Ben Dauchez - Bauhaus Maroc # 6






Ha oltre dieci anni di esperienza nel campo dell'arte, specializzandosi in fotografia del dopoguerra e arte contemporanea.
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 135253 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Descrizione del venditore
Série Bauhaus Marocco
-Titolo Bauhaus Marocco #6
-Tiratura Fine Art 40X60 Numerato firmato 1/10
- Certificato D'Autenticità
Fusion di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra cotta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale: l'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra l’architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.
Giochi di luce e colore: il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arancioni) potrebbe essere accentuato. Ciò potrebbe offrire una dimensione poetica dove ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L’impatto della multi-esposizione:
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe suggerire anche una esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso_epoche diverse o percezioni differenti del Marocco. Questo gioco sul tempo e sullo spazio richiama le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, ispirandosi alle molteplici stratificazioni di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono in opposizione ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia della tecnica classica, dallo scatto alla post-produzione passando per il laboratorio. A 22 anni, fresco di diploma, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... D certain incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l’esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, nelle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, uomini di mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa direzione fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
Série Bauhaus Marocco
-Titolo Bauhaus Marocco #6
-Tiratura Fine Art 40X60 Numerato firmato 1/10
- Certificato D'Autenticità
Fusion di due mondi: la multi-esposizione permette di sovrapporre questi due universi — quello della rigore formale del Bauhaus e la ricchezza sensoriale e storica del Marocco. Forse le linee pulite del Bauhaus si intrecciano con motivi architettonici marocchini, come archi, mosaici e le texture delle pareti in terra cotta o in pietra. Questa fusione crea una sorta di dialogo visivo tra modernità e tradizione.
Approccio concettuale: l'uso della multi-esposizione può anche simboleggiare l’idea di interazione tra passato e presente, tra l’architettura moderna e tradizionale. Il Marocco, ricco di simboli culturali, potrebbe essere visto qui come un terreno di sperimentazione per trasporre concetti occidentali del Bauhaus in un contesto più orientale, o mediterraneo.
Giochi di luce e colore: il contrasto tra le ombre nette del Bauhaus e i colori caldi e diffusi tipici del Marocco (ocra, rossi, blu e arancioni) potrebbe essere accentuato. Ciò potrebbe offrire una dimensione poetica dove ogni immagine sovrapposta evoca un’impressione di movimento, trasformazione e immersione in uno spazio ibrido tra Oriente e Occidente.
L’impatto della multi-esposizione:
Temporalità e spazialità
: Sovrapponendo diversi momenti o spazi, la tecnica della multi-esposizione potrebbe suggerire anche una esperienza temporale, come se si viaggiasse attraverso_epoche diverse o percezioni differenti del Marocco. Questo gioco sul tempo e sullo spazio richiama le nozioni di fluidità e transizione nella cultura del Bauhaus, ispirandosi alle molteplici stratificazioni di senso e di storia che il Marocco incarna.
Dualità culturale ed estetica: Infine, quest’opera potrebbe esprimere una riflessione sui rapporti tra culture occidentali e orientali, tra il funzionalismo europeo del Bauhaus e la sensualità delle forme marocchine. La multi-esposizione può creare un’atmosfera in cui i due mondi non sono in opposizione ma piuttosto interconnessi in una stessa visione artistica.
Appassionato di fotografia fin dalla giovane età, Ben DAUCHEZ ha iniziato nei laboratori di quartiere di La Rochelle. Lì ha acquisito l’insieme delle basi della fotografia della tecnica classica, dallo scatto alla post-produzione passando per il laboratorio. A 22 anni, fresco di diploma, parte per Parigi per perfezionare la sua formazione diventando assistente di set per gli studi Daguerre, Le Petit Oiseau va sortir e lo Studio Zéro. Ha avuto la fortuna di collaborare e assistere i fotografi tra i più talentuosi: Bettina RHEIMS, Patrick DEMARCHELIER, Terry RICHARDSON, Ellen VON UNWERTH, Marcus MAM... D certain incontri determinanti nasceranno bei progetti e lunghe collaborazioni, in particolare con André RAU, Bettina RHEIMS (l’esposizione sulfurea INRI e il suo libro omonimo alle Editions Albin Michel) e Peter BEARD (calendario Pirelli 2009 in Botswana).
Le sue foto sono pubblicate, tra le altre, nelle Editions Condé Nast (francesi e internazionali), Première, WallPaper, ID, Madame Figaro, Lifestyles, Dandy Magazine... Il suo universo interessa anche marchi con codici identitari molto diversi per cui ha firmato campagne istituzionali e/o pubblicitarie quali Dior ( bellezza ), L'Oréal, Peugeot, Philip Morris o ancora Burger King (pubblicità premiata al Dubai Lynx).
Ben DAUCHEZ ha inoltre realizzato numerosi ritratti di celebrità (IGGY POP, Woody HALLEN, Grace JONES, Jean DUJARDIN, Gilles LELLOUCHE, Olivier MARCHAL, Carole BOUQUET, Charlotte GAINSBOURG, ...) di bellezza, uomini di mondo (Olivier DASSAULT, Jacques SEGUELA...) e di viaggiatori...
Questa direzione fotografica gli permette da allora di immortalare in piena libertà la bellezza umana, estetica e spirituale di ogni personalità.
