccini (1893).
André-Édouard Marty (Parigi, 1882 – 1974) è uno dei grandi illustratori del periodo Art Déco francese. Formato all’École des Beaux-Arts nell’atelier di Fernand Cormon, è uno dei quattro soli artisti ad aver collaborato in ciascuna annata di pubblicazione de La Gazette du bon ton (1912-1925), contribuisce a Vogue, Harper’s Bazaar e Vanity Fair, e illustra una cinquantina di opere letterarie – Baudelaire, Flaubert, Maupassant, Colette, Proust. Il suo senso innato di eleganza nell’abbigliamento e della mise en scène mondana, la tavolozza luminosa e le composizioni con campiture di colori aggiunti a stencil ne fanno la scelta naturale per illustrare un romanzo la cui epoca storica – il regno di Luigi XV – e i décor mondani – alcove, carrozze, passeggiate – corrispondono esattamente alla sua sensibilità grafica.
Parigi, Éditions du Rameau d’Or, stampato a chiudere il 15 aprile 1941. In-8° quadrato [20 × 14 cm], brossura, copertina illustrata a colori con alette, 221 pagine. Molto bel stato interno ed esterno.

