Victor Brauner - "Conglomeros" - 1968





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« Conglomeros » Victor Brauner – Fascicolo d’esposition
Parigi, Galleria Alexandre Iolas, 196 boulevard Saint-Germain – dal 18 dicembre 1968 al 18 gennaio 1969
Il fascicolo si presenta nella forma più scarna possibile: una singola pagina piegata a metà, formando quattro facciate. La pagina di copertina riporta il titolo della mostra, le date e il nome della galleria. La pagina interna riproduce un disegno di Brauner intitolato Il Conglomer. Non c’è alcun testo: né nota critica, né biografia, né lista di opere. Questo estremismo di semplicità è a sua volta una scelta: rinvia alla tradizione delle cartelline d’invito e degli annunci surrealisti, in cui l’immagine precede il discorso e la galleria si limita a indicare luogo, tempo e artista.
Victor Brauner nasce il 15 giugno 1903 a Piatra Neamț, in Romania, in una famiglia ebraica di orientamento spiritualista — suo padre è interessato allo spiritismo e all’occultismo, influenze che segneranno duramente la sua opera. Studia brevemente all’École des Beaux-Arts di Bucarest nel 1921, partecipa all’effervescenza dadaista rumena e co-fonda nel 1924 la rivista 75 HP, prima di soggiornare a Parigi una prima volta nel 1925, dove si lega a Constantin Brancuși, suo compatriota. Ritorna in Romania, poi si stabilisce definitivamente a Parigi nel 1930, dove Yves Tanguy lo presenta al gruppo surrealista. André Breton redige la prefazione della sua prima mostra parigina alla Galerie Pierre nel 1934. Brauner aderisce formalmente al gruppo surrealista nel 1933.
Nel 1938, durante una rissa nell’atelier di Óscar Domínguez a Parigi, perde l’occhio sinistro — incidente che aveva prefigurato con una precisione inquietante in diverse sue tavole dei anni precedenti, dove personaggi dagli occhi strappati o vuoti ricorrevano con insistenza. Questo evento, che colpisce i suoi contemporanei come l’adempimento di una profezia, potenzia notevolmente la sua reputazione di veggente all’interno del gruppo surrealista. Durante la Seconda Guerra Mondiale, rifugiato nelle Alpi-Marittime e poi a Marsiglia per le sue origini e l’occupazione, è tagliato da ogni accesso ai materiali pittorici abituali e inventa tecniche alternative – pittura con la candela, sfregamento con la cera, lavoro su tela di sacco o su carta grossolana – che gli permettono di sviluppare un universo formale autonomo, profondamente originale, sempre più distante dal surrealismo ortodosso di Breton.
Il termine Conglomeros designa sia una scultura monumentale realizzata da Brauner nel 1945 — in gesso, alta 180 cm, oggi conservata al Musée d’Art Moderne di Parigi, realizzata con l’aiuto dello scultore Michel Herz —, sia una serie di disegni, dipinti e opere su carta gravitanti attorno a questo motivo fondante. La scultura Conglomeros è un essere composito e ambiguo, massa organica e architettata allo stesso tempo, le cui forme evocano simultaneamente un corpo umano, una costruzione minerale e un’entità mitologica indefinibile. Si inscrive nel periodo più fertile di Brauner, quello degli anni di guerra, dove la sua isolazione lo ha portato a elaborare un bestiario mitico interamente personale.
Alexandre Iolas – nato Constantin Coutsoudis ad Alessandria d’Egitto nel 1908 e morto a New York nel 1987 – è uno dei galleristi più influenti e originali del XX secolo. Ex danzatore di balletto nella compagnia del marchese de Cuevas, costretto a rinunciare alla danza dopo un incidente, si reinventa nel commercio dell’arte dopo che la scoperta di un dipinto di Giorgio de Chirico ha sconvolto la sua vita, secondo la sua formula. Aprirà la sua prima galleria a New York nel 1945 – la Hugo Gallery – poi fonda nel 1955 la Galerie Alexander Iolas, che amplierà progressivamente in una rete internazionale: Ginevra (1963), Parigi (1964), Milano (1966), Zurigo, Madrid e Roma. La galleria parigina, situata al 196 boulevard Saint-Germain, è aperta su istanza insistente di Max Ernst, con cui Iolas intrattiene un’amicizia incrollabile, e diventa rapidamente uno dei luoghi culturali di spicco della rive gauche parigina. Del resto Iolas mantiene la promessa ad Ernst: chiude la galleria di Parigi alla morte di quest’ultimo, nel 1976.
Victor Brauner è uno dei quattro artisti surrealisti che Iolas difende con maggiore costanza e passione — insieme a Magritte, Max Ernst e Matta. Il rapporto tra i due è antico e caloroso: Brauner indicava Iolas nelle sue lettere come il gallerista americano. La facciata della galleria parigina compare in una fotografia d’archivio conservata presso la Bibliothèque Kandinsky del Centre Pompidou, scattata durante l’inaugurazione di una mostra di Brauner nel 1965. La mostra Conglomeros di dicembre 1968 è una delle prime esposizioni postume dedicate all’artista in questa galleria, e il suo fascicolo — di assoluta sobrietà — porta la firma di un gallerista che, secondo le proprie parole, non concepiva la galleria come uno spazio di commercio ma come un’arena di passione per l’arte.
18 x 23 cm (chiuso). 4 pagine. Una piega al centro. Usure. Tre piccole tracce aranciate sulla seconda pagina.
« Conglomeros » Victor Brauner – Fascicolo d’esposition
Parigi, Galleria Alexandre Iolas, 196 boulevard Saint-Germain – dal 18 dicembre 1968 al 18 gennaio 1969
Il fascicolo si presenta nella forma più scarna possibile: una singola pagina piegata a metà, formando quattro facciate. La pagina di copertina riporta il titolo della mostra, le date e il nome della galleria. La pagina interna riproduce un disegno di Brauner intitolato Il Conglomer. Non c’è alcun testo: né nota critica, né biografia, né lista di opere. Questo estremismo di semplicità è a sua volta una scelta: rinvia alla tradizione delle cartelline d’invito e degli annunci surrealisti, in cui l’immagine precede il discorso e la galleria si limita a indicare luogo, tempo e artista.
Victor Brauner nasce il 15 giugno 1903 a Piatra Neamț, in Romania, in una famiglia ebraica di orientamento spiritualista — suo padre è interessato allo spiritismo e all’occultismo, influenze che segneranno duramente la sua opera. Studia brevemente all’École des Beaux-Arts di Bucarest nel 1921, partecipa all’effervescenza dadaista rumena e co-fonda nel 1924 la rivista 75 HP, prima di soggiornare a Parigi una prima volta nel 1925, dove si lega a Constantin Brancuși, suo compatriota. Ritorna in Romania, poi si stabilisce definitivamente a Parigi nel 1930, dove Yves Tanguy lo presenta al gruppo surrealista. André Breton redige la prefazione della sua prima mostra parigina alla Galerie Pierre nel 1934. Brauner aderisce formalmente al gruppo surrealista nel 1933.
Nel 1938, durante una rissa nell’atelier di Óscar Domínguez a Parigi, perde l’occhio sinistro — incidente che aveva prefigurato con una precisione inquietante in diverse sue tavole dei anni precedenti, dove personaggi dagli occhi strappati o vuoti ricorrevano con insistenza. Questo evento, che colpisce i suoi contemporanei come l’adempimento di una profezia, potenzia notevolmente la sua reputazione di veggente all’interno del gruppo surrealista. Durante la Seconda Guerra Mondiale, rifugiato nelle Alpi-Marittime e poi a Marsiglia per le sue origini e l’occupazione, è tagliato da ogni accesso ai materiali pittorici abituali e inventa tecniche alternative – pittura con la candela, sfregamento con la cera, lavoro su tela di sacco o su carta grossolana – che gli permettono di sviluppare un universo formale autonomo, profondamente originale, sempre più distante dal surrealismo ortodosso di Breton.
Il termine Conglomeros designa sia una scultura monumentale realizzata da Brauner nel 1945 — in gesso, alta 180 cm, oggi conservata al Musée d’Art Moderne di Parigi, realizzata con l’aiuto dello scultore Michel Herz —, sia una serie di disegni, dipinti e opere su carta gravitanti attorno a questo motivo fondante. La scultura Conglomeros è un essere composito e ambiguo, massa organica e architettata allo stesso tempo, le cui forme evocano simultaneamente un corpo umano, una costruzione minerale e un’entità mitologica indefinibile. Si inscrive nel periodo più fertile di Brauner, quello degli anni di guerra, dove la sua isolazione lo ha portato a elaborare un bestiario mitico interamente personale.
Alexandre Iolas – nato Constantin Coutsoudis ad Alessandria d’Egitto nel 1908 e morto a New York nel 1987 – è uno dei galleristi più influenti e originali del XX secolo. Ex danzatore di balletto nella compagnia del marchese de Cuevas, costretto a rinunciare alla danza dopo un incidente, si reinventa nel commercio dell’arte dopo che la scoperta di un dipinto di Giorgio de Chirico ha sconvolto la sua vita, secondo la sua formula. Aprirà la sua prima galleria a New York nel 1945 – la Hugo Gallery – poi fonda nel 1955 la Galerie Alexander Iolas, che amplierà progressivamente in una rete internazionale: Ginevra (1963), Parigi (1964), Milano (1966), Zurigo, Madrid e Roma. La galleria parigina, situata al 196 boulevard Saint-Germain, è aperta su istanza insistente di Max Ernst, con cui Iolas intrattiene un’amicizia incrollabile, e diventa rapidamente uno dei luoghi culturali di spicco della rive gauche parigina. Del resto Iolas mantiene la promessa ad Ernst: chiude la galleria di Parigi alla morte di quest’ultimo, nel 1976.
Victor Brauner è uno dei quattro artisti surrealisti che Iolas difende con maggiore costanza e passione — insieme a Magritte, Max Ernst e Matta. Il rapporto tra i due è antico e caloroso: Brauner indicava Iolas nelle sue lettere come il gallerista americano. La facciata della galleria parigina compare in una fotografia d’archivio conservata presso la Bibliothèque Kandinsky del Centre Pompidou, scattata durante l’inaugurazione di una mostra di Brauner nel 1965. La mostra Conglomeros di dicembre 1968 è una delle prime esposizioni postume dedicate all’artista in questa galleria, e il suo fascicolo — di assoluta sobrietà — porta la firma di un gallerista che, secondo le proprie parole, non concepiva la galleria come uno spazio di commercio ma come un’arena di passione per l’arte.
18 x 23 cm (chiuso). 4 pagine. Una piega al centro. Usure. Tre piccole tracce aranciate sulla seconda pagina.

